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Taglio parlamentari: c’è una Regione contraria, ecco perché

13 Gennaio 2020
Taglio parlamentari: c’è una Regione contraria, ecco perché

La riforma costituzionale espone a rischio di rappresentatività la Regione Basilicata: con il taglio avrà solo 3 senatori invece degli attuali 7. 

C’è una, ed una sola, Regione italiana che si sta battendo contro il taglio dei parlamentari, la riforma costituzionale che riduce il numero dei deputati  630 a 400 e dei senatori da 315 a 200 eletti. Si tratta della Regione Basilicata e le dichiarazioni del suo presidente, Vito Bardi, di centrodestra, rendono chiaro il perché. Ce le riporta a caldo l’agenzia stampa Adnkronos, appena apprese dalla sua conferenza stampa.

“Sono stato l’unico presidente di regione che si è battuto contro il taglio dei parlamentari. Lo faccio in base all’articolo 57 della Costituzione. I padri costituenti inserirono la Basilicata tra quelle che non potevano avere un numero inferiore a sette senatori. Proprio perché venisse tutelata, fu inserito questo comma e questo privilegiava un territorio piccolo. I padri costituenti volevano che fosse così. Ora si vuole modificare questo articolo. Non è giusto, non significa tagliare i senatori, si fa un taglio alla democrazia e questo non è bello”.

La Basilicata è effettivamente una delle Regioni italiane che il taglio dei parlamentari espone ad un maggior rischio di rappresentatività. Con la riforma, le Regioni più piccole saranno penalizzate perché avranno solo tre senatori ciascuna, rispetto agli attuali sette (leggi anche Taglio dei parlamentari: ora cosa succede?).

Quando ai rapporti con i leader, questi sono ”eccellenti”.”Faccio riferimento – ha detto il governatore lucano – a Berlusconi, a Salvini, a Meloni, a Quagliariello. Pure a livello regionale ci sono ottime interlocuzioni, c’è completa armonia. Da parte di tutti si fa di tutto per il bene della nostra terra”.


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