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Busta paga colf

14 Gennaio 2020
Busta paga colf

Il rapporto di lavoro delle collaboratrici domestiche è meno rigido rispetto ad un normale rapporto di lavoro dipendente ma resta, comunque, l’obbligo di consegna della busta paga.

Hai assunto una colf per aiutarti nella gestione della casa e dei servizi domestici? Ti chiedi quali adempimenti devi porre in essere per gestire il rapporto di lavoro con la colf? Senza dubbio il rapporto di lavoro delle colf e delle badanti, rispetto ad un normale rapporto di lavoro subordinato, presenta meno rigidità, soprattutto per quanto concerne l’eventuale decisione di cessare il rapporto di lavoro. Tuttavia, al pari di ogni rapporto di lavoro, il datore di lavoro deve consegnare la busta paga alla colf.

Oltre alla legge, che prevede in generale l’obbligo per il datore di lavoro di consegnare la busta paga al dipendente, anche il contratto collettivo di lavoro di settore prevede questo obbligo che, dunque, tutti i datori di lavoro che hanno una colf alle proprie dipendenze sono tenuti ad osservare e rispettare.

Colf e lavoro domestico

Il rapporto di lavoro domestico nasce quando un datore di lavoro, di solito una famiglia o una persona fisica, assume alle proprie dipendenze una persona (di solito, di sesso femminile) per affidarle compiti legati alla gestione della casa, alla preparazione dei pasti, alla pulizia dei locali, alla cura dei bambini e degli anziani.

La colf è, quindi, quella che un tempo veniva chiamata la governante o la cameriera. Si tratta di una persona che, per contratto, si impegna a servire la famiglia in tutte le esigenze familiari e a occuparsi dell’ordine e della pulizia della casa. Spesso, la colf vive fisicamente nella casa padronale e lì consuma anche i suoi pasti.

Il rapporto di lavoro domestico è disciplinato dalle norme di legge e dalle norme del contratto collettivo nazionale dei lavoratori domestici. Si tratta di un rapporto di lavoro particolare, al quale si applicano norme speciali che, molto spesso, derogano alle normali regole applicabili ai rapporti di lavoro.

Ad esempio, in tema di licenziamento, la colf può essere licenziata senza dover specificare una motivazione, rispettando unicamente i termini di preavviso di recesso indicati nel Ccnl applicato al rapporto di lavoro.

Busta paga colf

Seppure il rapporto di lavoro della colf sia meno rigido di quello di un normale lavoratore dipendente, vi sono determinati obblighi gravanti sul datore di lavoro che si applicano anche nella gestione del rapporto di lavoro domestico. Uno di questi obblighi è la consegna della busta paga o cedolino o prospetto paga.

In generale, la legge [1] afferma che i datori di lavoro sono obbligati a consegnare, all’atto della corresponsione della retribuzione, ai lavoratori dipendenti, con esclusione dei dirigenti, un prospetto di paga in cui devono essere indicati il nome, cognome e qualifica professionale del lavoratore, il periodo cui la retribuzione si riferisce, gli assegni familiari e tutti gli altri elementi che, comunque, compongono detta retribuzione, nonchè, distintamente, le singole trattenute operate a favore del fisco o degli enti previdenziali. Tale prospetto paga deve portare la firma, sigla o timbro del datore di lavoro o di chi ne fa le veci. Quest’obbligo si applica anche al rapporto di lavoro con le colf.

Infatti, con specifico riferimento al lavoro domestico, il Ccnl per i lavoratori domestici [2] prevede che il datore di lavoro, contestualmente alla corresponsione periodica della retribuzione, debba predisporre un prospetto paga in duplice copia, una per il lavoratore, firmata dal datore di lavoro, e l’altra per il datore di lavoro, firmata dal lavoratore. Il Ccnl fornisce anche specifiche indicazioni relative alle voci che devono comporre lo stipendipo erogato alla colf e che deve risultare nel cedolino paga.

Il contratto collettivo prevede, in particolare, che la retribuzione della colf sia composta dalle seguenti voci:

  • retribuzione minima contrattuale prevista nelle tabelle stipendiale allegate al Ccnl;
  • eventuali scatti di anzianità;
  • eventuale compenso sostitutivo di vitto e alloggio;
  • eventuale superminimo individuale.

Il Ccnl specifica altresì che se alla colf viene erogato anche un superminimo individuale, nel prospetto paga deve essere indicato se tale emolumento rappresenta una condizione di miglior favore ‘ad personam’ non assorbibile.

Inoltre, nel cedolino dovranno altresì risultare i compensi per le ore di lavoro straordinario prestate e per festività nonché le trattenute per oneri previdenziali.

Oltre all’obbligo di consegnare la busta paga mensile, il contratto collettivo prevede che il datore di lavoro debba rilasciare un’attestazione dalla quale risulti l’ammontare complessivo delle somme erogate nell’anno. Si tratta della certificazione unica (spesso detta Cud). Tale attestazione deve essere rilasciata almeno 30 giorni prima della scadenza dei termini di presentazione della dichiarazione dei redditi, ovvero in occasione della cessazione del rapporto di lavoro. Con il Cud, infatti, la colf potrà effettuare la dichiarazione dei redditi.


note

[1] Art. 1, L. n. 4/1953.

[2] Art. 33, Ccnl lavoro domestico.


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