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Disturbo post traumatico da stress

7 Febbraio 2020 | Autore:
Disturbo post traumatico da stress

Sintomi, fattori di rischio, diagnosi, professioni e soggetti maggiormente esposti al disturbo post-traumatico da stress.

Hai vissuto un particolare evento traumatico, uno shock, una situazione insopportabile da cui è derivata una sofferenza psichica che si protrae nel tempo. Con molta probabilità, si tratta di disturbo post-traumatico da stress (Post Traumatic Stress Disorder). I tipici sintomi descritti dai pazienti affetti dal disturbo sono: angoscia e paura persistenti; la tendenza a rivivere l’evento attraverso ricordi, sogni, illusioni e flashback; un’aumentata vigilanza che può manifestarsi con insonnia, irritabilità e difficoltà di concentrazione; evitamento degli stimoli associati al trauma; compromissione della funzionalità psicosociale e lavorativa.

Il disturbo post-traumatico da stress si manifesta con maggiore frequenza nelle donne, nelle persone separate o nelle vedove. Quali sono i fattori di rischio dell’insorgenza del disturbo? La storia personale o familiare di depressione e ansia, separazioni precoci, nevrosi.

I primi lavori sul disturbo post-traumatico da stress hanno avuto come protagonisti uomini con traumi bellici alle spalle. In seguito, oltre agli eventi bellici, sono stati presi in considerazione episodi di portata eccezionale, fuori dall’ordinario, come: incidenti aerei, attentati terroristici, terremoti, inondazioni. Con il passare del tempo, la ricerca sul disturbo post-traumatico da stress si è arricchita e gli esperti hanno valutato la possibilità che questi sintomi potessero presentarsi anche a seguito di traumi di entità più modesta ed episodi comuni della vita quotidiana come la violenza fisica e sessuale, gli incidenti automobilistici, le rapine e così via.

Se vuoi saperne di più, prosegui nella lettura del mio articolo. Cercherò di illustrarti tutto ciò che c’è da sapere sul disturbo post traumatico da stress. Ovviamente, lo scopo di questo articolo è puramente informativo; le informazioni qui riportate non hanno in alcun modo né la pretesa né l’obiettivo di sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica; è, pertanto, opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o uno specialista.

Disturbo post traumatico da stress: quali sono i criteri diagnostici?

La definizione «disturbo post-traumatico da stress» è stata introdotta nell’edizione del 1980 del DSM III, il manuale diagnostico dell’American Psychiatric Association (Associazione Psichiatrica Americana).

Quali sono i sintomi di chi soffre di disturbo post-traumatico da stress? La persona che rivive costantemente l’esperienza subìta manifesta segni di evitamento, disagio e malfunzionamento significativi, per più di un mese. Eventi stressanti e traumatici possano contribuire all’insorgenza di disagi psicologici.

Per diagnosticare il disturbo post-traumatico da stress è, pertanto, necessario verificare la coesistenza dell’evento traumatico e di una sintomatologia specifica.

Già a fine ottocento, Freud sosteneva la possibile origine traumatica dell’isteria e, dopo di lui, anche Abram Kardiner. Le esperienze dei deportati sopravvissuti ai campi di concentramento e gli studi sui soggetti che sono riusciti a cavarsela dopo numerosi disastri (incidenti aerei, terremoti, inondazioni ecc.) hanno confermato che il trauma ha un ruolo fondamentale nel determinare l’insorgenza di una sintomatologia psichica.

I criteri necessari per diagnosticare il disturbo post traumatico da stress hanno subìto diverse modificazioni nel tempo. Una costante resta l’attenzione verso la definizione della sintomatologia e dell’evento traumatico. In nessun’altra patologia psichiatrica si associano flashback; pensieri intrusivi e ricorrenti; sensazione di timore, di riduzione dei sentimenti, di paura del futuro. È pur vero che molti sintomi sono isolatamente riscontrabili in altri disturbi mentali, ma sta alla professionalità e all’esperienza dello specialista riconoscere i sintomi e la loro associazione.

Disturbo post-traumatico da stress: quali sono i fattori di rischio?

