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Cartelle esattoriali: quando sono prescritte

18 Gennaio 2020
Cartelle esattoriali: quando sono prescritte

Ho ricevuto un atto d’intimazione contenente alcune cartelle esattoriali: due di esse si riferiscono a tasse automobilistiche, una ai diritti annuali della Camera di Commercio ed un’altra fa riferimento all’Irpef non pagata: come posso sapere se sono prescritte?

Gentile cliente, la cartella esattoriale avente ad oggetto i cosiddetti diritti camerali, cioè le annualità dovute a favore della Camera di commercio a carico di ogni iscritto al registro delle Imprese, si prescrive solo dopo che è trascorso il termine ordinario decennale. Se quindi, ad esempio, il debito preteso si riferisse all’anno 2016 e la cartella fosse stata notificata soltanto due anni dopo, non sarebbe possibile sollevare tale eccezione in un ricorso dinanzi al magistrato competente.

Identica conclusione deve raggiungersi per l’altro atto cioè quello che contempla un’imposta diretta, nello specifico l’Irpef. Anche in questa ipotesi, la giurisprudenza prevalente sostiene che si possa efficacemente sollevare l’eccezione di prescrizione soltanto dopo che sono trascorsi i canonici dieci anni. Ad esempio, ciò non potrebbe essere sostenuto per un atto in cui si chiede il pagamento di un’imposta non pagata del 2015, lì dove dovesse risultare che la cartella, originariamente notificata, sia stata recapitata al contribuente dopo poco più di quattro anni.

Infine, per le due cartelle nelle quali l’agente della riscossione pretende il pagamento delle tasse automobilistiche, si potrebbero eccepire la prescrizione, qualora dovesse risultare che i due atti in esame sono stati notificati quattro o più anni successivi all’anno di tassazione: in questa materia, infatti, la prescrizione scatta dopo i tre anni seguenti a quello d’imposta. Tuttavia per dare una risposta certa sarebbe necessario sapere se, nel frattempo, cioè prima della notifica delle cartelle, ci sia stato l’invio regolare del formale atto di accertamento (in sostanza quello che la regione invia per intimarci il pagamento del bollo auto non versato). In caso positivo, infatti, esso avrebbe interrotto ogni termine prescrizionale e non si potrebbe, quindi, avanzare tale contestazione.

Non si dimentichi, inoltre, di valutare, ai fini della validità delle cartelle, eventuali difetti di notifica delle medesime: ciò potrebbe rivelarsi importante per contestare la validità degli atti. A questo proposito, si ricordi di chiedere copia delle cosiddette relate di notifica, per poi procedere alla loro disamina: non è infatti, possibile ricavare queste informazioni diversamente.

Infine, in prospettiva di un potenziale ricorso, è bene sapere che il giudice competente dinanzi al quale si può eccepire l’eventuale prescrizione, è la Commissione Tributaria Provinciale. Il ricorso va inoltrato entro  e non oltre 60 giorni dal ricevimento dell’atto (ad esempio, la cartella, l’atto d’intimazione che la contiene, un preavviso di fermo, ecc).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Marco Borriello



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