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Bibbiano: chiuse le indagini

14 Gennaio 2020
Bibbiano: chiuse le indagini

Avvisi di conclusione indagini notificati a 26 indagati nell’inchiesta Angeli e Demoni, tra cui il sindaco di Bibbiano. Ora, 20 giorni per le difese.

Si sono concluse ieri le attività di indagine nell’ambito dell’inchiestaAngeli e Demoni‘, sul presunto sistema di affidi illeciti: è stato notificato stamattina un avviso di conclusione indagini a tutti i 26 indagati e loro difensori da parte del Nucleo Investigativo Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia. Come fa sapere una nota del procuratore di Reggio Emilia Marco Mescolini “è stata stralciata la posizione di quattro indagati, per uno dei quali è già stata avanzata ed accolta la richiesta di archiviazione”.

“Sono stati contestati tutti i capi di imputazione, numerosi dei quali ulteriormente integrati nella descrizione del fatto, in relazione ai quali il gip aveva emesso la misura cautelare del 27 giugno 2019″, ricorda il procuratore, insieme “a quelli per i quali, anche successivamente a tale data, è stata emessa in tre occasioni misura interdittiva”.

“Il titolare dell’indagine ha, al momento, prestato consenso alla richiesta di patteggiamento avanzata da uno degli indagati per cui è fissata udienza davanti al gip il 27 gennaio 2020″, osserva il procuratore aggiungendo che “risultano al momento ancora sottoposti a misura cautelare (non custodiale e/o interdittiva) tre indagati”.

“Rispetto ai 102 capi di imputazione inizialmente contestati, si è proceduto all’avviso di conclusione indagini in ordine a 108 capi di imputazione, a vario titolo contestati agli indagati in ordine ai reati di cui agli articoli 314/2° comma c.p. (peculato d’uso), 323 c.p. (abuso d’ufficio), 336 c.p. (violenza o minaccia a un pubblico ufficiale), 373 c.p. (falsa perizia anche attraverso l’altrui inganno ex art. 48 c.p.), 374 c.p. (frode processuale), 375 c.p. (depistaggio o frode in processo penale), 379 bis c.p. (rivelazione di segreti inerenti a un procedimento penale), 479 c.p.(falso ideologico in atto pubblico anche attraverso l’altrui inganno ex art. 48 c.p.), 572 c.p. (maltrattamenti in famiglia), 582-583 c.p. (lesioni dolose gravissime), 610 c.p. (violenza privata), 56-629 c.p. (tentata estorsione), 640 bis c.p. (truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche)”.

Il sindaco di Bibbiano e delegato dell’Unione Comuni Val d’Enza alla specifica materia delle Politiche Sociali, Andrea Carletti, tra i destinatari dell’avviso di chiusura delle indagini nell’ambito dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’, era “pienamente consapevole della totale illiceità del sistema” e “dell’assenza di qualunque forma di procedura ad evidenza pubblica volta all’affidamento del servizio pubblico di psicoterapia a soggetti privati”. Lo sottolinea la procura di Reggio Emilia nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari che vede Carletti indagato per abuso di ufficio e falsità ideologica.

In tal modo, secondo l’accusa, Carletticontribuiva, sfruttando la propria qualifica, nell’accreditare e quindi rendere possibile lo stabile insediamento di tre terapeuti privati della Onlus Hansel e Gretel all’interno dei locali della struttura pubblica della Cura, della cui istituzione si era personalmente occupato e assunto la paternità in diverse occasioni pubbliche, al fine dello svolgimento, a titolo oneroso ed in assenza di qualunque titolo, della attività di piscoterapia con minori in carico ai servizi sociali”.

Anche lo psicoterapeuta Claudio Foti compare tra i destinatari dell’avviso della Procura, con le accuse di aver alterato “lo stato psicologico ed emotivo della minore”, sottoponendola “a sedute serrate, attraverso modalità suggestive e suggerenti, con la voluta formulazione di domande sul tema dell’abuso sessuale e ingenerando in tal modo in capo alla minore il convincimento di essere stata abusata sessualmente dal padre e dal socio” e “in tal modo radicando nella minore un netto rifiuto nell’incontrare il padre il quale veniva dichiarato decaduto dalla potestà genitoriale”.

“Si apre ora una fase in contraddittorio con gli indagati e loro difensori che potranno esercitare i diritti previsti dall’articolo 415 bis cpp nel termine di 20 giorni”, conclude il procuratore aggiungendo che “terminata questa fase il titolare dell’indagine, valutati gli eventuali elementi nuovi, deciderà la propria posizione in relazione alla richiesta di rinvio a giudizio“.


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