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Rito abbreviato: cos’è e come funziona

3 Febbraio 2020 | Autore: Marina Moretti
Rito abbreviato: cos’è e come funziona

Giudizio abbreviato: quando e perché conviene chiederlo?

Sei stato rinviato a giudizio per un reato che ritieni di non aver commesso. Ti rechi subito dal tuo avvocato di fiducia per chiedergli una consulenza. L’avvocato, leggendo gli atti, ti comunica che nel tuo caso la strategia migliore è quella di chiedere il rito abbreviato. Tu sei confuso, ritieni di non aver commesso alcun reato.

Hai sempre associato il rito abbreviato allo sconto di pena per l’imputato. In realtà, si si tratta di un procedimento che consente all’imputato di ottenere uno sconto di pena solo nell’eventualità in cui egli dovesse essere condannato. In altri termini, il giudizio abbreviato potrebbe concludersi anche con l’assoluzione dell’imputato.

Tanto premesso, in questo articolo ti spiegherò nel dettaglio il rito abbreviato: cos’è e come funziona.

Rito abbreviato: cos’è e come funziona

Il rito abbreviato è un procedimento speciale che consente all’imputato di scegliere di essere giudicato esclusivamente sulla base degli atti raccolti nel corso delle indagini e contenuti nel fascicolo del pubblico ministero (ove eventualmente saranno contenuti anche gli atti del difensore compiuti nel corso delle investigazioni difensive).

Questo vuol dire, in altre parole, che l’imputato rinuncia all’istruttoria dibattimentale, cioè a quel momento in cui le prove vengono assunte davanti ad un giudice terzo ed imparziale.

Il giudizio abbreviato può essere richiesto solo dall’imputato, il quale, in caso di condanna, potrà ottenere lo sconto della pena inflitta. Si possono chiedere due tipi di giudizio abbreviato:

  • ordinario (detto anche “secco”): l’imputato chiede di essere giudicato solo sulla base degli atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero;
  • condizionato: l’imputato subordina la richiesta di giudizio abbreviato ad una integrazione probatoria (ad esempio chiede che venga ascoltato un testimone per lui importante).

Rito abbreviato: quando e perchè conviene sceglierlo

Forse ti starai chiedendo perchè mai l’imputato dovrebbe scegliere di rinunciare alla garanzia del dibattimento e quindi, ad esempio, a sentire testimoni che potrebbero deporre in suo favore, produrre documenti utili ecc.

Le ragioni sono principalmente tre:

  • può capitare che l’impianto accusatorio è così solido da rendere inutile il dibattimento. Ciò accade, ad esempio, quando durante le indagini preliminari sono state raccolte svariate dichiarazioni di persone che dimostrano la responsabilità dell’imputato per il reato contestato. È chiaro che sperare di ribaltare nel dibattimento l’impianto accusatorio non è solo difficile ma proprio impossibile. In casi come questi, risulta più conveniente optare per il giudizio abbreviato in modo da ottenere almeno uno sconto di pena in caso di condanna;
  • le prove raccolte dalla procura non sono sufficienti a dimostrare la responsabilità penale dell’imputato. In tal caso, quindi, bisogna cristallizzare la lacunosità delle indagini e scegliere il giudizio abbreviato per impedire che il pubblico ministero raccolga ulteriori prove da portare poi in dibattimento.

Rito abbreviato: i benefici

Come ti ho già anticipato, il rito abbreviato è un rito premiale in quanto permette all’imputato di ottenere, in caso di condanna, uno sconto di pena:

  • della metà, se si procede per una contravvenzione;
  • di un terzo, se si procede per un delitto.

Rito abbreviato: quando chiederlo?

A questo punto, è bene capire in quale preciso momento l’imputato può chiedere il giudizio abbreviato. La richiesta può essere fatta in momenti diversi, a seconda della fase in cui è giunto il procedimento penale.

Generalmente, una volta che il pubblico ministero ha formulato l’imputazione (cioè quando attribuisce un determinato reato ad un soggetto), l’accusato ha sempre il diritto di chiedere il rito abbreviato. Pertanto, se l’imputato riceve l’avviso di fissazione dell’udienza preliminare, potrà fare richiesta del rito in esame in quella sede e chiedere al giudice dell’udienza preliminare (Gup) di essere giudicato secondo il rito abbreviato. La richiesta, scritta oppure orale, può essere proposta fino a quando non siano formulate le conclusioni delle parti (pubblico ministero e avvocati).

Per i reati meno gravi, invece, è prevista la citazione diretta a giudizio. In questa ipotesi, l’imputato potrà presentare la sua richiesta di giudizio abbreviato dinanzi al giudice del dibattimento, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento, cioè già durante le questioni preliminari.

Infine, il rito abbreviato può essere chiesto anche in sede di conversione di altro rito speciale. Ad esempio, se viene notificato il decreto di giudizio immediato (altro rito speciale), l’imputato può presentare la richiesta scritta, personalmente o a mezzo del suo difensore, nella cancelleria del giudice per le indagini preliminari (gip) competente, entro quindici giorni dalla notificazione del decreto con cui era stato disposto il giudizio immediato.

Rito abbreviato: chi può chiederlo?

