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Sugli alimenti ci sarà un nuovo tipo di etichetta

11 Gennaio 2020
Sugli alimenti ci sarà un nuovo tipo di etichetta

L’etichetta “a batteria” contiene le indicazioni nutrizionali ed è la risposta italiana al Nutri-score; è pronto il decreto per introdurla, ma sarà facoltativa.

È in arrivo l’etichettaa batteria”: un nuovo sistema di indicazioni nutrizionali a porzione da apporre sui cibi, chiamata così perché riporta l’immagine di una pila elettrica che riporta la percentuale di carica. Serve ad indicare graficamente la percentuale di un determinato nutriente, contenuto nella confezione del prodotto, rispetto al fabbisogno giornaliero.

L’Italia risponde così al metodo Nutri-score, cioè l’etichetta a semaforo, già adottata da vari Paesi europei, ma che a parere degli esperti penalizzerebbe i prodotti della dieta mediterranea. L’etichetta a batteria, sarà comunque un’indicazione facoltativa e non obbligatoria sui prodotti, così come il Nutri-score.

Adesso il decreto ministeriale che introduce l’etichetta a batteria è praticamente pronto e, secondo quanto apprende l’Adnkronos, mancano pochi ritocchi alla sua definitiva stesura e quindi alla firma dei ministri coinvolti, Roberto Speranza, Teresa Bellanova e Stefano Patuanelli; infatti il provvedimento coinvolge ben tre ministeri: Salute, Agricoltura e Sviluppo Economico.

Il percorso che adesso è in dirittura d’arrivo era iniziato nel novembre del 2017, quando il Tavolo Agroalimentare ritenne necessaria l’elaborazione di una proposta italiana per individuare una forma di espressione e presentazione supplementare della dichiarazione nutrizionale. Il 30 novembre scorso è terminata la fase di sperimentazione che ha dimostrato come ”il sistema volontario a ‘batteria’ faciliti la comprensione da parte del consumatore del contributo o dell’importanza dell’alimento ai fini dell’apporto energetico e nutritivo” secondo quanto si legge in una bozza dello schema di decreto sul ”logo nutrizionale” facoltativo complementare alla dichiarazione raccomandata dallo Stato [1].

Le prime reazioni delle categorie interessate, raccolte da Adnkronos, sono positive: Coldiretti sottolinea che la proposta italiana ”è molto importante perché qualora oggi si dovesse esportare verso un Paese che applica il Nutri-score, per il principio di mutuo riconoscimento un cibo che viene prodotto nel Paese A e viene esportato nel Paese B rimane vincolato alle regole del Paese di provenienza, e quindi si potranno legittimamente applicare le regole italiane individuate nell’etichetta a batteria e dunque non avere più l’obbligo, se si vuole esportare in un determinato Paese, di adeguarsi alle sue etichette”; così il consigliere
delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, interpellato dall’Adnkronos.

Scordamaglia, in rappresentanza dell’associazione che riunisce il mondo dell’agricoltura (Coldiretti) con quello di grandi nomi dell’industria alimentare, spiega che tale sistema ”mette al centro una dieta equilibrata, per cui se si mangia il prosciutto o un formaggio si può leggere sull’etichetta, graficamente, la percentuale di un determinato ingrediente (ad esempio il grasso) rispetto al fabbisogno di assunzione giornaliera di quel nutriente, e quindi educa il consumatore ad assumere in un altro alimento, ad esempio, un minor apporto di grassi e magari uno maggiore di proteine, leggibile sempre sull’etichetta”.

Questo evita il paradosso che l’olio di colza venga privilegiato rispetto all’olio di oliva o magari gli edulcoranti siano avvantaggiati rispetto a quelli naturali come avviene nelle etichette a semaforo. Attualmente è in discussione l’esclusione dei prodotti a Denominazione d’origine come le Dop in quanto già normati da regole specifiche comunitarie.

“L’auspicio della filiera italiana, dall’agricoltura alla trasformazione, è che nel decreto delle etichette ‘a batteria’ i prodotti Dop vengano esclusi, sul modello di quanto hanno fatto già i francesi con l’esclusione dei prodotti di qualità, legati ai territori di produzione” sottolinea Scordamaglia. ”Siamo giunti alla fase ultimativa delle consultazioni tra i vari ministeri, prima di Natale c’è stata la formale notifica dello schema – conclude – quindi il provvedimento è atteso a brevissima scadenza. Sappiamo che nel governo c’è stata una trasversale volontà politica di accelerare, determinata dalla necessità di dare una risposta al Nutri-score, su cui il giudizio è molto negativo da parte di tutti”, conclude.


note

[1] In applicazione dell’art. 35 del Regolamento europeo n. 1169 del 2011.


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