Non tutte le persone esposte al medesimo trauma reagiscono allo stesso modo; solo alcune sviluppano sintomi di rilevanza clinica. Questo ha portato gli esperti alla ricerca dei fattori di rischio che potrebbero favorire la comparsa del disturbo post traumatico da stress.

Tra le variabili che è possibile riscontrare nei pazienti affetti da disturbo post-traumatico da stress troviamo: fattori genetici, personalità, familiarità, traumi e problemi comportamentali o psicologici pregressi. Molte variabili incidono anche sull’insorgenza di altre psicopatologie. Uno specialista saprà chiarire se si tratta di fattori di rischio specifici per il disturbo post-traumatico da stress o predisponenti ad altri disturbi.

Disturbo post-traumatico da stress: quando compare?

Nel valutare un evento, si ricorrere all’uso di tre parametri: imprevedibilità, minacciosità e acuzie. Questo consente di comprendere quali sono gli episodi potenzialmente in grado di indurre un disturbo post-traumatico da stress e individuare così una lista di eventi che, nella vita quotidiana, può determinarne l’insorgenza.

Il disturbo post-traumatico da stress compare, spesso, dopo i seguenti traumi:

  • episodi di violenza personale (violenza fisica e violenza sessuale);
  • episodi di criminalità come furti o rapine;
  • incendi;
  • incidenti stradali;
  • altri traumi come lutto e gravidanza.

Disturbo post-traumatico da stress: quali sono i soggetti più a rischio?

I soggetti maggiormente esposti al rischio di disturbo post-traumatico da stress sono coloro che svolgono le seguenti professioni: i vigili del fuoco; i militari; gli agenti di pubblica sicurezza; gli autisti di autoambulanza; i membri della protezione civile, volontari e personale impiegato in operazioni di soccorso; i macchinisti della metropolitana e dei treni; i bancari; le prostitute.

Si tratta di soggetti costantemente a contatto con realtà difficili, esperienze che possono favorire l’insorgenza di sintomi psichici, specialmente nel lungo periodo. Tuttavia, c’è da dire che svolgere un determinato lavoro ed essere esposti e sottoposti a situazioni stressanti non è sufficiente a determinare l’insorgenza di un disturbo post traumatico da stress: l’ingrediente fondamentale è la personalità del soggetto.

Uomini e donne sono quotidianamente esposti a numerose azioni criminali. Atti di violenza, sequestri di persona, rapine in banca, scippi, furti riempiono le pagine dei giornali e rappresentano eventi traumatici di diversa natura e intensità di cui tutti possono essere potenziali vittime.

Disturbo post-traumatico da stress: violenze

In genere, le donne sono più esposte agli episodi di violenza sessuale. La costrizione, l’uso della forza fisica, la minaccia con armi da fuoco, sono caratteristiche associate allo sviluppo del disturbo post traumatico da stress. Occorre valutare non soltanto il momento in cui si consuma la violenza, ma anche tutto ciò si è verificato prima e dopo (anche nella storia personale della vittima).

Nel panorama delle violenze sessuali, è opportuno segnalare le violenze domestiche e i maltrattamenti in famiglia. Non dimentichiamo gli episodi di violenza in cui le vittime sono gli uomini, violenza di cui si parla poco, spesso a causa della vergogna e degli stereotipi che conferiscono all’uomo l’immagine di una figura più forte e aggressiva.

Disturbo post-traumatico da stress: incendi

Gli incendi sono una delle cause più frequenti di disturbo post traumatico da stress. Chi è sopravvissuto ad un incendio può riscontrare nell’evento un episodio altamente traumatico, in quanto oltre ad una situazione di pericolo oggettivo, possono aggiungersi altre condizioni come l’incapacità di gestirlo, il malessere fisico, eventuali lesioni funzionali e/o estetiche, il danno materiale.

Disturbo post-traumatico da stress: rapine in banca

Tra le situazioni che possono causare un notevole disagio nelle vittime, troviamo le rapine in banca. I più esposti sono ovviamente gli impiegati che lavorano ogni giorno nell’istituto bancario, oltre ai clienti che si recano quotidianamente in banca per un semplice prelievo o per altre operazioni bancarie.

