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Che differenza c’è tra Polizia e Carabinieri?

15 Gennaio 2020 | Autore:
Che differenza c’è tra Polizia e Carabinieri?

Di che cosa si occupano i diversi comparti delle forze dell’ordine? Chi chiamare in caso di emergenza?

Agli occhi del comune cittadino, potrebbero sembrare più o meno la stessa cosa. Cambia il nome, cambia la divisa, ma non il loro compito. In realtà, non è proprio così. Che differenza c’è tra Polizia e Carabinieri? Ad entrambi unisce il fatto di appartenere alle forze dell’ordine con compiti di pubblica sicurezza. Sono, a tutti gli effetti, delle forze di Polizia. Ma, a differenza delle altre, quella dei Carabinieri è un’Arma che appartiene alle forze armate e che, pertanto, dipende dal ministero della Difesa. La Polizia, invece, è una struttura civile che dipende direttamente dal ministero dell’Interno.

Anche il termine «Polizia», a ben vedere, può risultare fin troppo generico. Bisogna distinguere, infatti, tra Polizia di Stato, Polizia penitenziaria, Polizia giudiziaria, ecc. C’è, infine, la Polizia municipale (quelli che una volta erano noti come Vigili urbani) che dipende dai singoli Comuni. Non guasta, dunque, capire che differenza c’è tra Polizia e Carabinieri, ma anche tra le varie forze di Polizia, per sapere quali sono i compiti di ciascuno, come sono organizzati ed in base a che cosa bisogna chiamare l’una o gli altri in caso di necessità.

Carabinieri: di cosa si occupano?

L’Arma dei Carabinieri è nata con la legge reale del 13 luglio 1814, con cui il re Vittorio Emanuele I di Savoia, al suo rientro a Torino dall’esilio di Cagliari, il corpo del Carabinieri Reali come unità militare con compito di polizia.

Fino al 2000, l’Arma faceva parte dell’Esercito italiano. Oggi, invece, pur restando una forza armata, ha una struttura autonoma che le consente – tra le altre cose – di partecipare alle missioni militari all’estero non più con la sola funzione di polizia militare. I Carabinieri, comunque, restano alle dirette dipendenze del ministero della Difesa, nonostante appartengano di fatto alle forze di polizia.

Nel 2017, l’Arma ha assorbito il Corpo Forestale dello Stato, ad esclusione di quelli appartenenti alle cinque Regioni a statuto speciale. È nato, così, il Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare che dipende dal ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

Nella loro veste militare, i Carabinieri hanno come compiti:

  • quelli esclusivi di polizia militare e di sicurezza a favore di tutte le forze armate;
  • operazioni all’estero per il ripristino della pace e della sicurezza internazionale;
  • sicurezza delle rappresentanze diplomatiche italiane all’estero.

Nella loro veste, invece, di forza di polizia, dipende dal ministero dell’Interno per quanto riguarda la pubblica sicurezza, il controllo del territorio, l’ordine pubblico, gli interessi della collettività.

Carabinieri: la struttura interna

L’organigramma dei Carabinieri prevede quattro ruoli, ovvero:

  • appuntati e carabinieri;
  • sovrintendenti;
  • ispettori;
  • ufficiali.

Ciascuna di queste gerarchie è suddivisa in altre. Ad esempio, tra appuntati e carabinieri troviamo:

  • carabiniere;
  • carabiniere scelto;
  • appuntato;
  • appuntato scelto.

Tra i sovrintendenti:

  • vice brigadiere;
  • brigadiere;
  • brigadiere capo.

Tra gli ispettori:

  • maresciallo;
  • maresciallo ordinario;
  • maresciallo capo;
  • maresciallo aiutante – sostituto ufficiale di pubblica sicurezza.

Infine, tra gli ufficiali:

  • sottotenente;
  • tenente;
  • capitano;
  • maggiore;
  • tenente colonnello;
  • colonnello;
  • generale di brigata;
  • generale di divisione;
  • generale di corpo d’armata.

Quest’ultimo, vale a dire il generale di corpo d’armata, può ricoprire la carica di Comandante generale dei Carabinieri, di Capo di stato maggiore o di sottocapo di stato maggiore. Quest’ultima, però, può essere affidata anche ad un generale di divisione.

Per approfondire, leggi il nostro articolo su come fare per entrare nei Carabinieri.

Polizia: di che cosa si occupa?

In Italia esistono, oltre all’Arma dei Carabinieri, altre forze di polizia nazionale controllate dal Governo, ovvero:

  • la Polizia di Stato, che dipende dal ministero dell’Interno con ordinamento civile;
  • la Polizia Penitenziaria, che lavora nelle case circondariali e dipende dal ministero della Giustizia e dal 1990 non ha più un ordinamento militare;
  • la Guardia di Finanza, che si occupa di reati valutari, finanziari e tributali e dipende dal ministero dell’Economia e delle Finanze con ordinamento militare. Così come i Carabinieri, può avere compiti di polizia giudiziaria, di pubblica sicurezza, di polizia doganale e di polizia tributaria;
  • la Guardia Costiera, che dipende dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con ordinamento militare all’interno della Marina militare. Può avere anche compiti di polizia giudiziaria, ambientale e tecnico-amministrativa marittima.

Polizia di Stato: la struttura interna

La struttura interna della Polizia di Stato è molto articolata. A cominciare dal lavoro in questura, cioè nell’ufficio territoriale di Polizia che c’è in tutti i capoluoghi di provincia. Il questore, figura a capo di questo ufficio, è l’autorità provinciale di pubblica sicurezza.

