Un’iniziativa contro gli sprechi nella ristorazione

14 Gennaio 2020
Un’iniziativa contro gli sprechi nella ristorazione

Siglato un protocollo d’intesa per attuare la legge antisprechi coinvolgendo i ristoratori: favorirà il recupero delle eccedenze alimentari da redistribuire a fini sociali.

La leggeantisprechi” c’è già, è la 166 è entrata in vigore il 14 settembre del 2016, ma è ancora in buona parte inattuata. Il suo scopo è quello di limitare gli sprechi alimentari, promuovendo nel contempo la redistribuzione delle eccedenze alimentari e farmaceutiche per fini di solidarietà sociale destinandoli a chi ne ha più bisogno.

Dal 2018, è stato ampliato il paniere dei beni donabili che beneficiano delle agevolazioni fiscali e delle disposizioni introdotte: oltre agli alimenti e ai farmaci, possono essere donati articoli di medicazione, i prodotti per la cura e l’igiene della persona e della casa e quelli di cartoleria e cancelleria. Estese inoltre le agevolazioni fiscali alle donazioni a favore di tutti gli enti del Terzo Settore che si iscriveranno nel Registro unico nazionale, incluse cooperative e imprese sociali.

La donazione non si considera ”cessione” ai fini fiscali e, dunque, non genera ricavi, consentendo, quindi all’impresa di dedurre tutti i costi ai fini Iva, le operazioni sono equiparate a quelle di distruzione dei beni: nessuna imposta sulle merci in uscita, mentre è riconosciuta la detrazione dell’Iva assolta a monte.

Ora, l’agenzia stampa Adnkronos ci comunica una nuova iniziativa che intende definire un percorso comune per minimizzare gli sprechi alimentari nel settore della ristorazione. E’ l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato oggi da Metro Italia, fondazione Banco Alimentare e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

In tema di lotta agli sprechi alimentari “il nostro Paese è sicuramente all’avanguardia, grazie sia agli aspetti normativi sia all’impegno che tanti soggetti della società civile da anni dedicano al recupero delle eccedenze alimentari, in particolare per fini sociali – dichiara Giovanni Bruno, presidente della fondazione Banco Alimentare Onlus – La collaborazione tra profit e non profit, secondo la nostra trentennale esperienza, è la chiave per ottenere risultati concreti”.

“Per questa ragione abbiamo accolto con grande favore la proposta di sottoscrivere un protocollo d’intesa – aggiunge Bruno – per avviare un tavolo di studio volto a individuare quali siano le buone pratiche da seguire per diminuire lo spreco nella ristorazione, arrivando a redigere così un vademecum con adeguate linee guida”.

Nella lotta allo spreco alimentare, Metro Italia annuncia la pubblicazione entro l’estate del Vademecum del ristoratore sostenibile, “un manuale – spiega Tanya Kopps, Ceo di Metro Italia – che conterrà indicazioni utili per ridurre gli scarti e informare sulle opportunità offerte dalla legge 166/2016”. Il Vademecum sarà distribuito ai professionisti dell’Horeca (Hostellerie, Restaurant, Caffè, Catering) in tutta Italia e sarà promosso attraverso iniziative di sensibilizzazione.

Dal punto di vista normativo, ricorda Maria Chiara Gadda, capogruppo di Italia Viva in Commissione Agricoltura alla Camera, “la legge ‘antispreco’ è la prima legge di economia circolare nel nostro Paese che ha coniugato la solidarietà sociale con il recupero delle eccedenze alimentari all’interno della filiera produttiva. I numeri – aggiunge la prima firmataria della legge 166/2016 – confermano, con un incremento medio del 25% delle donazioni, che la strada della semplificazione burocratica e delle agevolazioni fiscali è il modo giusto di procedere”.

La legge 166, ricorda Gadda, “offre risposte e opportunità che prima non esistevano creando una rete tra enti non profit e imprese per una gestione efficiente delle eccedenze. Lo spreco si combatte in tutte le fasi della filiera alimentare. La ristorazione ha un ruolo importante, ottimizzando i processi e donando le eccedenze per solidarietà sociale, e coinvolgendo i cittadini nella prevenzione e nelle buone pratiche come la doggy bag”.



1 Commento

  1. Sperando che l’iniziativa funzioni alla grande, almeno per il futuro, perché è almeno mezzo secolo che assisto impotente e inorridito a quanto, con i miei occhi, ho visto buttar via ai quattro punti cardinali in questi lustri: dai Mercati generali di Milano (correvano gli anni Sessanta-Settanta) alle tonnellate di agrumi vari schiacciati dalle ruspe in Meridione (per far lievitare i prezzi, sic!), dai supermercati ai ristoranti, alle proteste degli allevatori che versavano il latte per strada all’Aeroporto di Linate (come in seguito successo più recentemente anche in Francia). E intanto la gente dorme per strada e non sa come sfamarsi, arrivando a morire d’inedia su una panchina del parco o della stazione… Incredibile e imperdonabile, visto che ci vantiamo tanto di vivere nella “civilissima” Europa!!! Se ricordo bene solo fino a poco tempo fa i supermercati ERANO OBBLIGATI, a fine giornata, a buttare cibi perfettamente commestibili e veniva loro impedito per legge di regalarli, per esempio alle mense. Tutto ciò è normale? Non credo proprio! Quindi mi auguro che l’inversione di tendenza sia irreversibile.

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