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Beneficio di inventario: pro e contro

14 Gennaio 2020
Beneficio di inventario: pro e contro

Accettazione eredità piena di debiti: i vantaggi e gli svantaggi dell’accettazione con beneficio di inventario.

A nessuno piace pagare i propri debiti; a maggior ragione se si tratta di quelli di un’altra persona, fosse anche il genitore o un fratello. Per chi non vuol rischiare di ricevere in eredità un valore inferiore di quanto sia tenuto a pagare ad eventuali creditori del defunto, il Codice civile ha previsto l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario. Si tratta di un meccanismo che consente di tenere distinto il patrimonio personale dell’erede (ad esempio, la sua casa, lo stipendio, il conto corrente) da quello ereditato, in modo che gli eventuali creditori del compianto possano aggredire solo quest’ultimo e non il primo.

Detta così può sembrare che l’accettazione con beneficio di inventario (o anche detta “accettazione beneficiata”) possa comportare solo vantaggi. Perché mai allora, nel dubbio, rischiare e non attuarla? 

Cerchiamo di comprendere con maggiore precisione quali sono pro e contro del beneficio di inventario. 

Beneficio di inventario: cosa comporta?

In generale, l’erede non rileva solo l’attivo del defunto, ma anche il passivo. In base, infatti, alla quota di eredità che gli è pervenuta, deve farsi carico delle obbligazioni non ancora estinte dal de cuius. Se non adempie a tali debiti, i creditori del defunto possono pignorare i suoi beni personali.

Tramite l’accettazione con beneficio di inventario si ha una sorta di separazione tra il patrimonio personale dell’erede – quello cioè di cui questi era titolare prima dell’accettazione dell’eredità – e quello che gli è pervenuto a seguito della successione, che prima era di titolarità del defunto. In virtù di questa separazione, i creditori del de cuius potranno pignorare solo i beni ereditati, pur sempre nei limiti del valore della quota spettante all’erede in questione. 

Muore Giuseppe che lascia eredi i suoi due figli, Luigi e Francesco. Giuseppe lascia a Luigi un garage del valore di 30mila euro e a Francesco un terreno del valore di 40mila euro. In più, lascia un debito di 100mila euro. Luigi accetta l’eredità con beneficio di inventario. Già prima di questo momento, Luigi era proprietario di una casa del valore di 200mila euro. Tutto ciò che Luigi rischia nel momento in cui diventa erede è il pignoramento del garage da parte del creditore, nei limiti di 15mila euro, pari cioè al 50% del debito complessivo, visto che egli è erede al 50% col fratello. Francesco, invece, che ha accettato l’eredità senza beneficio di inventario rischia che i creditori possano pignorare i suoi beni personali per un valore massimo di 50mila euro (pari cioè all’altro 50% del debito).

Con l’accettazione con beneficio di inventario, quindi, l’erede risponde dei debiti del defunto solo con i beni ereditari e comunque non oltre il valore dei beni suddetti. 

Pertanto, i creditori possono pignorare solo i beni ereditari fino alla concorrenza del loro valore e non anche i beni facenti parte del patrimonio personale dell‘erede (ad esempio, la casa, il conto corrente, la pensione, lo stipendio, ecc.).

I creditori dell’eredità hanno preferenza sul patrimonio ereditario rispetto ai creditori personali dell’erede (quelli cioè per debiti da quest’ultimo contratti e non derivanti dalla successione). I creditori personali dell’erede, pertanto, potranno soddisfarsi sui beni dell’eredità solo dopo la liquidazione dei creditori del defunto.

Vantaggi dell’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario

Da quanto appena visto, i vantaggi dell’accettazione con beneficio di inventario sono palesi:

  • l’erede conserva nei confronti dell’eredità tutti i diritti che aveva verso il defunto (ad eccezione di quelli estinti per effetto della morte);
  • l’erede non perde l’eventuale pensione di reversibilità (in quanto si tratta di un diritto che si riceve non per via ereditaria ma personale);
  • l’erede non rischia un pignoramento della propria casa e degli altri beni di cui era proprietario prima dell’accettazione. Difatti, egli risponde dei debiti ereditari solo e unicamente con i beni ereditari. Ciò fornisce un doppio limite: quantitativo e qualitativo. Quantitativo, poiché l’erede non risponderà dei debiti ereditari se non fino a concorrenza di quanto ricevuto; qualitativo in quanto l’erede dovrà pagare i debiti ereditari fino a detta concorrenza esclusivamente con i beni ereditati.

