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A chi va il garage in caso di separazione?

14 Gennaio 2020
A chi va il garage in caso di separazione?

Il garage, la soffitta, la cantina e le altre pertinenze dell’appartamento sono comprese nell’assegnazione casa all’ex moglie?

In sede di separazione, la tua ex moglie ti ha fatto causa per ottenere l’assegno di mantenimento e l’assegnazione della casa coniugale. Con lei, infatti, andranno a stare molto probabilmente i vostri figli. In attesa che il giudice decida, ti ha chiesto pertanto di fare le valige e di liberare anche il garage. Su quest’ultimo aspetto, però, non sei d’accordo: il box auto non è funzionale al diritto di abitazione che viene rivendicato, né costituisce elemento essenziale per il godimento dell’immobile. Insomma, non hai alcuna intenzione di lasciare libero anche questo spazio che, peraltro, hai comprato in un momento successivo rispetto all’appartamento.

Cosa prevede la legge? A chi va il garage in caso di separazione? Lo stesso discorso si può fare anche con le altre pertinenze; per cui, ad esempio, a chi va la soffitta in caso di separazione?

La questione è stata decisa in diverse occasioni dalla giurisprudenza, anche se i precedenti non sono numerosi. 

Più di recente, la Cassazione [1] è ritornata sull’argomento, spiegando se, in caso di assegnazione della casa all’ex moglie, è compreso il garage o meno. Cerchiamo, dunque, di fare il punto della situazione.  

Quando assegnazione casa all’ex coniuge?

Il giudice può decidere di assegnare la casa di proprietà di un coniuge all’altro solo se con quest’ultimo vanno a vivere i figli, anche se non minorenni. Scopo del provvedimento è, infatti, garantire alla prole di restare nello stesso habitat domestico e non subire ulteriori traumi – come un trasferimento – oltre alla rottura del nucleo familiare. 

Quindi, in una coppia senza figli, il giudice non può decidere sulla casa che resta al suo proprietario o, se in comunione, andrà divisa tra i coniugi. Se la divisione in natura non dovesse essere possibile, bisognerà mettere in vendita il bene e dividere il ricavato, sempre che uno dei due non si offra disponibile ad acquistare la quota dell’altro pari al 50%.

Con l’assegnazione della casa sono comprese le pertinenze?

Quando il giudice decide sull’assegnazione della casa, di solito, si pronuncia anche sulle relative pertinenze come garage, soffitta o cantina. Nella sentenza di separazione e divorzio, dunque, dovrebbe essere contenuta la specificazione sulla sorte di tali immobili. 

Ma sulla base di quali regole deve decidere il tribunale? Secondo la più recente Cassazione, quando c’è un vincolo di pertinenza e di strumentalità tra l’abitazione e la pertinenza, in assenza di specificazioni contenute nel provvedimento giudiziale, quest’ultima deve essere ricompresa nell’assegnazione della casa. Del resto – sostengono i giudici supremi [2] – ai fini della sussistenza del vincolo pertinenziale tra bene principale e bene accessorio sono necessari due presupposti: 

  • l’appartenenza di entrambi i beni allo stesso proprietario;
  • la contiguità, anche solo di servizio, tra i due beni, ai fini del quale il bene accessorio deve arrecare una utilità al bene principale e non al proprietario di esso.

Ne discende che l’assegnazione della casa coniugale deve estendersi anche al box auto, quale pertinenza dell’abitazione principale, sempre che questo sia oggettivamente al servizio dell’appartamento, essendo situato sullo stesso palazzo, ed entrambi gli immobili appartengano ad un solo coniuge.

Dello stesso parere è anche la gran parte della giurisprudenza di primo e secondo grado. Ad esempio, un precedente del tribunale di Modena [3] afferma che, in assenza di espressa indicazione da parte del giudice, l’assegnazione della casa familiare disposta dal presidente del tribunale va intesa come effettuata per l’intero immobile, il quale comprende, se non espressamente esclusa, ogni sorta di pertinenza collegata direttamente o funzionalmente all’abitazione stessa, ivi compreso quindi anche il garage.

Il precedente contrario

Esiste una sentenza del tribunale di Palermo [4] di senso inverso, secondo cui il box auto non va al coniuge divorziato al quale viene assegnata la casa coniugale. Questo perché non rientra nell’«ambiente domestico» che, nel tempo, sia divenuto per i figli centro di affetti, interessi e consuetudini di vita. Ne abbiamo già parlato nell’articolo All’ex moglie spetta il garage oltre alla casa?

note

[1] Cass. ord. n. 510/2020.

[2] Cass. sent. n. 2104/2009. Così anche Cass. sent. n. 15367/2015.

[3] Trib. Modena, sent. n. 4868/2014.

[4] Trib. Palermo, sent. n. 1433/2017.

In assenza di espressa indicazione di eccedenza di parte dell’abitazione coniugale, e di espressa assegnazione parziale, l’assegnazione della casa familiare disposta dal presidente del tribunale va intesa come effettuata per l’intero immobile, il quale comprende, se non espressamente esclusa, ogni sorta di pertinenza collegata direttamente o funzionalmente all’abitazione stessa (ad es., garage, solaio, taverna, lavanderia, ripostiglio, cantina, ecc.). (Nel caso di specie, il marito innalzava una parete divisoria in alcuni locali al pian terreno dell’abitazione coniugale assegnata alla moglie in sede di separazione personale, asserendo che l’assegnazione stessa riguardasse esclusivamente l’abitazione posta al piano superiore. Poiché il provvedimento di assegnazione non distingueva tra i diversi livelli dell’abitazione, né prendeva in considerazione locali specifici, e quindi non escludendo alcun locale, in applicazione del principio di cui in massima, il tribunale ha accolto il successivo ricorso cautelare della moglie).

Tribunale Modena sez. II, 16/05/2014, n. 4868

Poiché per casa familiare deve intendersi quella che ha costituito il centro di aggregazione e di unificazione della famiglia durante la convivenza, essa comprende, oltre l’appartamento, anche tutti gli elementi che individuano lo standard di vita familiare oggettivato in quella organizzazione di beni, e quindi anche i beni mobili, gli arredi, gli elettrodomestici, e tutti i servizi, ivi compresa l’autorimessa, con l’ovvia eccezione dei beni strettamente personali o che soddisfino esigenze peculiari del coniuge privato del godimento dell’abitazione; ne consegue che l’assegnazione della casa familiare stabilita con la separazione comprende anche il garage, dal momento che questo risponde a specifiche esigenze del coniuge assegnatario e dei figli ad esso affidati.

Pretura Firenze, 14/07/1984

Ai fini della sussistenza del vincolo pertinenziale tra bene principale e bene accessorio è necessaria la presenza del requisito soggettivo dell’appartenenza di entrambi al medesimo soggetto, nonché del requisito oggettivo della contiguità, anche solo di servizio, tra i due beni, ai fini del quale il bene accessorio deve arrecare una utilità al bene principale e non al proprietario di esso; ne discende che l’assegnazione della casa coniugale deve intendersi estensibile al box, quale pertinenza della cosa principale, qualora questo sia oggettivamente al servizio dell’appartamento, essendo situato sullo stesso palazzo, ed entrambi gli immobili appartengano ad un solo coniuge.

Cassazione civile sez. I, 13/11/2009, n. 24104


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