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Bonus Renzi: scatta l’aumento

14 Gennaio 2020
Bonus Renzi: scatta l’aumento

Migliora l’importo del Bonus Renzi: dagli 80 euro attuali potrebbe raggiungere i 100 euro. È uno degli scenari su cui sta lavorando il Mef per realizzare il taglio del cuneo fiscale.

L’importo del Bonus Renzi potrebbe presto salire dagli 80 euro attuali e raggiungere i 100 euro. Si tratta di 20 euro mensili in più in busta paga, 240 euro in un anno, aggiuntivi rispetto a quanto già percepiscono ora i lavoratori con redditi compresi tra i 15mila ed i 26mila euro annui.

È una delle simulazioni in corso di studio al ministero dell’Economia e Finanze per ridurre le tasse in busta paga attraverso i tagli del cuneo fiscale. La nostra agenzia stampa Adnkronos ha appreso ora che nei lavori in corso da parte dei tecnici del Mef sta prendendo quota questa possibilità, che dovrà essere sottoposta al vaglio politico della maggioranza di governo. Tecnicamente, lo scenario in atto prevede la trasformazione degli 80 euro in detrazione: in questo modo ci sarebbe un vantaggio di circa 20 euro in più.

Le simulazioni sulla “sforbiciata” al cuneo fiscale saranno poste al vaglio della maggioranza già nel probabile prossimo incontro tra il ministro dell’Economia, il piddino Roberto Gualtieri e il vice ministro pentastellato Laura Castelli per un’intesa tra le forze di governo prima che vengano sottoposti alle parti sociali.

Intanto, per venerdì prossimo 17 gennaio, è stato programmato a palazzo Chigi l’incontro tra il governo e i sindacati confederali Cgil Cisl e Uil, proprio per discutere preliminarmente con le parti sociali come articolare il taglio del cuneo fiscale inserito nella Legge di Bilancio 2020 che dovrà scattare da luglio.

Attraverso questo programma si dovrebbe realizzare un aumento di 500 euro sulle buste paga nel secondo semestre dell’anno e il bonus potrebbe favorire anche i lavoratori esclusi dalla percezione del Bonus Renzi, innalzando la soglia per comprendere la fascia di redditi tra i 26mila ed i 35mila euro di redditi annui lordi e probabilmente anche oltre questo tetto fissato, grazie ad un meccanismo di decalage che operando sulle detrazioni in maniera “a scalare” eviterebbe il gradino improvviso tra chi percepisce un reddito appena al di sotto del limite e chi invece lo supera di poco; in questo modo potrebbero rientrare nell’agevolazione i redditi fino a 37mila euro.

Sul fronte della maggioranza, Italia Viva accoglie favorevolmente l’intervento sul cuneo fiscale, ma guarda già ad una più ampia riforma Irpef. “L’idea, che sembrava prevalere, di estendere il bonus 80 euro anche a chi guadagna dai 26.600 ai 35.000 euro (e magari trasformarlo in detrazione per la maggior parte dei beneficiari) ci sembra un buon punto di partenza”, afferma il deputato Iv Luigi Marattin interpellato sul tema.

“Anche perché – sottolinea Marattin – quando Renzi era segretario Pd gli 80 euro per qualcuno erano una ‘mancetta‘. Ora invece devono essere allargati anche ad altri. Quindi accogliamo con favore questo cambio di prospettiva. Ma noi siamo più che altro interessati alla complessiva riforma Irpef del 2021″.

Si tratta di un nuovo dossier sul quale il Mef sta già lavorando. Nelle prossime mosse del Governo l’obiettivo è quello di arrivare “ad aprile con una legge delega sulla riforma fiscale ispirata a 4 principi – spiega il ministro dell’Economia Gualtieri – semplificazione e razionalizzazione del sistema fiscale a partire dalle detrazioni, alleggerimento del carico per i redditi bassi e medi, concorso alla semplificazione del sostegno alla famiglia e contributo alla transizione ambientale”.


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