Svantaggi dell’accettazione con beneficio di inventario

Per poter accettare l’eredità con beneficio di inventario sono necessari una serie di adempimenti e il rispetto dei termini che, se violati, fanno scattare la responsabilità dell’erede con tutto il suo patrimonio personale. Egli cioè si considera erede puro e semplice. 

Ecco tutti gli oneri che ricadono sull’erede beneficiato:

  • obbligo di comunicare l’accettazione con beneficio di inventario entro massimo 10 anni. Una volta fatta la dichiarazione, l’erede deve predisporre l’inventario nel termine di 3 mesi dalla dichiarazione, salvo la proroga accordata dal giudice; in mancanza, è considerato erede puro e semplice. Se l’erede ha fatto l’inventario non preceduto da dichiarazione d’accettazione, questa deve essere fatta nei 40 giorni successivi al compimento dell’inventario; in mancanza, il chiamato perde il diritto di accettare l’eredità;
  • se però l’erede è nel possesso dei beni del defunto (si pensi a un convivente), i termini si restringono: egli deve, entro 3 mesi, fare l’inventario dei beni con il cancelliere del tribunale; chiuso l’inventario, il chiamato ha poi 40 giorni per accettare o meno l’eredità. 
  • la dichiarazione di accettazione con beneficio di eredità deve essere inserita nel registro delle successioni presso la cancelleria del tribunale del luogo di apertura della successione. Se la dichiarazione è ricevuta dal notaio, questi, nell’interesse della parte, deve richiedere alla cancelleria competente l’inserzione, depositando copia autentica dell’atto; 
  • la dichiarazione di accettazione con beneficio di eredità deve essere trascritta presso i registri immobiliari del luogo dell’aperta di successione ad opera del cancelliere. Tale trascrizione deve essere effettuata anche se nell’eredità non vi sono immobili;
  • nell’amministrazione dei beni ereditati l’erede beneficiato risponde solo per colpa grave. In tal caso, egli è tenuto a risarcire il danno subito dai creditori, utilizzando il proprio patrimonio;
  • se i creditori o altri aventi interesse lo richiedono, l’erede deve prestare un’idonea garanzia per il valore dei beni mobili compresi nell’inventario, per i frutti degli immobili e per il prezzo dei medesimi che residui dopo il pagamento dei creditori ipotecari;
  • l’erede deve farsi autorizzare dal tribunale quando intende trasferire oppure sottoporre a ipoteca i beni ereditari;
  • l’erede con beneficio di inventario deve rendere il conto della propria gestione ai creditori e ai legatari, entro il termine pattuito o assegnato dal giudice. Se è in mora, dovrà pagare i creditori coi propri beni. 

L’erede beneficiato può decidere di pagare i creditori man mano che questi si presentano oppure dando il via a una liquidazione concorsuale, con pagamento secondo quote uguali (salvo quelli con privilegio). L’erede utilizza questo secondo tipo di pagamento quando lo ritiene più opportuno o se i creditori e i liquidatori si sono opposti al pagamento in forma semplice, facendogli pervenire una notifica entro 30 giorni dal momento in cui ha pubblicizzato la sua accettazione beneficiata. Quindi, un altro svantaggio dell’accettazione con beneficio di inventario è dover provvedere a tale pagamento secondo quote con tutti gli oneri che ciò può implicare (ad es. pubblicazione dell’avviso ai creditori di far pervenire le dichiarazioni di credito, graduazione dei creditori, pagamenti). 

In ultima alternativa, l’erede beneficiato può decidere di pagare i creditori rilasciando loro i beni ereditati. L’erede che sceglie questa forma di pagamento abbandona l’amministrazione dei beni ereditari, pur rimanendone titolare. Per poter procedere al rilascio, devono ricorrere le seguenti condizioni:

  • è trascorso meno di 1 mese dalla scadenza del termine stabilito per presentare le dichiarazioni di credito;
  • non sono già stati compiuti uno o più atti di liquidazione da parte dell’erede;
  • il rilascio è fatto a favore di tutti i creditori e legatari;
  • il rilascio riguarda tutti i beni ereditari.

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