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Pensione anticipata: come aumentano i requisiti

14 Gennaio 2020 | Autore:
Pensione anticipata: come aumentano i requisiti

Adeguamenti alla speranza di vita previsti per la pensione anticipata ordinaria Fornero: quando si può uscire dal lavoro oggi e quando ci si potrà pensionare in futuro.

La pensione anticipata ordinaria, istituita dalla legge Fornero [1], nonostante il nome “anticipata” lasci intendere un’importante agevolazione, richiede in realtà l’accredito di parecchi anni di contribuzione. Per ottenere questo trattamento, difatti, sono necessari 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

Fortunatamente, il requisito può essere maturato anche sommando gratuitamente la contribuzione accreditata presso gestioni previdenziali diverse, grazie al recente istituto del cumulo; è possibile, per raggiungere il diritto alla pensione, sommare anche i contributi accreditati presso le casse professionali, come Cassa forense per gli avvocati o Inarcassa per gli ingegneri.

Il decreto-legge del 2019 [2] in materia di Reddito di cittadinanza e di pensioni, poi, ha previsto un’agevolazione, per evitare che i requisiti per la pensione anticipata si inaspriscano eccessivamente: ha difatti bloccato gli adeguamenti alla speranza di vita sino al 31 dicembre 2026.

Vediamo allora di fare il punto completo sulle condizioni necessarie per ottenere la pensione anticipata: come aumentano i requisiti nel tempo.

Peraltro, non bisogna trascurare, nel calcolo della decorrenza della pensione, che il recente decreto legge che ha bloccato i requisiti del trattamento anticipato [2] ha anche previsto una finestra di attesa, ossia un periodo minimo che deve trascorrere tra il perfezionamento delle condizioni richieste per la pensione e la liquidazione del trattamento stesso. Le finestre per la pensione anticipata ordinaria sono pari a tre mesi per tutti i lavoratori, dipendenti ed autonomi, del settore pubblico e del settore privato. Soltanto ai dipendenti del comparto scuola ed Afam continua ad applicarsi, come per la generalità delle pensioni, la finestra unica di uscita. Ma procediamo con ordine.

Requisiti pensione anticipata 2020

Ad oggi, i requisiti necessari per ottenere la pensione anticipata sono i seguenti:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne;
  • attesa di una finestra, a partire dal momento di perfezionamento dei requisiti, pari a tre mesi.

I requisiti resteranno congelati sino alla data del 31 dicembre 2026, in base alle previsioni del decreto legge in materia di Reddito di cittadinanza e di pensioni [2]. Il congelamento dei requisiti potrebbe comunque essere modificato in futuro da una nuova legge.

Per ottenere la pensione anticipata valgono tutti i contributi: obbligatori, volontari, da riscatto o ricongiunzione, accreditati all’estero presso Paesi convenzionati con l’Italia, oppure figurativi (ad esempio, accreditati per maternità, disoccupazione indennizzata, malattia…).

In merito ai contributi figurativi, è bene precisare che, in base al cosiddetto decreto Amato [3], se il lavoratore non ha nemmeno un contributo alla data del 31 dicembre 1992, ai fini del diritto alla pensione anticipata i periodi figurativi computabili non possono superare un totale di cinque anni. I periodi figurativi in eccedenza, ad ogni modo, possono essere utilizzati ai fini della misura della pensione, cioè della determinazione dell’importo del trattamento, ma non valgono ai fini del diritto alla pensione.

Futuri requisiti pensione anticipata

Come aumenteranno in futuro i requisiti per la pensione anticipata? Dal 2027, a questo trattamento si applicheranno gli adeguamenti alla speranza di vita, che in base alle attuali previsioni dovrebbero essere pari a tre mesi ogni biennio, ed a due mesi ogni biennio a partire dal 2029.

Nella seguente tabella, vediamo come probabilmente aumenteranno i requisiti della pensione anticipata in futuro.In ogni caso, per avere certezza del futuro incremento dei requisiti bisogna attendere un apposito decreto, basato sulle rilevazioni Istat, emanato ogni biennio.

Ecco, nel dettaglio, l’aumento previsto dei requisiti per la pensione:

  • 2027 2028: 43 anni e un mese di contributi per gli uomini, 42 anni e un mese per le donne;
  • 2029 2030: 43 anni e tre mesi di contributi per gli uomini, 42 anni e tre mesi per le donne;
  • 2031 2032: 43 anni e cinque mesi di contributi per gli uomini, 42 anni e cinque mesi per le donne;
  • 2033 2034: 43 anni E sette mesi di contributi per gli uomini, 42 anni e sette mesi per le donne;
  • 2034 2035: 43 anni e nove mesi di contributi per gli uomini, 42 anni e nove mesi per le donne;
  • 2036 2037: 43 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini, 42 anni e 11 mesi per le donne;
  • 2038 2039: 44 anni e un mese di contributi per gli uomini, 43 anni e un mese per le donne;
  • 2040 2041: 44 anni e tre mesi di contributi per gli uomini, 43 anni e tre mesi per le donne;
  • 2042 2043: 44 anni e cinque mesi di contributi per gli uomini, 43 anni e cinque mesi per le donne;
  • 2044 2045: 44 anni e sette mesi di contributi per gli uomini, 43 anni e sette mesi per le donne;
  • 2046 2047: 44 anni e nove mesi di contributi per gli uomini, 43 anni e nove mesi per le donne;
  • 2048 2049: 44 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini, 43 anni e 11 mesi per le donne;
  • 2050 2051: 45 anni e un mese di contributi per gli uomini, 44 anni e un mese per le donne;
  • 2052 2053: 45 anni e tre mesi di contributi per gli uomini, 44 anni e tre mesi per le donne;
  • 2054 2055: 45 anni e cinque mesi di contributi per gli uomini, 44 anni e cinque mesi per le donne.

Pensione anticipata opzione quota 102

In base a quanto osservato, dunque, i requisiti per la pensione anticipata non sono semplici da raggiungere ad oggi, e saranno ancora più difficili da raggiungere nel tempo. Basti pensare che, per ottenere la pensione con 45 anni di contributi a 65 anni, sarà necessario lavorare ininterrottamente a partire dai 20 anni, senza nemmeno un “buco contributivo”.

La possibilità di riscattare gli anni di laurea può aiutare, ma non è certamente risolutiva, se si pensa che gli appartenenti alle generazioni più giovani hanno carriere discontinue e frammentarie, con numerosi periodi scoperti da contributi tra un lavoro e l’altro.

Potrebbe risolvere questo problema la pensione quota 102: si tratta di una nuova proposta, in base alla quale dovrebbe essere introdotto un nuovo trattamento, strutturale, che consente il pensionamento a 64 anni di età e con 38 anni di contributi, senza adeguamenti alla speranza di vita, in cambio del ricalcolo contributivo della prestazione. Qualora questo trattamento agevolato diventasse operativo in modo stabile, sarebbe certamente una soluzione per coloro che, ad oggi, hanno una minore anzianità contributiva, per i quali raggiungere la pensione anticipata ordinaria sarà molto difficile e l’attesa obbligata per ottenere la pensione di vecchiaia risulterà eccessivamente lunga.

note

[1] D.L. 201/2011.

[2] D.L. 4/2019.

[3] Art. 15 D.lgs. 503/1992.


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