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Trasferimento alunno con disturbi: come ottenere nulla osta?

18 Gennaio 2020
Trasferimento alunno con disturbi: come ottenere nulla osta?

Abbiamo una bambina che frequenta la terza elementare con una certificazione per un disturbo del comportamento (non intellettivo). Da quando da quest’anno le è stato assegnato il sostegno, paradossalmente la situazione è divenuta insostenibile: la bambina, per motivi legati all’evoluzione del suo disturbo, ma anche al fatto che non accetta come viene condotto questo “sostegno”, ha sviluppato anche una cattiva condotta.

Pensiamo quindi necessiti al più presto di un cambio scuola.

Abbiamo quindi scritto al Preside della statale il quale non ha ritenuto opportuno il trasferimento durante l’anno scolastico, anche alla luce del fatto che avrebbero problemi con la ricollocazione dell’insegnante di sostegno. Che possiamo fare?

Di certo, continuare ad attendere, con l’aggravarsi della situazione, può comportare dei rischi per il futuro scolastico di sua figlia.

Difatti, le assenze scolastiche (oltre un certo numero) e l’impossibilità di valutazione dell’alunna potrebbero compromettere il superamento dell’anno scolastico e, quindi, il proseguire della carriera didattica di una bimba che, di certo non per sue colpe, si ritrova a dover affrontare dei problemi di una certa rilevanza.

La risposta del dirigente scolastico è alquanto biasimevole, posto che quest’ultimo si preoccupa più della sistemazione dell’insegnante di sostengo che della minore, la quale, nella fattispecie, ha più bisogno di tutela.

È ovvio, infatti, che il diritto allo studio del minore è preminente rispetto a qualsiasi altro diritto, soprattutto laddove gli interessi in gioco non possono essere messi sullo stesso piano:

  • da un lato, c’è vostra figlia che, per il disturbo diagnosticato e un sostegno non all’altezza, rischia di perdere l’anno scolastico;
  • dall’altro, l’insegnante che, comunque, non perderebbe il posto, ma dovrebbe essere ricollocata in altro posto vacante.

È evidente, dunque, che il preside in questione non possa preoccuparsi di questi fatti; né può assurgere, a giustificazione, il problema del ricollocamento della minore, anche alla luce della differente programmazione scolastica degli altri istituti.

Difatti, nella situazione in narrativa, la minore non riesce a seguire gli insegnamenti, la maggior parte delle ore scolastiche è fuori aula e, conseguentemente, il trasferimento ad altro istituto, ad altri insegnanti, in altre classi non può di certo sconvolgere (più di quanto lo è già ora) la vita scolastica della piccola.

Ad ogni modo, la scelta del preside non può essere discrezionale, ma deve basarsi su quanto disposto dall’art.4 del R.D. n.653 del 1925, secondo il quale l’alunno che intende trasferirsi ad altro istituto durante l’anno scolastico deve farne domanda in carta legale al preside del nuovo istituto, unendo alla domanda stessa la pagella scolastica col nulla osta da cui risulti che la sua posizione è regolare nei rapporti della disciplina e dell’obbligo delle tasse, e una dichiarazione del preside dell’istituto di provenienza relativa alla parte di programma già svolta.

Successivamente, il preside predetto dovrebbe convocare il Consiglio di classe, che, valutati i motivi della domanda con speciale riguardo a casi di trasferimento della famiglia, ed esaminata la dichiarazione di cui al comma precedente, decide inappellabilmente sull’accoglimento della domanda stessa.

Pertanto, in assenza di cause impeditive contemplate dalla norma (di carattere disciplinare e fiscale), il nulla osta al trasferimento ad altra scuola, ritenuto ad insindacabile giudizio della famiglia dell’alunno più rispondente alle attitudini e alle aspettative di quest’ultimo, si configura quale atto vincolato, cui l’Istituto di provenienza non può sottrarsi (T.A.R. Campania Napoli, sez. VIII, 07/11/2013, n. 4956).

E così, non sussiste alcuna discrezionalità in capo al dirigente di un istituto scolastico in ordine al rilascio del nulla osta al trasferimento. Al contrario, l’atto richiesto appare vincolato e legato alla semplice ricorrenza di una posizione regolare dell’alunno sul piano disciplinare e fiscale.

Ora, sul piano disciplinare, mentre lo scorso anno sua figlia aveva ottimi voti, quest’anno – per ragioni di salute, e per un sostegno non all’altezza, sta rischiando di non portare a termine l’anno scolastico.

Per questo motivo, la circolare del ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha ribadito l’esigenza che i nulla-osta all’eventuale trasferimento degli alunni siano concessi comunque in presenza di situazioni particolari, opportunamente motivate.

Tanto premesso, credo che, nel Vostro caso, la situazione sia oggettivamente particolare e la motivazione non può essere di certo considerata poco rilevante.

Il mio consiglio è quello di interloquire col sindaco, prendendo appuntamento e riferendo le questioni da me trattate. Dopodiché, farei domanda formale all’istituto e, in caso di riscontro negativo, valuterei l’impugnazione del provvedimento, laddove ne ricossero le condizioni.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Salvatore Cirilla



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