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Strumenti di offesa: quali sono

14 Gennaio 2020 | Autore:
Strumenti di offesa: quali sono

Oggetti predisposti per natura all’offesa di una persona: quali sono? Armi proprie e armi improprie: quale differenza? Armi da fuoco e armi bianche: quali sono?

La legge punisce ogni condotta che possa arrecare un male fisico a un’altra persona: nella migliore delle ipotesi, si rischia di incorrere nel reato di percosse; nella peggiore, invece, nelle lesioni personali gravi e perfino nell’omicidio. Poiché è possibile ferire un individuo praticamente con qualsiasi oggetto (oltre che a mani nude), la legge non avrebbe potuto prevedere una normativa per ogni tipo di cosa idonea, anche solo astrattamente, a fare del male. È stata prevista però una precisa regolamentazione per gli strumenti che, per loro natura, sono atti a offendere e altri che, invece, pur non essendo destinati all’offesa personale, possono ugualmente raggiungere questo scopo. Quali sono gli strumenti di offesa?

Come anticipato, la legge distingue tra strumenti che sono stati creati appositamente per offendere le persone e altri che, pur non avendo questo fine, possono comunque essere utilizzati per lo stesso scopo: nel primo caso si parlerà di armi proprie, mentre nel secondo di armi improprie. Per esse la legge prevede una disciplina diversa, sia per quanto riguarda il possesso che il porto. Se l’argomento è di tuo interesse e hai cinque minuti di tempo liberi, mettiti comodo e prosegui nella lettura: vedremo insieme quali sono gli strumenti di offesa secondo la legge.

Armi proprie: quali sono?

Gli strumenti di offesa per eccellenza sono quelli che prendono il nome di armi proprie; per esse si intendono quelle che sono predisposte per loro natura all’offesa di una persona: lo sono ad esempio i pugnali, le pistole, le spade, i fucili, le bombe, ecc.

Nella categoria di armi proprie rientrano sia le armi da fuoco (quelle, cioè, che si basano su di un meccanismo di tipo esplosivo: pistole, fucili, ecc.) sia le armi bianche (quelle diverse dalle prime, il cui utilizzo è legato essenzialmente all’abilità e alla forza di chi le utilizza: spade, coltelli, archi, balestre, ecc.).

Analizziamo entrambe queste tipologie di armi proprie, cioè di strumenti d’offesa per eccellenza.

Armi da fuoco: cosa sono?

Tra gli strumenti d’offesa rientrano senza ombra di dubbio le armi da fuoco; si tratta di strumenti volti ad offendere che sfruttano un particolare meccanismo basato sull’esplosione o sulla deflagrazione. Insomma, le armi da fuoco corrispondono alle classiche armi da sparo o, comunque, a tutte quelle che sfruttano un meccanismo di tipo esplosivo (pistole, bombe, fucili, ecc.).

All’interno dell’ampia categoria degli strumenti d’offesa le armi da fuoco si caratterizzano per un utilizzo ben diverso dalle armi bianche: mentre quest’ultime, come vedremo nel prossimo paragrafo, basano il loro funzionamento sulla forza e l’abilità di chi le impugna, le armi da fuoco, essendo il prodotto di una maggiore progressione tecnologica, sfruttano il risultato del loro meccanismo esplosivo.

Armi bianche: quali sono?

Per armi bianche si intendono tutti quegli strumenti atti ad offendere che possono provocare ferite per mezzo di punte (come pugnali e baionette), forme contundenti (manganelli) o lame di metallo (sciabole, spade, ecc.).

Sono armi bianche, altresì, quelle che sono in grado di scagliare oggetti come quelli appena elencati (pensa agli archi, alle balestre o alle cerbottane, cioè a tutte quelle che potrebbero definirsi armi da lancio), nonché quelle che fungono da mera difesa (come scudi e armature varie).

Insomma, nella categoria delle armi bianche rientrano tutte quelle che non possono essere definite armi da fuoco, tant’è vero che uno dei tratti che accomuna le armi bianche è quello di essere silenziose, cioè di non  provocare rumore.

