Diritto e Fisco | Articoli

È più grave omicidio colposo o preterintenzionale?

14 Gennaio 2020 | Autore:
È più grave omicidio colposo o preterintenzionale?

Elementi psicologici del reato: quali sono? Dolo, preterintenzione e colpa: cosa sono? Quando l’omicidio è preterintenzionale? Quando l’omicidio è colposo?

Forse nessun crimine è terribile come quello dell’omicidio: chi uccide una persona commette qualcosa di davvero irreparabile. Per la legge, però, non ogni uccisione è uguale all’altra: una cosa è ammazzare una persona avendo la precisa volontà di realizzare questo crimine, altra invece è provocare la morte di qualcuno non volendolo realmente. Pensa a chi accoltella il rivale con l’intenzione di ucciderlo e a colui che, per un sorpasso azzardato, investe un pedone causandone la morte. Nel nostro ordinamento giuridico, però, esiste una terza forma di omicidio: quello preterintenzionale. Con questo articolo rispondere al seguente quesito: è più grave un omicidio colposo o preterintenzionale?

Per rispondere a questa domanda dovrò ovviamente spiegarti quando un omicidio è colposo e quando è preterintenzionale; dovremo quindi distinguere tra dolo, colpa e preterintenzione quali elementi psicologici dei reati. La differenza è molto importante perché le pene previste per i reati colposi sono di gran lunga inferiori a quelle contemplate per i reati dolosi. La preterintenzione, poi, riguarda solamente determinati delitti. Se l’argomento ti interessa e hai dieci minuti di tempo libero, mettiti comodo e prosegui nella lettura: vedremo insieme se è più grave l’omicidio colposo o quello preterintenzionale.

Elementi psicologici del reato: quali sono?

Per comprendere se è più grave l’omicidio colposo o preterintenzionale devo necessariamente cominciare il nostro discorso parlandoti degli elementi psicologici del reato. Cosa sono? Devi sapere che, per la legge, le motivazioni che spingono una persona a compiere un determinato gesto sono molto importanti: infatti, come detto in apertura, una cosa è uccidere una persona perché lo si desidera, altro invece è provocarne la morte per mero errore.

Per elementi psicologici del reato si intendono, dunque, le motivazioni interiori che hanno spinto una persona a commettere un crimine.

Secondo il Codice penale [1], gli elementi psicologici del reato sono tre:

  • il dolo;
  • la preterintenzione;
  • la colpa.

Analizziamoli uno alla volta.

Reato doloso: cos’è?

Il dolo rappresenta il primo e più grave elemento psicologico del reato. Il dolo è sinonimo di intenzionalità: chi commette un reato con dolo lo fa con la piena consapevolezza di commettere un crimine.

Secondo la legge, il reato è doloso o intenzionale  quando il fatto che ha commesso è stato perfettamente previsto e voluto come conseguenza della propria azione.

Tizio bussa a casa di Caio e, non appena gli apre, gli spara un colpo di arma da fuoco. Il reato è doloso perché Tizio aveva la precisa intenzione di colpire la vittima.

Reato preterintenzionale: cos’è?

Più complesso è l’elemento psicologico che va sotto il nome di preterintenzione. Di cosa si tratta? Secondo la legge, il reato è preterintenzionale quando dall’azione deriva un evento dannoso più grave di quello voluto dall’agente.

In pratica, risponde di reato preterintenzionale colui che voleva sì commettere un crimine, ma dalla sua condotta ne deriva uno più grave di quello realmente voluto. In altre parole, il fatto va oltre l’intenzionepraeter» in latino, significa appunto oltre, al di là). Facciamo un esempio chiarificatore.

Tizio, volendo fargli del male, colpisce Caio con un pugno al volto. Caio, stordito dal colpo subito, cade a terra svenuto e, battendo la testa, muore.

Nell’esempio appena riportato, colui che agisce intendeva sì commettere un fatto criminoso (una lesione personale, nello specifico), ma non quello che poi di fatto si è realizzato, cioè la morte della persona offesa. In un caso del genere, l’omicidio è preterintenzionale.

Cos’è il reato colposo?

L’ultimo elemento psicologico del reato è la colpa. Secondo la legge, il reato è colposo, o contro l’intenzione, quando il crimine non è voluto dall’agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.

In poche parole, il reato è colposo quando si realizza anche se non lo si voleva commettere: pensa al medico che sbaglia l’intervento e cagiona un danno permanente al paziente, oppure a colui che, trovandosi sul tetto di una casa per una riparazione, fa inavvertitamente cadere un attrezzo, colpendo alla testa un passante.

Il reato colposo è dunque un reato non voluto: per questo si parla anche di reato contro l’intenzione, a differenza del reato doloso che è secondo l’intenzione, e di quello preterintenzionale, che è oltre l’intenzione.

Quale reato è più grave?

Alla luce di quanto detto sino a questo momento, e cioè della spiegazione degli elementi psicologici del reato, avrai già compreso come il reato doloso sia quello più grave di tutti: chi commette un crimine con dolo lo fa con la precisa intenzione di delinquere e, per tale ragione, va punito più severamente degli altri.

D’altronde, la legge [2] dice che l’elemento psicologico per eccellenza è proprio il dolo, tant’è vero che tutti i delitti vengono puniti a titolo di dolo, mentre solo alcuni a titolo di colpa e pochissimi a titolo di preterintenzione.

Ad esempio, il furto è solamente doloso: non esiste un furto colposo perché nessuno può essere punito penalmente per aver preso una cosa altrui senza volerlo. Lo stesso dicasi per la rapina, per la rissa, ecc.

I reati colposi riguardano in genere quelli che mettono in pericolo l’incolumità di una persona: pensa all’omicidio colposo, alle lesioni personali colpose, ecc.

