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Cosa rischio se compro un cellulare rubato?

15 Gennaio 2020 | Autore:
Cosa rischio se compro un cellulare rubato?

Acquistare un oggetto frutto di un delitto costituisce reato? Ricettazione e incauto acquisto: quali differenze? Quando acquistare una cosa rubata non è reato?

Sei a passeggio per le vie della città: immerso nei tuoi pensieri, gironzoli per le strade senza una meta precisa. D’un tratto, la tua attenzione viene rapita da una bancarella su cui sono esposti alcuni smartphone di ultima generazione, perfettamente impacchettati; ciò che ti ha convinto a fermarti è il prezzo esageratamente basso a cui sono messi in vendita. Non ti sembra vero di poter acquistare l’ultimo modello del tuo telefonino preferito a così poco. Per un po’ desisti, perché pensi che ci possa essere sotto qualcosa: magari la merce è frutto di un furto. Dopo un po’, però, ti convinci a effettuare l’acquisto: tanto, se non dovesse funzionare, ci avresti rimesso poco. Ti sei mai chiesto cosa rischio se compro un cellulare rubato?

Ebbene, devi sapere che comprare un oggetto rubato può farti incorrere in un reato molto grave, perfino più grave del furto da cui proviene la cosa che hai acquistato. Se sei allettato dai prezzi molto bassi che vedi nei mercatini o sulle bancarelle per strade, cerca di resistere alla tentazione perché c’è il serio rischio di poter incorrere nel reato di ricettazione. Di cosa si tratta? Quando rischio la ricettazione se compro un cellulare rubato? Prosegui nella lettura se vuoi conoscere le risposte a queste domande.

Acquistare smartphone rubato: perché è reato?

Perché acquistare uno smartphone rubato dovrebbe essere reato? D’altronde, il furto non è stato commesso dall’acquirente, bensì dal venditore oppure da una terza persona ancora. Secondo la legge, comprare una cosa rubata è reato perché impedisce alla giustizia di ricollegare l’oggetto all’autore del delitto. Mi spiego meglio.

Chi compra un oggetto che è il provento di un delitto (non solo di un furto, ma anche di una rapina, ecc.) si intromette nel percorso della giustizia, ovverosia nell’attività d’indagine che consentirebbe all’autorità inquirente di risalire, dall’oggetto, all’autore del delitto. Facciamo un esempio.

Tizio compie un furto in abitazione, portando via con sé alcuni gioielli molto preziosi. Non sapendo cosa fare della refurtiva, incarica Caio di vendere i gioielli al mercato nero, così da poter ricavare dei soldi e di sbarazzarsi del bottino nel caso in cui la polizia dovesse perquisirgli casa.

Il caso appena esemplificato rende bene l’idea di perché la legge punisce anche il semplice acquisto di oggetti rubati: fino a che il frutto del delitto resta nelle mani dell’autore del crimine, per gli inquirenti è più semplice risalire all’identità di chi ha commesso il fatto. Al contrario, nel momento in cui ci si sbarazza del bottino, sarà difficile poter identificare chi ha commesso in origine il fatto.

Comprare cellulare rubato: quali reati?

Chi compra un cellulare rubato rischia di incorrere in uno dei seguenti reati: ricettazione o incauto acquisto. Ovviamente, solamente uno di essi potrà configurarsi, non entrambi contemporaneamente.

Per comprendere quale reato commette chi compra un cellulare rubato, devo necessariamente spiegarti cosa siano i reati di ricettazione e di incauto acquisto.

Acquisto cellulare rubato: quand’è ricettazione?

Vediamo quando l’acquisto di un cellulare rubato costituisce ricettazione.

Secondo il codice penale [1], commette ricettazione chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque si intromette nel farle acquistare, ricevere od occultare. La pena prevista è la reclusione da due ad otto anni e con la multa da 516 a 10329 euro.

Perché si integri la ricettazione occorre una decisa consapevolezza circa la provenienza delittuosa della cosa acquistata o ricevuta; non occorre, invece, sapere da quale preciso reato provenga (furto, rapina, truffa, ecc.).

Affinché l’acquisto di un cellulare rubato costituisca ricettazione occorre la consapevolezza di chi effettua la compera, ovvero che l’acquirente, nonostante il ragionevole dubbio circa la provenienza del bene, abbia comunque accettato il rischio di commettere il reato (cosiddetto dolo eventuale).

Altro elemento fondamentale affinché si realizzi la ricettazione è che un precedente delitto sia stato commesso: la legge, infatti, descrive la ricettazione come la condotta di chi acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un delitto già commesso in precedenza.

Il delitto commesso prima della ricettazione viene definito reato presupposto, in quanto si tratta di un elemento fondamentale affinché si possa avere ricettazione. Nel caso dell’acquisto di un cellulare rubato, il reato presupposto sarà rappresentato dal furto del telefonino. Facciamo un esempio.