La categoria delle armi bianche, da intendersi quali strumenti di offesa, è molto vasta. Ad ogni modo, possiamo così individuare i principali tipi di armi bianche:

  • armi bianche corte da mano, caratterizzate dal fatto di essere facilmente occultabili e non più lunghe dei trenta centimetri: pensa ai coltelli, ai pugnali, ecc.;
  • armi bianche lunghe da mano, come le spade, le sciabole e le katane;
  • armi bianche inastate, munite di un manico lungo almeno un paio di metri, aumentando così il raggio d’azione (pensa alle lance);
  • armi da lancio, create al fine di poter essere scagliate da una corta distanza contro l’avversario (giavellotti, ecc.);
  • armi da botta, utili a breve distanza per infliggere percosse e contundere (bastoni,  martelli,  mazze, clave);
  • armi da taglio a prescindere dalla lunghezza: vi rientrano sia le armi corte che quelle lunghe da mano viste sopra;
  • armi da punta, destinate ad offendere non di taglio ma di punta, come le lance, le picche, le baionette e gli stiletti;
  • armi da tiro, come la balestra e l’arco.

Armi improprie: quali sono?

Insieme alle armi proprie, tra gli strumenti di offesa rientrano anche le armi improprie. Quali sono? Le armi improprie sono quelle che, per loro natura, non sono destinate all’offesa della persona, pur però potendo nuocere se utilizzate in maniera pericolosa. Sono armi improprie i cacciaviti, i martelli, le asce, i trapani, le catene, i tubi di ferro, ecc.

Insomma, è arma impropria qualsiasi strumento che può essere utilizzato per offendere una persona, pur non essendo questa la sua destinazione naturale.

Seppur anche le armi improprie siano strumenti di offesa, la legge prevede una disciplina diversa in materia di loro detenzione e di porto al di fuori della propria abitazione. Prosegui nella lettura se vuoi saperne di più.

Strumenti di offesa: serve il porto d’armi?

Chiariti quali sono gli strumenti di offesa, vediamo ora cosa dice la legge a proposito della detenzione e della possibilità di trasportare con sé tali oggetti.

Secondo la legge, per detenere legalmente uno strumento d’offesa, cioè un’arma propria (bianca o da fuoco che sia), occorre un’apposita licenza.

Per tale ragione, per avere con sé uno strumento d’offesa occorre chiedere alla questura territorialmente competente il rilascio di specifica autorizzazione, sotto forma di porto d’armi oppure di semplice nulla osta all’acquisto e alla detenzione di armi:

  • con il porto d’armi si è abilitati anche al trasporto dell’arma (ma solamente per il motivo che giustifica il rilascio del porto stesso, tipo il tragitto da casa alla zona di caccia, nel caso di porto d’armi per uso venatorio);
  • con il nulla osta acquisto armi si è legittimati solamente a comprare l’arma e a portarla a casa, senza che di qui possa uscire, con validità limitata a soli trenta giorni.

Dopo l’acquisto di qualsiasi tipo di arma, entro tre giorni, occorre sempre denunciarne la detenzione alla polizia o ai carabinieri.

Una volta ottenuto il porto d’armi, è possibile detenere tutte le armi bianche che si vogliono: a differenze delle armi da fuoco, infatti, la legge non pone un limite al numero di armi bianche che si possono detenere in casa. Ciò non toglie che sussista comunque l’obbligo di denunciarle alle autorità.

Porto d’armi e nulla osta all’acquisto

Proviamo dunque a riassumere quanto detto nel paragrafo precedente, cercando di comprendere cosa si può fare con il porto d’armi e con il nulla osta:

  • licenza di porto d’armi per uso venatorio o sportivo: consente il trasporto in sicurezza dell’arma dal proprio domicilio al luogo ove l’arma deve essere utilizzata. Durante il trasporto, l’arma non può mai essere utilizzata e deve essere custodita in modo da non poter essere pronta per l’uso;
  • licenza di porto d’armi per difesa personale: consente il porto dell’arma fuori del proprio domicilio e l’utilizzo della stessa qualora dovesse essercene l’urgenza. Può essere portata anche in fondina, in modo che possa essere pronta per l’uso;
  • nulla osta all’acquisto e detenzione di armi: si può soltanto acquistare e conservare in casa un’arma, senza poterla né portare né trasportare fuori.