I reati preterintenzionali, invece, sono solamente due: l’omicidio preterintenzionale e l’aborto preterintenzionale. Spieghiamo meglio di cosa si tratta.

Omicidio preterintenzionale: cos’è?

L’omicidio preterintenzionale consiste nel causare la morte di una persona a seguito di percosse o di lesioni [3]. La differenza con l’omicidio intenzionale (o doloso) sta nel fatto che, quando c’è preterintenzione, colui che agisce non vuole la morte della vittima: la sua intenzione è solamente quella di percuoterla o di ferirla.

L’omicidio preterintenzionale si configura ogni volta che un uomo perda la vita a seguito delle percosse o delle lesioni subite, anche se il soggetto che ha inferto le ferite non voleva provocare la morte: pensa a chi, in preda alla collera, sferri un pugno in pieno viso ad un altro, cagionando il suo decesso pur non volendolo.

L’aborto preterintenzionale è praticamente la stessa cosa e consiste nel provocare l’interruzione della gravidanza con azioni dirette a provocare lesioni alla donna [4].

Omicidio colposo: cos’è?

L’omicidio colposo, invece, consiste nel cagionare la morte di una persona senza volerlo affatto. Mentre nell’omicidio preterintenzionale sussiste una volontà “malvagia”, che è quella di ferire o percuotere la vittima, nell’omicidio colposo non c’è intenzione di provocare alcun male.

Tizio, mentre sta sottoponendo a intervento chirurgico il paziente Caio, compie un’incisione sbagliata; l’emorragia che ne segue risulta purtroppo fatale.

Sempronio, mentre è alla guida della sua auto, compie un sorpasso azzardato; non si avvede però che in quel preciso istante tra attraversando la strada Mevio, il quale viene investito in pieno.

Omicidio colposo e preterintenzionale: qual è più grave?

Dopo averti spiegato quali sono gli elementi psicologici del reato e in cosa consistono, pensa che sei ora pronto per comprendere se è più grave l’omicidio colposo oppure quello preterintenzionale.

In base a ciò che abbiamo detto a proposito della rilevanza dell’intenzione nel voler cagionare un danno, sicuramente possiamo dire che la preterintenzione è più grave della colpa: mentre la prima, infatti, presuppone comunque la volontà di fare del male, la colpa esclude del tutto tale intenzione.

Chi commette un reato con colpa ne risponde penalmente, ma la legge tiene conto che il fatto non è voluto dal reo; al contrario, chi compie un reato (omicidio o aborto) con preterintenzione vuole colpire la vittima, solamente che non ne voleva la morte. La differenza, dunque, è chiara e netta.

Quanto appena detto trova conferma anche in punto di pena: il trattamento sanzionatorio che la legge riserva all’omicidio colposo è ben diverso da quello dell’omicidio preterintenzionale. Vediamo come sono puniti questi due delitti.

Omicidio colposo e preterintenzionale: come sono puniti?

Dal punto di vista strettamente legale, un reato è più grave di un altro se è punito con sanzione più severa. Per stabilire in maniera definitiva se è più grave l’omicidio colposo oppure quello preterintenzionale dobbiamo dunque vedere quanti anni di reclusione sono previsti per ciascuno di esso.

L’operazione non è semplice: il codice penale, infatti, contempla un omicidio colposo semplice e una serie di omicidi colposi aggravati, i quali sono puniti con pene decisamente più severe.

Partiamo con l’omicidio preterintenzionale: secondo la legge, chiunque provochi la morte (non voluta) di una persona a seguito di percosse o lesioni, è punito con la reclusione da dieci a diciotto anni.

Ben diverso è il trattamento sanzionatorio per l’omicidio colposo semplice [5], il quale è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni; pene nettamente inferiori rispetto all’omicidio preterintenzionale, dunque, il quale è chiaramente più grave dell’omicidio colposo.

Il divario di trattamento sanzionatorio tra le due fattispecie si attenua quando entra in gioco l’omicidio colposo aggravato, cioè quello commesso al ricorrere di alcune circostanze che la legge ritiene particolarmente meritevoli di una punizione.

Secondo la legge, se l’omicidio colposo è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, la pena è della reclusione da due a sette anni. Pensa al datore di lavoro che non fornisce ai suoi dipendenti la necessaria attrezzatura per proteggersi dagli infortuni.

Se l’omicidio colposo è commesso nell’esercizio abusivo di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato o di un’arte sanitaria, la pena è della reclusione da tre a dieci anni. Pensa al finto medico che somministra farmaci ai pazienti, cagionandone la morte.

Ancora diverse sono le pene per l’omicidio colposo stradale [6]: chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da due a sette anni; la reclusione va dagli otto ai dodici anni nel caso in cui la morte sia cagionata in seguito a guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti.

Omicidio preterintenzionale: è sempre più grave?

Dunque, in linea di massima possiamo dire che l’omicidio preterintenzionale, sia per il particolare aspetto psicologico che presuppone, sia per il trattamento sanzionatorio, è più grave dell’omicidio colposo.

Esistono tuttavia ipotesi di omicidio colposo particolarmente gravi che quasi raggiungono le pene dell’omicidio preterintenzionale: pensa all’uccisione di un pedone che attraversa le strisce pedonali causata da un ubriaco al volante, per di più recidivo.

In alcune ipotesi concrete, dunque, ben potrebbe accadere che un grave omicidio colposo possa essere punito più severamente di un omicidio preterintenzionale giudicato dal giudice, per i tempi, le modalità e le circostanze, non eccessivamente grave.


note

[1] Art. 43 cod. pen.

[2] Art. 42 cod. pen.

[3] Art. 584 cod. pen.

[4] Art. 593-ter cod. pen.

[5] Art. 589 cod. pen.

[6] Art. 589-bis cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube