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Posso andare a trovare un amico in hotel?

15 Gennaio 2020
Posso andare a trovare un amico in hotel?

Si può far salire nella camera di albergo un ospite senza aver pagato anche per questi? L’hotel può chiedere i documenti di chiunque? Dove vanno a finire i dati?

Un amico è venuto nella tua città e, non sapendo dove andare a dormire, ha preso una camera di hotel. Ti ha chiesto di andarlo a trovare ma, prima di entrare nell’albergo, ti chiedi se la reception sia tenuta a farti passare o possa impedirtelo. La tua visita, peraltro, deve restare anonima e non vorresti che l’addetto alla ricezione della clientela ti chieda i documenti o, peggio ancora, possa “schedarli”. 

Ti chiedi insomma: posso andare a trovare un amico in hotel? Cosa prevede la legge? 

Come tu ti stai ponendo questo quesito, allo stesso modo, probabilmente, chi ti attende si starà domandando: posso far salire nella mia camera un’amica che non alloggia in hotel?

Cerchiamo di fare il punto della situazione.

L’hotel ha l’obbligo di schedare i clienti?

Avrai notato che, al momento del cosiddetto check-in, l’addetto alla reception dell’hotel ti chiede puntualmente un documento di identità. Avrai altresì notato che non è sufficiente fornire solo il documento di chi “conclude il contratto” (ossia colui che ha prenotato la camera e che poi pagherà il conto), ma bisogna fare lo stesso anche con le altre persone al seguito di questi, che usufruiranno, pertanto, del servizio. Così, ad esempio, in una matrimoniale, entrambi i soggetti che soggiorneranno nella struttura dovranno dare la propria carta d’identità o, in alternativa, la patente o il passaporto. 

L’obbligo di identificare gli ospiti non è solo una questione di organizzazione interna dell’hotel, ma anche di pubblica sicurezza, imposta dalla legge. Difatti, l’attuale normativa stabilisce che tutti i gestori di alberghi, hotel, pensioni, bed & breakfast, agriturismi, affittacamere e altre strutture ricettive hanno il dovere di comunicare alla questura, per via telematica, le generalità dei propri clienti. Tali dati vengono trasmessi entro massimo 24 ore successive al check-in. 

L’obbligo di comunicare i dati alla Questura scatta sempre, anche per soggiorni di poche ore. Anzi, in tale ipotesi, la trasmissione dei dati con le generalità dei clienti va trasmessa immediatamente (non c’è più il termine di 24 ore).

Il gestore della struttura che violi tale normativa incorre in sanzioni penali e una denuncia alla Procura della Repubblica, con arresto fino a 3 mesi o un’ammenda fino a 206 euro. 

Il cliente, però, può stare al sicuro: i suoi dati non saranno forniti a terzi se non ci sono ragioni di pubblica sicurezza. Quindi, nessun privato potrà sapere se Tizio ha dormito in un hotel, cosa che peraltro violerebbe la privacy e che esporrebbe la struttura a una richiesta di risarcimento del danno.

L’hotel ha l’obbligo di schedare gli ospiti?

Lo stesso obbligo scatta anche per gli ospiti dei clienti. L’addetto alla reception, quindi, deve chiedere i documenti di chiunque salga nelle camere per trovare una persona che lì dorme. E ciò vale anche se si tratta di una permanenza di pochi minuti. Diversamente, anche in questo caso, la struttura può subire delle conseguenze penali.

Il cliente che ha concluso il contratto non può, quindi, supplire a tale richiesta “garantendo” in prima persona per il proprio ospite.

Che succede se non ho un documento d’identità?

Se il cliente o l’ospite non è munito di documenti, l’addetto alla reception non può né concludere il contratto, né consentire di salire nell’alloggio. Per legge, infatti, i gestori di attività ricettive hanno l’obbligo di fornire i servizi di alloggio esclusivamente a persone munite di un documento d’identità. È obbligatorio anche per le strutture extra-alberghiere e vale anche per i minorenni. 

Posso andare a trovare un amico in hotel?

In linea teorica, nulla vieta che un amico o un’amica salga nella camera di hotel anche se non vi alloggia, solo per andare a trovare un’altra persona. Naturalmente, ciò resta subordinato a due condizioni:

  • lasciare i propri documenti al receptionist che, in caso contrario, non dovrà far salire l’ospite nella camera, nonostante il cliente abbia regolarmente sottoscritto il contratto e pagato magari anche per l’amico/a;
  • rispettare il contratto previsto con l’albergatore. Ad esempio, chi ha prenotato una camera singola non potrà dormire con un’altra persona – anche se il letto è uno solo – se non c’è il consenso della società titolare della struttura. In quel caso, quindi, al momento del check-out, potrà essere richiesta la maggiorazione per l’ospite con adeguamento della tariffa da “singola” a “doppia”. 

In ogni caso, al di là della normativa che impone l’obbligo di schedatura di clienti e loro ospiti, la struttura può riservarsi il diritto di non far salire nelle camere alcun soggetto esterno che non sia un cliente. 



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