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Sostituzione prodotto difettoso: entro quanto è possibile?

12 Gennaio 2020
Sostituzione prodotto difettoso: entro quanto è possibile?

Termine di garanzia per gli acquisti: tempo entro cui riportare il prodotto al venditore ed entro cui deve avvenire la riparazione.

Di recente, hai acquistato uno smartphone. Sul più bello, senza che sia mai caduto o abbia subito urti, ha iniziato a dare problemi: lo schermo, all’accensione, presenta una serie infinita di righe. Insomma, è sceso il buio sul tuo nuovo acquisto. Così, il giorno dopo, sei andato al negozio per chiedere la sostituzione, ma il venditore ti ha detto che devi mandarlo in assistenza: saranno i tecnici specializzati a valutare, innanzitutto, se il difetto dipende da un uso non conforme o da un difetto di fabbricazione e, in questo secondo caso, lo ripareranno o ti manderanno un nuovo cellulare. Non puoi permetterti di rimanere così a lungo senza telefonino, così hai insistito per la sostituzione, ma non c’è stato verso. Quali sono i tuoi diritti e cosa puoi fare contro il commerciante? 

La prima domanda che bisogna farsi è: entro quanto è possibile la sostituzione del prodotto difettoso? Un’altra domanda che, in questi casi, viene tipicamente posta è la seguente: quanto tempo ha il venditore per riparare il prodotto e cosa succede se la riparazione non è più possibile? Ancora: se hai portato l’oggetto a riparare, entro quanto tempo ti deve essere restituito? Puoi limitarti a chiedere la restituzione dei soldi e andare a comprare il telefonino in un altro negozio? 

Se ti stai facendo tutte queste domande è, probabilmente, perché non ricordi bene cosa prevede il Codice del consumo in tema di difetti di costruzione. Cercheremo allora di fare un breve riassunto, qui di seguito, in modo che tu sappia come comportarti. 

Partiremo proprio dalla prima domanda che, forse, è quella che genera più confusione: entro quanto tempo è possibile la sostituzione del prodotto difettoso? La normativa, infatti, prevede ben due termini da rispettare.

La garanzia per gli acquisti

Se hai comprato senza una partita Iva, quindi da semplice consumatore, hai diritto per legge a una garanzia di due anni (diversamente, in caso di richiesta di fattura, la garanzia è solo di un anno). 

Tale garanzia biennale inizia a decorrere dalla data di acquisto e ti spetta a prescindere da ciò che prevede il venditore o il produttore nelle sue condizioni contrattuali. A stabilirlo è il Codice del consumo: si tratta di una norma che le parti non possono derogare neanche con accordo scritto. Tutt’al più, il venditore potrebbe riconoscerti un’estensione ulteriore della garanzia (di solito, subordinata a un pagamento), ma mai una riduzione.

Questo significa che, se nell’arco di due anni, l’oggetto che hai acquistato dovesse presentare dei problemi riconducibili alla sua fabbricazione e non all’uso non conforme da te fatto, puoi chiedere l’attivazione della garanzia. Vedremo a breve, più nel dettaglio, in cosa consiste questa garanzia e cosa ti consente di esigere.

Entro quanto tempo bisogna portare il prodotto al venditore?

Se, nell’arco dei due anni dalla data di acquisto, il prodotto acquistato dovesse presentare problemi di fabbricazione, devi denunciare il vizio al venditore entro 60 giorni da quando hai riscontrato il difetto. Se, però, hai comprato con partita Iva, facendoti rilasciare fattura (situazione che, come abbiamo detto, riduce la garanzia a un solo anno) hai l’obbligo di fare denuncia entro 8 giorni.

“Denuncia” non significa che devi andare dalla polizia o dai carabinieri, ma semplicemente che devi comunicare formalmente al venditore il problema riscontrato. Il più delle volte, è sufficiente recarsi presso il punto vendita e mantenere una prova scritta della riconsegna dell’oggetto (ad esempio, una ricevuta). Se il venditore non dovesse firmarti alcun documento, puoi inviargli una diffida con raccomandata a.r.

Mariano ha comprato un cellulare, ma dopo 3 mesi il prodotto comincia a dare difetti. Dopo 10 giorni dal riscontro del problema, Mariano riporta l’oggetto da chi glielo ha venduto, il quale però si rifiuta di prenderlo in consegna, sostenendo che è un problema che va risolto dalla fabbrica e che lì va spedito. Il venditore sta mentendo: spetta a quest’ultimo attivare la garanzia e provvedere a riparare o a sostituire l’oggetto.

Per la garanzia c’è bisogno dello scontrino o della prova d’acquisto?

Molto spesso, i venditori subordinano l’attivazione della garanzia alla conservazione dello scontrino o della cosiddetta “prova di acquisto” (il documento della garanzia con il timbro del venditore e la relativa data). Non è corretto: la legge, infatti, non subordina la garanzia a tali formalità. L’importante è dimostrare che l’acquisto è avvenuto presso un determinato rivenditore in una specifica data, prova che può essere data in vario modo (ad esempio, con la tracciabilità del pagamento fatto con carta di credito o anche con testimonianza).

Il venditore può chiedere di spedire il prodotto in assistenza?

Il venditore è tenuto a fornire la garanzia al consumatore nei primi due anni, a patto – come anticipato – che il vizio sia denunciato entro 60 giorni da quando si è verificato. Non può, quindi, costringere il cliente a spedire l’oggetto alla fabbrica o al centro assistenza. Peraltro, le spese postali sono a carico del venditore che non può far altro che prendere in consegna l’oggetto e attivare la garanzia.

Cosa può chiedere il cliente se un prodotto non funziona?

Quando un prodotto non funziona è diritto del cliente scegliere tra queste due alternative:

  • la sostituzione del prodotto difettoso con un nuovo prodotto funzionante;
  • la riparazione.

Se la riparazione non dovesse essere possibile (ad esempio, perché non ci sono pezzi di ricambio o perché è antieconomica rispetto al valore dell’oggetto), il cliente può scegliere tra:

  • la restituzione dei soldi spesi, dietro riconsegna del prodotto difettoso (cosiddetta “risoluzione del contratto”);
  • la riduzione del prezzo di vendita (quindi, con restituzione di una parte dei soldi versati), tenendo però per sé il prodotto difettoso.

Quanto tempo c’è per la riparazione del prodotto difettoso?

Se il cliente opta per la riparazione, il prodotto gli deve essere restituito nel più breve tempo possibile. La legge qui non fornisce dei termini, in quanto ciò potrebbe dipendere dal tipo di problema riscontrato, dal tempo occorrente per rilevare le cause, dalla necessità di ordinare pezzi di ricambio, dalla complessità delle operazioni di riparazione. L’importante è che il tempo sia “congruo” rispetto al difetto. 

In questo frangente, però, il cliente non ha diritto a un “muletto” ossia a un prodotto simile con cui, nel frattempo, sostituire quello in riparazione. 



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