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Nuovi dazi in arrivo, ecco i prodotti a rischio

11 Gennaio 2020
Nuovi dazi in arrivo, ecco i prodotti a rischio

Vino, olio e pasta nel mirino della nuova lista di prodotti agroalimentari Made in Italy sui quali saranno applicati i dazi all’esportazione negli Usa.

Sono pronti a scattare i nuovi dazi Usa su prodotti tipici della dieta mediterranea. In particolare sono a rischio vino, olio e pasta del made in Italy oltre ad alcuni tipi di biscotti e caffè esportati negli Stati Uniti; il tutto per un valore complessivo di circa 3 miliardi. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti, che lancia l’allarme sulla nuova fase della guerra commerciale tra gli Usa e l’Unione Europea, scaturita dalla disputa tra l’americana Boeing e l’europea Airbus. Il Wto aveva autorizzato gli Usa ad applicare un limite massimo di 7,5 miliardi di dollari alle sanzioni alla Ue, ed i primi dazi erano scattati il 18 ottobre scorso, colpendo proprio alcuni nostri prodotti tipici agroalimentari come il parmigiano ed il grana padano, molti salumi e alcuni liquori. Ora però la lista si allarga ad altri prodotti, anch’essi molto noti e consumati.

Con la nuova black list Trump, sottolinea ora la Coldiretti, in una nota diffusa oggi dall’agenzia stampa Adnkronos, “minaccia di aumentare i dazi fino al 100% in valore e di estenderli a prodotti simbolo del Made in Italy, a quasi tre mesi dall’entrata in vigore il 18 ottobre 2019 dei dazi aggiuntivi del 25% che hanno colpito per un valore di mezzo miliardo di euro prodotti italiani come parmigiano reggiano, grana padano, gorgonzola, asiago, fontina, provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori come amari e limoncello”.

La nuova lista ora arriva ad interessare i 2/3 del valore dell’export del Made in Italy agroalimentare in Usa che è risultato pari a 4,5 miliardi, in crescita del 13% nei primi nove mesi del 2019, secondo l’analisi della Coldiretti.

Il vino con un valore delle esportazioni di quasi 1,5 miliardi di euro in aumento del 5% nel 2019 è il prodotto agroalimentare italiano più venduto negli Stati Uniti, mentre le esportazioni di olio di oliva sono state pari a 436 milioni anch’esse in aumento del 5% nel 2019 ma a rischio è anche la pasta con 305 milioni di valore delle esportazioni con un aumento record del 19% nel 2019 secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat relativi ai primi nove mesi dell’anno.

Gli Stati Uniti, continua la Coldiretti, sono il principale consumatore mondiale di vino e l’Italia è il loro primo fornitore con gli americani che apprezzano tra l’altro il prosecco, il pinot grigio, il lambrusco e il chianti che a differenza dei vini francesi erano scampati alla prima black list scattata ad ottobre 2019. Se entrassero in vigore dazi del 100% ad valore sul vino italiano una bottiglia di prosecco venduta in media oggi al dettaglio in Usa a 10 dollari ne verrebbe a costare 15, con una rilevante perdita di competitività rispetto alle produzioni non colpite.

Sotto tiro anche l’olio di oliva Made in Italy. “Una eventualità devastante per il Made in Italy agroalimentare contro la quale la Coldiretti si è immediatamente attivata”, afferma il presidente Coldiretti Ettore Prandini, in vista della missione della prossima settimana a Washington.

L’Unione Europea ha appoggiato gli Stati Uniti per le sanzioni alla Russia che come ritorsione ha posto l’embargo totale su molti prodotti agroalimentari, come i formaggi, che è costato al Made in Italy oltre un miliardo in cinque anni ed è ora paradossale che l’Italia si ritrovi nel mirino proprio dello storico alleato, con pesanti ipoteche sul nostro export negli Usa” ha concluso Prandini nel sottolineare che ”per l’Italia al danno si aggiunge la beffa poiché il nostro Paese si ritrova ad essere punito dai dazi Usa nonostante la disputa tra Boeing e Airbus, causa scatenante della guerra commerciale, sia essenzialmente un progetto franco-tedesco al quale si sono aggiunti Spagna ed Gran Bretagna”.



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