Il rito abbreviato può essere richiesto esclusivamente dall’imputato in forma orale o scritta, personalmente oppure a mezzo di un procuratore speciale (quasi sempre l’avvocato di fiducia). Il giudice decide se accogliere o meno la richiesta con ordinanza. Nel caso in cui l’imputato abbia chiesto il:

  • rito abbreviato ordinario: in tal caso, il giudice è obbligato ad accogliere la richiesta;
  • rito abbreviato condizionato: il giudice non è obbligato ad accogliere la richiesta e può rigettare l’istanza qualora le prove richiesta dall’imputato (l’integrazione probatoria) non risultino necessarie ai fini della decisione oppure siano incompatibili con le finalità di economia processuale, nel senso che determinerebbero un appesantimento del procedimento, tenuto conto degli atti già acquisiti ed utilizzabili. Se il giudice dovesse rigettare la richiesta di giudizio abbreviato condizionato, l’imputato può rinnovarla fino a che non siano formulate le conclusioni. Resta comunque la possibilità dell’impotuto di richiedere, in via subordinata e quindi nel caso in cui il giudice dovesse rigettare l’abbreviato condizionato, l’abbreviato “secco” (cioè semplice, senza integrazione probatoria) oppure chiedere il patteggiamento.

Rito abbreviato condizionato

Come già anticipato, con il giudizio abbreviato l’imputato viene giudicato sulla base degli atti raccolti nel corso delle indagini preliminari svolte dal pubblico ministero. Tuttavia, l’imputato può fare richiesta anche di rito abbreviato condizionato. In altre parole, l’imputato può subordinare la richiesta di abbreviato ad un’integrazione probatoria necessaria ai fini della decisione.

Ad esempio, l’imputato sa che c’è una persona, non sentita nel corso delle indagini, che potrebbe testimoniare in suo favore e far cadere ogni accusa nei suoi confronti. In tal caso, l’imputato chiederà di essere giudicato con rito abbreviato, subordinato all’integrazione probatoria, ossia all’assunzione della testimonianza a lui favorevole. Qualora il giudice accoglie la richiesta, il pubblico ministero è ammesso alla prova contraria (ad esempio, può chiedere che venga ammesso un testimone in grado di confutare il testimone favorevole all’imputato).

Rito abbreviato: il giudice può disporre l’integrazione probatoria?

A questo punto avrai capito che l’imputato può subordinare la propria richiesta di giudizio abbreviato all’acquisizione di prove ulteriori. Forse non sai, però, che l’integrazione probatoria può essere disposta anche dal giudice. Questo accade quando lo stesso giudice ritiene di non poter decidere allo stato degli atti, quindi solo sulla base delle prove raccolte nel corse delle indagini. Ma ha bisogno di ulteriori elementi per decidere sulla responsabilità dell’imputato. Ad esempio, se il giudice ritiene che sia fondamentale sentire un testimone, potrà disporne direttamente la citazione senza che alcuna delle parti ne abbia fatto richiesta.

Come si conclude il rito abbreviato?

Dopo le conclusioni finali rassegnate dalle parti (pubblico ministero e avvocati), il Giudice emetterà una sentenza di assoluzione o di condanna. In caso di condanna, l’imputato sarà “premiato” per aver evitato il dibattimento e quindi aver consentito un notevole risparmio di tempo. Per questo motivo, la pena inflitta sarà ridotta di un terzo per i delitti e della metà per le contravvenzioni.

Va sottolineato che il rito abbreviato provoca dei limiti alla facoltà di proporre appello: il pubblico ministero non può proporre appello contro le sentenze di condanna (a meno che non sia stato modificato il titolo del reato) e l’imputato non può appellare la senteza di proscioglimento. Ovviamente, chi non può proporre appello potrà proporre ricorso per Cassazione.

Il rito abbreviato può essere revocato?

Potrebbe capitare che nelle more del processo, ci si accorga che il fatto contestato all’imputato è ben più grave di quello originariamente ascritto.

Tizio viene citato a giudizio per avere sparato ed ucciso Caio, suo padre, con l’imputazione di omicidio colposo poiché, secondo le indagini svolte fino a quel momento, il colpo è partito accidentalmente. Tizio chiede e ottiene dal giudice il rito abbreviato perché il reato di omicidio colposo non è punito con l’ergastolo. Tuttavia, durante il processo emerge che il colpo non è partito accidentalmente ma che Tizio ha volontariamente sparato a Caio. In tal caso, il giudice revoca l’ordinanza con cui ha disposto il rito abbreviato e il procedimento penale prosegue nelle forme ordinarie – e quindi con il dibattimento – perché per il reato di omicidio volontario aggravato, l’abbreviato non è ammesso.

Per quali reati non è ammesso il rito abbreviato?

Per reati particolarmente gravi, vale a dire quelli puniti dal Codice penale con la pena dell’ergastolo, l’imputato non potrà chiedere e ottenere il rito abbreviato e beneficiare dello sconto di pena. In questo modo di tende, da un lato, a garantire alla società una risposta molto più severa alle condotte di particolare allarme sociale (si pensi, ad esempio, all’omicidio aggravato oppure alle ipotesi aggravate di sequestro di persona), dall’altro lato, si impediscono eventuali ricadute da parte dell’imputato che potrebbe tornare nuovamente a commettere reati.



Di Marina Moretti


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