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È più grave il furto o la ricettazione?

1 Febbraio 2020 | Autore:
È più grave il furto o la ricettazione?

Furto semplice, furto aggravato, furto pluriaggravato e furto in abitazione o con strappo: qual è la pena? Cos’è la ricettazione e com’è punita?

Non tutti i reati sono uguali agli altri: per alcuni la legge prevede pene severissime, mentre per altri sono previsti trattamenti sanzionatori decisamente più miti. Come si fa a sapere se un reato è più grave di un altro? Normalmente si guarda alla pena stabilita: più è alta, maggiore è la gravità del crimine. Ad esempio, l’omicidio può essere punito perfino con l’ergastolo, mentre la truffa solamente con tre anni (o poco più, nei casi aggravati). Esistono però delitti che sembrano simili ma, nonostante ciò, sono puniti in maniera differente: è il caso del furto e della ricettazione. Qual è più grave?

Per rispondere a questa domanda dovrò necessariamente spiegarti cosa sono il furto e la ricettazione e quali sono i loro tratti distintivi. Vedremo poi quali sanzioni prevede la legge per l’uno e per l’altro reato e quanti tipi di furto esistono. Se ti interessa sapere se è più grave il furto o la ricettazione, prenditi dieci minuti di tempo e prosegui nella lettura.

Cos’è il reato di furto?

Come anticipato, per capire se è più grave il furto o la ricettazione dobbiamo partire dall’analisi dei singoli reati. Cominciamo subito dal furto: secondo il Codice penale, il furto consiste nell’impossessamento della cosa mobile altrui, con sottrazione ai danni di chi la detiene, al fine di trarne un profitto per sé o per altri [1]. La sanzione prevista è la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da centocinquantaquattro euro a cinquecentosedici euro.

Il furto, dunque, non è altro che il passaggio di un bene mobile dall’originario detentore ad altra persona che se ne impossessa senza averne titolo. Gli esempi si sprecano: si va dal borseggiatore che infila la mano nella tasca altrui per sottrarre il cellulare o il portafogli allo scassinatore provetto che entra in casa di notte per rubare l’argenteria.

Quand’è furto?

Il reato di furto si realizza quando una persona prende un oggetto altrui senza alcuna autorizzazione: questo lo abbiamo spiegato. Va ora detta qualche altra cosa in più in merito a questo delitto.

Perché si realizzi un furto, occorre che il ladro abbia agito con dolo. Cosa significa? Vuol dire che chi sottrae un bene a un altro deve essere consapevole della propria condotta: se l’impossessamento avvenisse per caso (si pensi, ad esempio, a chi, all’uscita da un locale, prenda l’ombrello di un’altra persona anziché il proprio perché identici) non si integrerebbe il furto.

Non solo: lo scopo del ladro deve essere quello di sottrarre una cosa altrui per trarne un vantaggio economico per sé o per altri. Quindi, chi si appropria di una cosa altrui per un fine diverso, non commetterà furto (si pensi a chi, per evitare la concorrenza nella vendita, privi il titolare del vicino negozio delle chiavi per entrare).

Oggetto del furto deve essere un bene mobile: non è possibile, pertanto, rubare una casa o un terreno bene immobile per eccellenza. Per espressa previsione legislativa, si considera cosa mobile anche l’energia elettrica e ogni altra energia che abbia un valore economico (leggi l’articolo furto di energia elettrica: cosa si rischia).

Infine, va ricordato che il furto “semplice”, cioè quello diverso dal furto aggravato di cui ti parlerò nel prossimo paragrafo, è procedibile a querela di parte: ciò significa che soltanto la vittima del reato (oppure un suo procuratore speciale o rappresentante legale) potrà segnalare il fatto alle autorità.

Furto aggravato: cos’è?

Il furto è aggravato in determinati casi previsti dalla legge. Secondo il Codice penale, la sottrazione di una cosa altrui, quando avviene in determinati modi, merita di essere punita più severamente: queste circostanze sono definite aggravanti, al cui ricorrere la pena lievita fino a poter raggiungere, nel caso di concomitanza di più circostanze (furto pluriaggravato), fino a dieci anni di reclusione [2].

