Greta lancia un nuovo allarme sul clima

15 Gennaio 2020
Greta lancia un nuovo allarme sul clima

L’attivista svedese chiede lo stop immediato ai combustibili fossili per evitare l’aggravarsi dell’emergenza climatica. 

In vista del World Economic Forum che si terrà a Davos dal 21 al 24 gennaio, la giovane attivista Greta Thunberg lancia un nuovo allarme sulla situazione climatica mondiale e oggi, in una lettera aperta pubblicata dal quotidiano britannico Guardian, riportata dall’agenzia stampa Adnkronos, afferma: “In caso di emergenza bisogna uscire dalla zona di comfort e prendere decisioni che potrebbero non essere molto comode o piacevoli”. Greta chiede, in particolare, lo stop globale e immediato ai sussidi e agli investimenti su combustibili fossili.

Anche Klaus Schwab, fondatore e attuale direttore esecutivo del World Economic Forum, che ha invitato la giovane attivista svedese per il secondo anno consecutivo al summit, ha acceso i riflettori sulla questione climatica, ricordando che il mondo sta affrontando uno “stato di emergenza“.

“Non vogliamo raggiungere il punto di non ritorno sui cambiamenti climatici – ha dichiarato Schwab – Non vogliamo che le generazioni future ereditino un mondo sempre più ostile e sempre meno abitabile, basti pensare agli incendi in Australia“.

Il vertice di Davos si concentrerà anche su altri problemi urgenti, secondo gli organizzatori, tra cui il rallentamento della crescita economica globale, guerre commerciali, tensioni geopolitiche in Asia orientale e punti caldi del Medio Oriente.

Intanto, il Global Risk Report 2020, il nuovo rapporto sui rischi globali che viene pubblicato ogni anno prima del World Economic Forum, stila la classifica dei primi cinque pericoli più temuti nel mondo e per la prima volta nella storia quello ambientale batte quello che riguarda le armi di distruzione di massa.

Ad occupare la top five di quest’anno sono infatti: eventi meteorologici estremi, fallimento nel mitigare e adattarsi ai cambiamenti climatici, grandi catastrofi naturali (terremoti, tsunami, eruzioni vulcaniche, tempeste geomagnetiche), grave perdita di biodiversità e collasso dell’ecosistema, danni ambientali e disastri causati dall’uomo.

Il rapporto si basa su un’indagine ad opera di oltre 750 tra esperti e decisori politici da tutto il mondo, a cui è stato chiesto di classificare le loro maggiori preoccupazioni in termini di probabilità e impatto.



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