All’interno della questura lavorano due Divisioni e cinque uffici, ovvero:

  • la polizia anticrimine, in cui rientra la Squadra Mobile;
  • la polizia amministrativa e sociale.
  • l’ufficio di gabinetto;
  • l’ufficio del personale;
  • la Digos;
  • l’ufficio amministrativo-contabile;
  • l’ufficio sanitario.

E poi ci sono i commissariati, ovvero degli uffici distaccati dalla questura presenti in alcuni quartieri delle città più grandi.

Polizia di Stato: il lavoro su strada

Ti sarà capitato frequentemente di incrociare per strada qualche coppia di poliziotti a piedi o in auto (le famose «pantere»). Si tratta delle pattuglie che controllano personalmente le vie ed i quartieri delle città, le stazioni, porti ed aeroporti. Le volanti appartengono all’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico delle questure e controllano il territorio in auto. In alcuni quartieri è possibile vedere in azione anche la Polizia a cavallo ed il reparto prevenzione crimine, che interviene quando c’è la segnalazione di un cittadino.

Fuori dagli uffici, però, c’è anche il lavoro di altri agenti, ovvero:

  • la Polizia stradale, incaricata del controllo della sicurezza sulle strade;
  • la Polizia di frontiera, addetta a porti ed aeroporti sia per quanto riguarda i viaggiatori sia nell’ambito delle merci che ogni giorno transitano da e per l’Italia;
  • la Polizia ferroviaria, che controlla le stazioni e che provvede alle scorte sui treni quando necessaria.

Polizia di Stato: il lavoro investigativo

Della Polizia di Stato fanno parte anche:

  • la Squadra mobile, che dipende della Direzione centrale anticrimine. Svolge attività di indagine sia di propria iniziativa sia su mandato dell’autorità giudiziaria;
  • l’operatore antidroga, che si occupa della lotta al narcotraffico;
  • la Digos, ovvero Divisione investigazioni generali di operazioni speciali. Garantisce la sicurezza e l’ordine pubblico nell’ambito di manifestazioni pubbliche sportive o di piazza (cortei, partite, concerti, ecc.);
  • la Polizia giudiziaria presso le procure della Repubblica, che si occupa di indagare senza limiti di materia su ciò che l’autorità giudiziaria dispone;
  • la Polizia scientifica, che interviene quando è necessaria una particolare competenza nell’ambito delle scienze biologiche, chimiche, fisiche o dattiloscopiche;
  • la Polizia postale, che fa parte della Scientifica e che si occupa della lotta al crimine informatico in tutte le sue declinazioni;
  • i tiratori e gli artificieri, ovvero agenti altamente specializzati impegnati in operazioni ad alto rischio accanto al Nocs, cioè il Nucleo operativo centrale di sicurezza.

Vale la pena, infine, citare le altre risorse destinate ad attività che richiedono agenti specializzati in determinate materie, ovvero:

  • sommozzatori;
  • cinofili;
  • squadre nautiche;
  • polizia di montagna;
  • reparto volo;
  • sicurezza delle sedi istituzionali;
  • ispettorato del Vaticano, che si occupa della sicurezza degli edifici della Santa Sede e del servizio di scorta del Papa.

Per approfondire, leggi il nostro articolo su come fare per entrare in Polizia.

Polizia municipale: di cosa si occupa?

Tra le forze di polizia non dobbiamo dimenticare il lavoro della Polizia municipale o locale, cioè quella che una volta veniva chiamata – e tuttora è così per molti cittadini – Vigili urbani. Dipende direttamente dal Comune di appartenenza.

Sbaglia (e di grosso) chi ritiene che la Polizia municipale si dedichi soltanto a fare delle multe per divieto di sosta. L’ambito operativo di questi agenti si è allargato parecchio negli ultimi anni. Per citare alcune delle loro attività, possiamo segnalare le indagini e le operazioni su:

  • reati in materia di stupefacenti, contro il patrimonio e contro le persone;
  • tutela dei minori;
  • reati contro la Pubblica Amministrazione e contro l’ambiente;
  • lotta al commercio abusivo;
  • pubblica sicurezza;
  • antiterrorismo;
  • tutela del patrimonio pubblico.

C’è, poi, l’attività di istituto di polizia stradale attraverso cui garantiscono la sicurezza sulle strade ed il rispetto del Codice.

Insieme ad altre forze dell’ordine, infine, interviene in molti servizi di ordine pubblico diretti dall’autorità di pubblica sicurezza: manifestazioni, partite, concerti o altri eventi particolari.

Polizia o Carabinieri: chi bisogna chiamare?

Una volta, quando ci si trovava in una situazione di emergenza, poteva sorgere il dubbio amletiano: bisogna chiamare la Polizia o i Carabinieri? Oggi, questo problema è pressoché risolto con la creazione del numero unico di emergenza. Si tratta del 112, al quale non rispondono più solo i Carabinieri ma un operatore che smista la telefonata a seconda dell’urgenza da risolvere: 113 per la Polizia, 115 per i Vigili del fuoco o 118 per un’ambulanza.

In pratica, si tratta di una centrale unica di risposta che decide chi deve intervenire tra i vari servizi di emergenza. È collegata al centro elaborazione dati del ministero dell’Interno e, pertanto, è in grado di geolocalizzare la telefonata di richiesta di aiuto, che si tratti di una chiamata fatta con il cellulare o con un telefono fisso.


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