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Come avere rimborso Trenitalia

25 Gennaio 2020 | Autore: Marina Moretti
Come avere rimborso Trenitalia

Ritardo o cancellazione del treno: quando e come chiedere la restituzione del costo del biglietto.

Quante volte ti è capitato che il treno facesse ritardo o, addirittura, venisse cancellato? In Italia, i disservizi sulle varie linee ferroviarie sono all’ordine del giorno e causano notevoli disagi ai passeggeri: attesa in una stazione sconosciuta per diverse ore, impegni di lavoro rimandati, coincidenze perse. Per non parlare dello stress e dei soldi spesi, ad esempio, per il servizio taxi, i ristoranti o la camera d’albergo. Diviene necessario, dunque, sapere come comportarsi in questi casi. Forse non sai che, in caso di ritardo o cancellazione del treno, hai diritto a richiedere alla compagnia ferroviaria un rimborso o un’indennità. Spesso però si pensa che la trafila da seguire risulti troppo lunga e complicata e quindi si rinuncia a far valere i propri diritti.

In questo articolo ti spiego, in particolare, quando e come avere il rimborso Trenitalia.

Ritardo del treno: il rimborso

Qualora il tuo treno subisca un ritardo, hai diritto ad ottenere un rimborso, o meglio un’indennità.

Trenitalia prevede, infatti, un’indennità nei seguenti casi:

  • per ritardo del treno (compresi i treni regionali) superiore a 30 minuti;
  • per aria condizionata non funzionante;
  • casi eccezionali, ad esempio per neve e maltempo.

A quanto ammonta il rimborso?

In base alle norme di Trenitalia, il rimborso è riconosciuto a seconda del tipo di treno e dell’entità del ritardo.

In particolare:

  • per i treni Frecciarossa, Frecciabianca e Frecciargento è previsto un bonus pari al 25% del prezzo del biglietto, quando il ritardo è pari o superiore a 30 minuti e fino ad un massimo di 119 minuti (in precedenza la soglia era di 60 minuti);
  • per tutti i treni (incluse le Frecce) con ritardi di oltre 60 minuti e fino a 119 minuti si ha diritto ad un’indennità pari al 25% del prezzo del biglietto;
  • per tutti i treni (incluse le Frecce) con ritardo pari o superiore a 120 minuti si ha diritto ad una indennità pari al 50% del prezzo del biglietto.

Avrai capito, quindi, che se il tuo treno fa un ritardo di 29 minuti non ti sarà riconosciuto alcun rimborso sul prezzo del biglietto, anche se a causa del ritardo hai perso una coincidenza.

Ritardo del treno: quando non spetta il rimborso?

Devi sapere che, a volte, anche se il tuo treno facesse un ritardo di oltre 30 minuti, potresti non avere diritto ad alcun rimborso. Ciò accade nei seguenti casi:

  • il treno porta già un ritardo nel momento dell’acquisto del biglietto;
  • se il ritardo del treno è causato da scioperi o lavori programmati, di cui è stata data comunicazione;
  • in caso di eventi naturali catastrofici o eventi causati da terzi (si pensi ad esempio alla persona che decida di buttarsi sotto al treno);
  • per i biglietti gratuiti;
  • per i biglietti il cui importo è uguale o inferiore a 4 euro.

In cosa consiste il rimborso?

Per treni nazionali che riportano un ritardo da 60 ad almeno 120 minuti, potrai scegliere che l’indennità ti sia corrisposta in uno dei modi seguenti:

  • con un bonus per acquistare entro 12 mesi un nuovo biglietto del treno;
  • in contanti per pagamenti effettuati in contanti;
  • mediante il riaccredito per pagamenti effettuati con carta di credito.

Puoi ottenere l’indennità anche quando hai acquistato un biglietto in tutto o in parte con altro bonus da indennità. E se il biglietto era stato acquistato on-line? Niente paura: in tal caso, previa registrazione sul sito di Trenitalia, puoi ottenere un bonus elettronico.

Invece, per il ritardo compreso tra i 30 e i 59 minuti dei treni Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca, puoi ottenere un bonus pari al 25% del prezzo del biglietto che potrai utilizzare entro 12 mesi per l’acquisto di un nuovo biglietto. In tal caso, però il bonus non potrà essere cumulato con altra indennità che ti è stata precedentemente riconosciuta.

Ad esempio, sul Frecciabianca sul quale viaggiavi non funzionava l’impianto di climatizzazione e il treno portava anche ritardo di 40 minuti. In tal caso, ci sono i presupposti per beneficiare dell’indennità da ritardo e per il mancato funzionamento dell’aria condizionata. Tuttavia, i due benefici non si cumulano e hai diritto solo all’indennizzo per ritardo del treno.

Come avere il rimborso Trenitalia

A questo punto, ti starai chiedendo cosa devi fare per ottenere il rimborso. La procedura è molto semplice e prevede che il viaggiatore possa richiedere il rimborso trascorsi 3 giorni dal viaggio presentando una richiesta attraverso i seguenti canali:

  • sito web di Trenitalia;
  • qualsiasi biglietteria;
  • agenzia di viaggi che ha emesso il biglietto;
  • centri assistenza clienti;
  • call center di Trenitalia al numero 892 021 (oppure dall’estero +39.06.68475475)
  • compilando il form apposito.

In tutti i suddetti casi occorre indicare il codice Pnr riportato sul biglietto, vale a dire il codice di prenotazione. I tempi sono brevi: avrai un riscontro entro 24 ore dalla richiesta. Qualora il riscontro risulti positivo otterrai il rimborso.