Il furto aggravato, inoltre, è procedibile d’ufficio, nel senso che chiunque può segnalare alle autorità questo fatto criminoso, anche una persona diversa dalla vittima del reato: si pensi al passante che, casualmente, vede un individuo forzare la porta di casa di una persona che conosce.

Quando il furto è aggravato?

Per la legge, il furto è aggravato, tra l’altro, quando:

  • il ladro usa violenza sulle cose o si avvale di un mezzo ingannevole (emblematico è il furto di energia elettrica, sopra citato);
  • il colpevole porta con sé armi o narcotici, pur senza usarli;
  • è commesso da tre o più persone;
  • è commesso su beni presenti in uffici pubblici, oppure sottoposti a sequestro o a pignoramento, o ancora esposti necessariamente o abitualmente alla pubblica fede (es., macchina parcheggiata in luogo non custodito);
  • è commesso all’interno di mezzi pubblici;
  • è commesso nei confronti di persona che stia uscendo da istituti di credito o uffici postali, oppure abbia effettuato un prelievo presso gli sportelli automatici a ciò adibiti [4].

Al ricorrere di una di queste circostanze, il furto è aggravato ed è punito come aggravato e la reclusione va da due a sei anni, oltre alla multa da 927 a 1.500 euro. Se ricorrono contestualmente più circostanze aggravanti (ad esempio, furto commesso da quattro persone all’interno di un edificio pubblico come la scuola), il furto è pluriaggravato e la pena sale dai tre a dieci anni di reclusione.

Furto in abitazione e furto con strappo: cosa sono?

Ancora diversamente sono punite altre due tipologie di furto: quello in abitazione e quello con strappo. Colui che entra nell’altrui abitazione per rubare, oppure che commette uno scippo per strada, risponde di un delitto autonomo, punito indipendentemente dalle fattispecie finora viste.

La pena prevista per il furto in abitazione e per il furto con strappo è la reclusione la reclusione da quattro a sette anni e la multa da 927 a 1.500 euro, lievemente più alta, quindi, anche di quella prevista per il furto aggravato (per il quale, come detto nel paragrafo precedente, è prevista la reclusione da due a sei anni). Per di più, chi si macchia di questo reato incorrendo in una delle circostanze appena viste per il furto aggravato, rischia un aumento di pena e, in particolare, la reclusione da cinque a dieci anni e la multa da mille a 2.500 euro.

Cos’è la ricettazione?

Per comprendere se è più grave il furto o la ricettazione devo ora spiegarti cos’è la ricettazione. Secondo la legge, si ha ricettazione quando una persona, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un delitto, o comunque si intromette nel farle acquistare, ricevere od occultare. La pena prevista è la reclusione da due ad otto anni  e con la multa da 516 a 10329 euro [1].

La ricettazione consiste nel prendere con sé qualcosa (un bene, come un gioiello, o più semplicemente dei soldi) che proviene da un delitto precedentemente commesso, con lo scopo di trarne un guadagno.

Classico esempio di ricettazione è quello di chi acquista a poco prezzo uno smartphone di ultima generazione presso un rivenditore non autorizzato o sulle bancarelle: in questa ipotesi, è facile immaginare che il bene provenga da un illecito (furto, probabilmente), e chi lo acquista lo fa per trarne un vantaggio (prezzo irrisorio).

Con la ricettazione, quindi, si punisce chi impedisce di rintracciare i beni che sono frutto di un reato. La punibilità è, tuttavia, esclusa quando colui che riceve, acquista o comunque si procura il suddetto bene abbia anche partecipato al fatto criminoso dal quale deriva.

Reato presupposto nella ricettazione: cos’è?

Elemento fondamentale affinché si realizzi la ricettazione è che un precedente delitto sia stato commesso: la legge, infatti, descrive la ricettazione come la condotta di chi acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un delitto già commesso in precedenza.