Mevio ruba un tablet, un cellulare e un pc; decide poi di rivenderli a poco prezzo. Sempronio, interessato al tablet di ultima generazione, lo acquista a un prezzo modico. Di conseguenza, avremo che: Mevio risponderà solamente del reato di furto in abitazione (reato presupposto); Sempronio risponderà solamente del reato di ricettazione.

Comprare cellulare rubato: quand’è incauto acquisto?

Spiegata la ricettazione, vediamo ora quando comprare un cellulare rubato integra il diverso (e più lieve) reato di incauto acquisto (o meglio, del reato di acquisto di cose di sospetta provenienza).

Secondo la legge [2], è punito colui che, senza averne prima accertata la legittima provenienza, acquista o riceve a qualsiasi titolo cose, che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per la entità del prezzo, si abbia motivo di sospettare che provengano da reato. La pena è l’arresto fino a sei mesi o l’ammenda non inferiore a dieci euro

La differenza con la ricettazione sta nel fatto che non occorre la consapevolezza piena (o quasi, cioè il dubbio fondato) di acquistare un bene provento di un delitto per commettere il reato, ma è sufficiente che la compera avvenga in condizioni che oggettivamente avrebbero dovuto destare sospetto, utilizzando come modello di riferimento una persona di media avvedutezza.

Dunque, mentre per la ricettazione occorre un dolo pieno oppure eventuale (l’accettazione del rischio, il quale presuppone che l’acquirente si sia comunque posto il dubbio circa l’illecita provenienza), per il reato di incauto acquisto non occorre tale elemento soggettivo (o psicologico): è sufficiente che fosse evidente la provenienza sospetta del bene affinché si integri il reato, a prescindere dalla coscienza che ne ha avuto l’acquirente.

Comprare cellulare rubato: quando non è reato?

Comprare un cellulare rubato non è sempre reato: se non ricorrono le condizioni che abbiamo sopra illustrato per la ricettazione o per l’incauto acquisto, allora l’acquirente non dovrà temere nessuna incriminazione, anche se si dovesse scoprire che l’oggetto comprato è il provento di un delitto.

Ad esempio, è da escludere la ricettazione o l’incauto acquisto quando la compravendita si è conclusa a un prezzo oggettivamente plausibile, che non avrebbe destato sospetti: pensa, ad esempio, allo smartphone di ultima generazione che ha un prezzo di listino di 900 euro e viene comprato per 800 euro.

Secondo la giurisprudenza [3], non sussiste la ricettazione quando vi siano alcuni elementi che facciano pensare alla volontà assolutamente trasparente dell’acquirente di comperare un bene in piena legalità, elementi che possono essere costituiti anche dal canale di acquisto e dalle modalità di pagamento.

Dunque, acquistare online mediante pagamenti tracciabili può essere indice dell’assoluta buona fede dell’acquirente, il quale non ha nessun sospetto che l’oggetto sia stato rubato ma, semplicemente (e ingenuamente), crede che si tratti di un affare.

Sempre secondo la giurisprudenza [4], la ricettazione può essere esclusa se l’acquirente riesce a fornire una spiegazione attendibile delle modalità con cui ha ricevuto l’oggetto e del fatto che, in tale circostanza, non potesse sospettare che si trattasse di merce rubata.

Più difficile, invece, è sfuggire al rischio di comprare un cellulare rubato e di incorrere nel reato di incauto acquisto: e infatti, mentre per la ricettazione occorre la consapevolezza o quantomeno il dubbio che si tratti di merce provento di un delitto per far scattare il reato, l’incauto acquisto prescinde da tale coscienza. Mi spiego meglio.

Ai fini della configurabilità del reato di incauto acquisto non è necessario che l’acquirente abbia effettivamente nutrito dubbi sulla provenienza della merce: è sufficiente che l’acquisto sia avvenuto in condizioni che oggettivamente avrebbero dovuto destare sospetto.

Dunque, possiamo dire che, colui che acquista un cellulare rubato che si presenta in perfette condizioni a un prezzo solamente di poco inferiore al normale prezzo di mercato, può non incorrere in alcun reato; al contrario, chi acquista uno smartphone di ultima generazione a un prezzo stracciato, anche se era in perfetta buona fede e non sospettava di nulla, risponderà del reato di incauto acquisto, in quanto la compera è avvenuta a condizioni oggettivamente sospette (prezzo bassissimo).


note

[1] Art. 648 cod. pen.

[2] Art. 712 cod. pen.

[3] Cass. sent. n. 41448 del 16.08.2018.

[4] Cass. sent. n. 47129/2014.

Autore immagine: Canva.com


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