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Forza Italia perde un pezzo in favore della Lega

14 Gennaio 2020
Forza Italia perde un pezzo in favore della Lega

Il senatore Giro passa alla Lega e spiega i motivi dell’addio. Probabile il suo approdo alla Lega; Berlusconi cerca di ricucire lo strappo.

Il senatore Francesco Giro, storico esponente romano di Forza Italia, dice addio al partito di Silvio Berlusconi ed è in procinto di passare alla Lega di Matteo Salvini. Ci riporta la notizia l’agenzia stampa Adnkronos che ha raccolto le dichiarazioni a caldo del protagonista e le prime reazioni degli interessati.

Innanzitutto, c’è un retroscena: proprio nel giorno in cui annuncia il suo addio a Forza Italia, il senatore Francesco Giro sente Silvio Berlusconi. Raccontano all’Adnkronos che la telefonata ci sia stata all’ora di pranzo. Il Cavaliere avrebbe chiesto all’ex sottosegretario ai Beni culturali i motivi del suo disagio politico nel partito. Nel corso della telefonata, avrebbero concordato di vedersi presto a Roma.

Forza Italia resta nel mio cuore, devo tutto a Bernini e Tajani”, ma ”non credo di dover restare più nel partito e nel gruppo del Senato, che stimo e apprezzo. Ora, il mio interlocutore principale è la Lega per fare cose concrete per Roma e il Lazio. Del resto, sono sempre stato considerato un leghista azzurro… Nulla è deciso, potrei andare al Misto, ma in Fi non resto”, soprattutto dopo gli ”inaccettabili attacchi da parte di Bestetti, attuale responsabile dei giovani di Fi”.

L’ex sottosegretario ai Beni culturali confida all’Adnkronos che “in molti proviamo disagio dentro Fi. E’ un disagio che coinvolge non solo i palazzi, ma i territori. E’ un po’ ovunque, lo sanno bene anche i nostri dirigenti, non vivono mica su Marte…”. L’insofferenza arriva da lontano: ”Questo disagio esiste e ognuno vive e lo interpreta come crede. Ormai è esplicito, non è più sottaciuto, né censurato. Non si può dire che dentro Fi non si discuta. Purtroppo, si discute troppo sulla stampa e non nei luoghi più appropriati e collegiali di partito…”.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, Giro la chiama il ”casus belli”, è stato “l’attacco incomprensibile e irresponsabile di Bestetti, attuale responsabile giovanile di Fi, uno dei più stretti collaboratori di Berlusconi”. ”Questo Bestetti -denuncia- mi ha detto nell’ordine: ‘ti cacciamo a pedate‘; ‘cambia mestiere’; ‘cambia pusher’; ‘sarai senatore ancora per poco’. Di fronte a simili attacchi -spiega- ho tratto le conseguenze logiche e inevitabili di fare un passo indietro“.

“Dopo la sgradevole vicenda di Bestetti -racconta Giro- non ho avuto nessuna smentita, nessuna manifestazione pubblica di solidarietà, né la pretendo, ma ormai è tardi e mi sento libero di prendere le decisioni che credo, ovvero di andare a dare un contributo laddove vengo apprezzato, anche per la mia storia e impegno nel Lazio”. ”Attualmente -ribadisce il senatore forzista- l’interlocutore principale è la Lega, ma, lo ripeto, nulla è deciso. C’è anche la possibilità che vada al gruppo Misto ma non credo di dover restare più in Forza Italia”.

L’ex sottosegretario rifiuta l’etichetta di traditore in cerca di poltrone: ”Non ho chiesto posti in lista, non chiedo candidature di primo livello al Comune o in Regione. Chiedo solo di poter lavorare e creare un sistema di relazioni politiche all’interno di Roma”. Con l’addio di Giro Forza Italia perde un incarico importante, quello di segretario di presidenza nell’Aula del Senato, ed inoltre, in caso di suo trasloco alla Lega, il partito del Cavaliere non sarebbe più il secondo gruppo al Senato per consistenza numerica (passarebbe da 61 a 60), sancendo così il ‘sorpasso’ del Carroccio.


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