Dunque, affinché si possa parlare di ricettazione è indispensabile che sia già stato commesso un reato e che qualcuno decide di prendere con sé il frutto di tale precedente reato.

Il delitto commesso prima della ricettazione viene definito reato presupposto, in quanto si tratta di un elemento fondamentale affinché si possa avere ricettazione. Facciamo un esempio.

Tizio si introduce in un appartamento, portando via un tablet, un cellulare e un pc; decide poi di rivenderli a poco prezzo. Caio, interessato al tablet di ultima generazione, lo acquista a un prezzo modico. Di conseguenza, Tizio risponderà solamente del reato di furto in abitazione (reato presupposto); Caio risponderà solamente del reato di ricettazione.

Ricettazione aggravata: quando si verifica?

Come nel caso del reato di furto, anche per il delitto di ricettazione esistono delle circostanze aggravanti che fanno lievitare la pena; nello specifico, la ricettazione è aggravata quando il fatto riguarda denaro o cose provenienti da delitti di:

  • rapina aggravata;
  • estorsione aggravata;
  • furto aggravato commesso su componenti metalliche o altro materiale sottratto ad infrastrutture destinate all’erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici e gestite da soggetti pubblici o da privati in regime di concessione pubblica (esempio, il furto di rame).

Furto o ricettazione: qual è più grave?

Siamo pronti ora a capire se è più grave il furto o la ricettazione. Come detto in apertura, la gravità di un delitto rispetto a un altro si misura in proporzione alla pena che è prevista per esso: dovremo, pertanto, comparare gli anni di reclusione previsti per il furto e quelli previsti per la ricettazione.

Come detto nei paragrafi precedenti, il furto semplice è punito con la reclusione fino a tre anni; il furto aggravato con la reclusione fino a sei anni, aumentati fino a dieci nel caso di furto pluriaggravato (quando ricorrono più circostanze aggravanti, insomma); il furto in abitazione o con strappo con la reclusione da quattro a sette anni, aumentati fino a dieci se ricorre anche una delle circostanze aggravanti tipiche del furto aggravato.

La ricettazione, invece, è punita nella sua forma base con la reclusione da due a otto anni, aumentabile dal giudice (nella misura massima di un terzo) nei casi aggravati. Va precisato, poi, che la ricettazione è sempre procedibile d’ufficio, al contrario del furto, che è procedibile a querela di parte nella sua forma semplice o non aggravata.

Dunque: è più grave il furto o la ricettazione? Non è semplice dare una risposta: il furto semplice, cioè quello non aggravato e non commesso in abitazione o con strappo, è sicuramente meno grave della ricettazione, se solo si pensa che il furto semplice è punito con la pena massima di tre anni, mentre la ricettazione con quella massima di otto.

Quando il furto diventa aggravato, oppure è stato commesso in abitazione o “scippando” la cosa di dosso alla persona che la tiene, allora le pene finiscono quasi per equivalersi: anzi, nelle ipotesi di furto pluriaggravato si può rischiare una condanna fino a dieci anni a fronte dei massimo otto anni previsti per la ricettazione.

Possiamo, dunque, concludere affermando che la ricettazione è più grave del furto, a meno che quest’ultimo non sia aggravato oppure non sia un furto commesso con strappo oppure in abitazione: in tali ipotesi, furto e ricettazione sostanzialmente si equivalgono in quanto a gravità.

Tabella riepilogativa pene furto e ricettazione

REATOPENA
Furto sempliceda sei mesi a tre anni
Furto aggravatoda due a sei anni
Furto pluriaggravatoda tre a dieci anni
Furto in abitazione e con strappoda quattro a sette anni
Furto in abitazione e con strappo aggravatida cinque a dieci anni
Ricettazioneda due a otto anni
Ricettazione aggravatafino a otto, ma il giudice può aumentare

 


note

[1] Art. 624 cod. pen.

[2] Art. 625 cod. pen.

[3] Art. 648 cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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