Disturbo post-traumatico da stress: furti e scippi

I furti e gli scippi sono episodi imprevedibili, eventi molto frequenti nella società che possono avere un certo impatto sulla salute del paziente; tuttavia, non sempre rientrano nell’ambito dei traumi che possono provocare l’insorgenza del disturbo post-traumatico da stress. In ogni caso, bisogna sempre valutare il singolo episodio, in quanto possono sussistere situazioni in grado di segnare fortemente il soggetto. Un esempio è il caso di chi è vittima di scippo e viene minacciato con un’arma da fuoco.

Disturbo post-traumatico da stress: macchinisti della metropolitana e dei treni

I macchinisti della metropolitana e dei treni possono avere un particolare tipo di incidente: investire coloro che si trovano, accidentalmente o volontariamente, sulle rotaie all’arrivo del treno. Un evento raro e destabilizzante che può verificarsi durante l’attività lavorativa del macchinista e che può essere assai difficile da metabolizzare.

Disturbo post-traumatico da stress: rifugiati politici

Un fattore di rischio che accomuna la maggior parte dei rifugiati politici è l’atmosfera di pericolo e la costrizione che connotano i paesi abbandonati. Molti sono state vittime di violenze fisiche e psicologiche e/o torture.

Disturbo post-traumatico da stress: lutto

Il lutto è una situazione che, seppur dolorosa, non presenta necessariamente le caratteristiche di un evento traumatico. Tuttavia, ci sono casi particolari che possono avere un forte impatto sul soggetto. Ad esempio, il suicidio o l’omicidio di un figlio o un fratello adolescente, probabilmente, è più devastante della morte di un anziano a seguito di una patologia cronica.

Disturbo post-traumatico da stress: giurisprudenza

Sono numerose le pronunce giurisprudenziali che riguardano i soggetti affetti da disturbo post traumatico da stress. A seguire, ti parlerò di tre interessanti casi discussi nelle aule giudiziarie e vedremo quali sono stati gli orientamenti sposati dai giudici.

Rapina sul posto di lavoro

La Corte di Cassazione [1] ritiene che la rapina è un atto doloso compiuto da terzi ed è configurabile come causa violenta, potenzialmente dannosa per la salute di chi la subisce. Pertanto, ha stabilito che il disturbo post traumatico da stress che deriva dall’esposizione a fattori traumatici estremi, come una rapina avvenuta sul posto di lavoro, deve essere inquadrato come causa di infortunio sul lavoro.

Violenza sessuale

Il tribunale di Modena [2] si è pronunciato sul caso di un abuso sessuale di una figlia minorenne. Abuso che ha determinato l’insorgenza di un disturbo post traumatico da stress, a seguito del quale sono risarcibili (dove separatamente dimostrati) i diversi titoli di danno: il danno patrimoniale, individuato nel costo della psicoterapia per trattare il trauma; la lesione della salute provocata dallo stress o dal trauma, accertato attraverso la consulenza tecnica e valutabile con i criteri risarcitori del danno biologico (in particolare nella misura del 25% di invalidità permanente); il danno morale, valutato con criteri puramente equitativi.

Permesso di soggiorno temporaneo e cure mediche

Il tribunale di Venezia [3] ha stabilito che deve essere riconosciuto il permesso di soggiorno temporaneo alla donna affetta da disturbo post-traumatico da stress, a cui è stata accertata la mutilazione genitale, una situazione personale oggettiva grave che non consente l’allontanamento dal territorio nazionale. Il tribunale ha specificato che «tale beneficio va attribuito anche perché, se rimpatriata, attese le notorie carenze del relativo sistema sanitario, la ricorrente, anche per la sua condizione economica non avrebbe certezza di accesso a strutture qualificate e così vedrebbe compromesso l’attuale livello di compensazione della patologia».

note

[1] Cass. civ. sez. lav. n. 830 del 25.03.2019.

[2] Trib. Modena, 21.10.2003.

[3] Trib. Venezia sez. II, 03.09.2018.


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