Ricorda, però, che la richiesta di indennità può essere inoltrata esclusivamente per biglietti in cui è indicata l’origine e la destinazione. Per poter richiedere l’indennità occorre:

  • per i biglietti cartacei: validare il biglietto sia alla partenza che all’arrivo;
  • per il biglietto elettronico regionale e biglietti elettronici: farsi validare il biglietto a bordo del treno.

Per i treni regionali, devi compilare un modulo di richiesta rimborso/indennizzo da spedire alle Direzione Regionale Territoriale della stazione di partenza entro 30 giorni dalla data di viaggio, allegando il biglietto vidimato (sia in partenza che all’arrivo). Trenitalia ti invierà per posta un modulo per il ritiro dei soldi in biglietteria.

Attenzione: la richiesta di indennità deve essere inoltrata, entro e non oltre 12 mesi dall’evento.

Se rinuncio a partire a causa del ritardo, ho diritto al rimborso?

Quando il treno parte con un ritardo di almeno un’ora (o il ritardo previsto da Trenitalia è superiore a 60 minuti) e non intendi partire utilizzando mezzi alternativi, hai diritto al rimborso totale del biglietto.

Lo stesso dicasi quando non puoi iniziare il viaggio:

  • per ordine dell’autorità pubblica;
  • se il treno è stato soppresso per sciopero;
  • il posto prenotato non è disponibile o quando mancano i posti di prima classe.

Puoi chiedere il rimborso integrale presso la biglietteria dal momento in cui si è verificato l’impedimento del viaggio.

Se il biglietto non è stato utilizzato posso chiedere il rimborso?

Può capitare, per un imprevisto, di non poter più utilizzare il proprio biglietto del treno. In questo caso, Trenitalia ti rimborserà il biglietto non utilizzato prima della partenza, ma tratterrà il 20% del prezzo pagato. Sono rimborsabili, però, solo i biglietti base e non quelli Economy e Supereconomy.

Come chiedere il rimborso online

La richiesta di rimborso può essere presentata online dopo essersi registrati sul sito di Trenitalia. Nella home page dell’area clienti non devi fare altro che cliccare su “I miei viaggi”: qui troverai l’elenco degli ultimi biglietti acquistati. Una volta individuato, selezione il biglietto che ti interessa. Nella schermata del biglietto c’è il pulsante “Richiedi indennizzo“.

Attenzione: il pulsante è abilitato solo nel caso in cui si abbia effettivamente diritto all’indennizzo.

Si aprirà la pagina successiva che ti mostrerà il bonus a cui si ha diritto. Non dovrai fare altro che cliccare su “Richiedi bonus“, ti sarà mostrato poi un codice che dovrai inserire alla voce “Voglio utilizzare un bonus o un credito elettronico”.

Ritardo del treno: ho diritto al risarcimento del danno non patrimoniale?

Supponiamo che a causa del ritardo del treno, il viaggiatore abbia perso un occasione di lavoro oppure abbia sostenuto dei costi imprevisti (un servizio di taxi, un pernottamento in hotel ecc.). In questi casi si ha diritto al risarcimento ulteriore rispetto al rimborso? Assolutamente no. Secondo la Corte di Cassazione, infatti, non è dovuto alcun risarcimento per i passeggeri rimasti senza assistenza e persino al freddo per intere ore.

Il risarcimento del danno non patrimoniale, infatti, si può richiedere solo nel caso di grave e seria violazione di specifici diritti inviolabili della persona (vale a dire quelli riconosciuti dalla Costituzione) [1]. Occore dimostrare cioè la circostanza che i disservizi (nella specie, i ritardi sistematici del treno) abbiano inciso sulla persona. Un semplice disagio, fastidio, o disappunto, non supera quella soglia di sufficiente gravità e compromissione dei diritti, necessaria per ottenere il risarcimento. In buona sostanza occorre essere tolleranti.

La conciliazione paritetica

Se ritieni che la tua richiesta di rimborso non abbia trovato adeguata soddisfazione, potrai ricorrere gratuitamente alla conciliazione paritetica, allo scopo di risolvere la controversia con Trenitalia in via stragiudiziale ed evitare così i costi e i tempi lunghi di una causa legale.

La conciliazione è:

  • paritetica: vuol dire che la controversia viene esaminata da una Commissione formata da due conciliatori, di cui uno nominato da Trenitalia e uno nominato dall’associazione in rappresentanza del consumatore;
  • gratuita: si paga solo la quota di iscrizione all’associazione.

Per essere ammessi alla procedura di conciliazione devi aver presentato un reclamo (per il disservizio subito) che non abbia avuto esito positivo oppure Trenitalia non abbia fornito una risposta entro 60 giorni dalla data di spedizione del reclamo.

La domanda di conciliazione può essere presentata personalmente dal viaggiatore oppure dall’associazione entro i seguenti termini:

  • entro 60 giorni dalla data di ricevimento della risposta al reclamo;
  • entro 120 giorni dall’invio del reclamo in caso di mancata risposta.

Il tentativo di conciliazione deve essere avviato entro 45 giorni dal ricevimento della domanda e deve concludersi entro 60 giorni. Nei casi complessi, la Commissione può concedere una proroga di soli 30 giorni.

In caso di esito positivo, la Commissione redige un verbale di proposta conciliativa che trasmette al viaggiatore, il quale se accetta sottoscrive il verbale di conciliazione. Ovviamente, in tal caso si rinuncia formalmente ad avviare future iniziative legali, anche a quelle eventualmente in atto al momento della presentazione della domanda. In caso di esito negativo, invece, viene sottoscritto un verbale di mancato accordo.



Di Marina Moretti

note

[1] Cass. sent. n. 3720/2019.


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