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Buoni postali cointestati: rimborso

13 Gennaio 2020
Buoni postali cointestati: rimborso

Cosa fare alla morte del cointestatario di un buono postale: l’erede contitolare può riscuotere l’intera somma?

Alla morte del titolare di buoni postali si apre la successione. Il rimborso dei buoni agli eredi viene condizionato alla presentazione della dichiarazione di successione. Così Poste Italiane non può versare la quota a un solo erede finché questi non abbia espletato tutte le formalità. A tal fine, l’erede deve prima accettare l’eredità e poi comunicarlo all’Agenzia delle Entrate. Insomma, il rimborso dei buoni postali funziona un po’ come la liquidazione del conto corrente del defunto. 

Ma che succede quando i titolari sono più di uno? Immaginiamo che il padre abbia cointestato i propri buoni anche al figlio: quali diritti può vantare quest’ultimo alla morte del genitore? 

Il tema del rimborso dei buoni postali cointestati è stato oggetto di un recente chiarimento da parte del Collegio di Coordinamento dell’Abf, l’Arbitro Bancario e Finanziario [1]. Ai giudici è stato chiesto quale diritto possa accampare il contitolare non appena si apre la successione. Anche questi dovrà attendere che gli altri eredi presentino l’accettazione e la dichiarazione di successione o può autonomamente passare all’ufficio postale per riscuotere la propria quota?

Nel caso deciso dall’Abf un uomo aveva richiesto alle Poste di riscuotere tre buoni fruttiferi postali ormai scaduti e da lui stesso sottoscritti, a suo tempo, insieme ai propri genitori, ormai defunti. Le Poste avevano rigettato la richiesta, sostenendo di non poter pagare finché non sarebbe intervenuta la firma (a quietanza) di tutti gli altri aventi diritto, e dunque di quanti erano gli eredi del defunto. Di qui il problema di stabilire se esistono priorità per il rimborso dei buoni postali cointestati. 

Ecco la sintesi della pronuncia e le istruzioni che devono seguire gli eredi per ottenere la liquidazione delle proprie quote.

Rimborso buoni postali alla morte del titolare

Prima di comprendere come ottenere il rimborso dei buoni postali cointestati è bene verificare quali adempimenti devono, di norma, svolgere gli eredi nel caso in cui i buoni fossero intestati unicamente al defunto.

Per chiedere il rimborso dei buoni fruttiferi postali caduti in successione, è necessario compilare il modulo apposito fornito dalle Poste e rintracciabile in forma cartacea presso qualunque ufficio o scaricabile dal sito internet di Poste Italiane.

Il modulo ricorda, inoltre, che gli aventi diritto devono chiedere di aprire una pratica di successione interna alle Poste Italiane, corredata dai seguenti documenti:

  • estratto dell’atto di morte: sono necessarie le generalità del defunto, la data, il luogo in cui è avvenuto il decesso, indicazione dello stato civile, ultimo domicilio, ultima residenza, indicazione del nominativo del coniuge;
  • atto notorio o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che indichi tutti gli eredi legittimi e le loro generalità;
  • verbale di pubblicazione del testamento olografo o del testamento segreto in copia conforme all’originale o, nel caso di testamento pubblico, copia conforme all’originale dell’atto pubblico nel caso di successione testamentaria;
  • copia di un documento di identità dei soggetti che presentano domanda di rimborso;
  • copia di un documento di identità e del codice fiscale dei soggetti che hanno diritto al rimborso e/o dei soggetti che li rappresentano legalmente;
  • dichiarazione di successione (mod. 4).

Rimborso buoni postali cointestati alla morte di uno dei titolari

Diverso è il caso dei buoni postali cointestati a due o più persone con pari facoltà di rimborso. In tale ipotesi, infatti, ciascuno dei cointestatari ha il diritto di riscuotere i buoni nonostante il decesso del cointestatario. La riscossione avrà ad oggetto l’intero buono e non solo la quota spettante a questi. 

Marco è cointestatario di un buono postale insieme al padre. Entrambi vantano il diritto a ottenere autonomamente il rimborso. Muore il genitore e Marco diventa erede insieme ai fratelli e alla madre. Ciò nonostante Marco si reca all’ufficio postale a riscuotere integralmente il buono. Le Poste dovranno dare a Marco tutti i soldi del buono, nonostante la presenza di altri eredi. Questi ultimi infatti, qualora Marco non dovesse restituire loro le rispettive quote, potranno agire contro di lui. La legge infatti impone a Marco di trattenere solo il 50% delle somme a rimborso del buono (in quanto contitolare solo in pari quota) mentre l’altro 50% andrà diviso tra Marco e tutti gli altri eredi.  

Secondo la decisione in commento, infatti, i buoni fruttiferi, in quanto titoli di legittimazione, hanno la sola funzione di identificare l’avente diritto a una prestazione senza incorporare alcun diritto cartolare e senza svolgere la funzione di far circolare in credito, a differenza dei titoli di credito; quindi sostenere che le Poste possano legittimamente rifiutare la prestazione, sia pure per tutelare le ragioni di terzi (altri coeredi ignari), significherebbe vanificare la funzione che è prevista dalla legge. 

Questa situazione potrebbe certamente creare un danno agli eredi a cui il cointestatario potrebbe sottrarre la quota del buono caduta in successione. Tuttavia, conclude la decisione in commento, la normativa esaminata non tutela gli interessi dei coeredi, i quali potranno venire eventualmente a conoscenza in altro modo dell’esistenza dei buoni intestati anche alle persone defunte e agire nei confronti del coerede, che da solo ha incassato il buono fruttifero, avanti al giudice ordinario.

In realtà la prassi di bloccare il rimborso del buono cointestato con pari facoltà di rimborso è molto diffusa, ma anche altrettanto criticata. 

Anche i tribunali, concordando con l’Abf, ritengono che sia diritto di ogni cointestatario riscuotere da solo l’intera cifra del buono. Invero la clausola Pfr attribuisce al possessore del titolo un diritto esercitabile in modo autonomo, fatta salva la facoltà degli eredi di chiedere tramite il tribunale la restituzione della propria quota nei confronti di chi l’abbia integralmente riscossa senza restituire agli altri le rispettive quote. In altre parole, la successione degli eredi di uno dei cointestatari non può escludere o limitare i diritti dei terzi come pure quelli del contitolare superstite (che ben potrebbe, tra l’altro, non essere un erede), il quale ha pieno diritto di ottenere dalle Poste il rimborso del titolo in modo del tutto autonomo.

Approfondimenti

Buono Postale con Pfr: rimborsabile a vista  

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note

[1] Abf Collegio Coordinamento, decisione n. 22747del 10 ottobre 2019, pubblicata il 23 dicembre 2019.


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