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Si può insultare l’amante senza essere denunciati

21 Dicembre 2011
Si può insultare l’amante senza essere denunciati

Insulti all’amante del proprio coniuge: non c’è, secondo la Cassazione, alcuna ingiuria o diffamazione, ma solo uno scatto di nervi causato dalla “provocazione”!

La Cassazione [1] ha escluso sussista una responsabilità per ingiuria o diffamazione nel caso di insulti rivolti all’amante del coniuge. Secondo i giudici, in questi casi, opera la causa di giustificazione della “provocazione[2].

La provocazione si concretizza in uno stato d’ira determinato da un fatto ingiusto anche solo morale: in questo caso il tradimento.

Perché si configuri tale causa di giustificazione, sono però necessari i seguenti requisiti:

1) l’immediatezza: l’offesa deve avvenire subito dopo la realizzazione del fatto ingiusto. Non basta che sia riferibile a un evento lontano nel tempo;

2) l’adeguatezza: l’offesa deve essere adeguata al fatto ingiusto.

La provocazione, che esclude quindi la punibilità, opera solo con riferimento ai reati contro l’onore e, in particolare, ai reati di ingiuria e di diffamazione [3].

Per gli altri reati, invece, la provocazione si atteggia solo come circostanza attenuante, che quindi diminuisce l’entità della pena applicata.


note

La foto del presente articolo è un’opera artistica di Dantemanuele De Santis, DS Photostudio. Ogni riproduzione riservata.

[1] Cass. sent. n 13162/02.

[2] Art. 599 c.p.

[3] Rispettivamente agli artt. 594 e 595 c.p.


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