Reato di porto abusivo d’armi

La legge [1] dice che chiunque, senza la licenza dell’autorità, porta un’arma fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, è punito con l’arresto fino a diciotto mesi.

Si tratta del reato di porto abusivo d’armi, che scatta nel momento in cui una persona decida di girare per strada con un’arma senza che la licenza glielo consenta. È invece lecito girare con un’arma quando, ad esempio, è stato concesso il porto d’armi per difesa personale, sempre nei limiti di quanto stabilito dalla licenza stessa.

Dunque, chi porta con sé un’arma al di fuori del proprio domicilio e al di là dei limiti imposti dalla licenza, commette il reato di porto abusivo d’armi; chi detiene in casa un’arma senza alcuna autorizzazione, commette il reato di detenzione abusiva di armi.

Armi improprie: serve il porto?

Qualche paragrafo più sopra abbiamo detto che tra gli strumenti di offesa personale rientrano senz’altro anche le armi improprie, cioè quelle che, pur non essendo ideate per fare del male, possono essere facilmente utilizzate per provocare dolore (o perfino per uccidere): pensa alle catene, ai cacciaviti, ai trapani, alle seghe, ecc.

Proprio perché le armi improprie, pur essendo strumenti d’offesa, non sono vere e proprie armi, per esse non occorre alcun nulla osta o porto: chiunque può acquistare oggetti del genere, visto che la loro funzione dovrebbe essere diversa da quella di nuocere a qualcuno.

Per tale ragione il reato di porto abusivo di armi che abbiamo sopra spiegato non si estende alle armi improprie.

Tuttavia, andare in giro con un’arma impropria costituisce ugualmente reato, anche se non quello di porto abusivo di armi: secondo la giurisprudenza [2], in materia di armi improprie il porto fuori della propria abitazione non sorretto da giustificato motivo è comunque punito, ma con la diversa pena prevista dalla legge, cioè con l’arresto da un mese ad un anno [3].

Dunque, per le armi improprie non esiste alcuna licenza di porto d’armi, né di nulla osta: esse però non possono mai essere portate in giro, se non per motivi giustificati (ad esempio, per ragioni di lavoro). Possiamo dunque concludere che, a differenza delle armi proprie, delle armi improprie è vietato solo il porto, non anche la detenzione.

Strumenti di offesa liberamente acquistabili

Esistono infine degli strumenti di offesa che, pur non essendo armi improprie, sono liberamente acquistabili senza necessità di alcun nulla osta o di porto d’armi. Esistono tuttavia dei limiti al loro trasporto.

La vendita delle armi è libera quando si ritiene che lo strumento non abbia un elevato potenziale di offensività; ad esempio, sono liberamente acquistabili:

  • le armi ad aria compressa, purché non sviluppino un’energia cinetica superiore o uguale a 7,5 joule. Queste armi non possono essere portate fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa senza giustificato motivo. Inoltre, non possono mai essere portate in riunioni pubbliche;
  • lo spray urticante può essere acquistato e portato con sé fuori casa senza alcuna autorizzazione. Lo spray al peperoncino non è considerato un’arma, purché la capacità della bomboletta non sia superiore ai 20 ml;
  • il dissuasore elettrico, cioè quell’apparecchio di forma rettangolare, alimentato con batterie, in grado di emettere scariche elettriche capaci di indebolire l’aggressore. Sebbene la vendita ne sia libera, non è possibile portarlo con sé in strada.

note

[1] Art. 699 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 46197 del 2 dicembre 2003.

[3] Art. 4, terzo comma, L. n. 110 del 18 aprile 1975.

Autore immagine: Canva.com


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