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Bene prestato non restituito: cosa fare

15 Gennaio 2020
Bene prestato non restituito: cosa fare

Come ottenere la restituzione di un oggetto dato in prestito con un comodato gratuito ma verbale?

Hai dato in prestito a un tuo amico un oggetto che possedevi da diverso tempo. Anche se di scarso valore, è per te importante e non hai la possibilità di ricomprarlo. Così, dopo qualche settimana, glielo hai chiesto indietro. Lui, però, nonostante le promesse verbali, non ha alcuna intenzione di restituirtelo. Te lo dimostra il fatto che ha smesso di rispondere ai tuoi messaggi e alle telefonate. Sospetti che lo abbia rotto o che, peggio, lo abbia venduto a un’altra persona. Cosa puoi fare? Puoi denunciarlo o dargli comunque dei problemi legali? Insomma, in caso di bene prestato non restituito, cosa fare? 

La legge, come ben puoi immaginare, prevede delle tutele per chi presta un oggetto e non riesce a ottenerlo indietro. Chiaramente, però, bisogna svolgere alcune attività preliminari e non sempre il gioco potrebbe valere la candela. Come sempre succede quando c’è in mezzo un tribunale, infatti, bisogna avvalersi di un avvocato e, a meno che tu non abbia le condizioni per usufruire del gratuito patrocinio, dovrai pagarlo. Quindi, prima di conferirgli l’incarico, esigi il preventivo scritto, in modo da non avere sorprese dell’ultimo minuto e magari spendere più di quanto valga ciò che vuoi recuperare.

Ma procediamo con ordine e vediamo meglio cosa fare per riottenere un bene prestato ma non restituito.

Dopo quanto tempo va restituito un oggetto prestato? 

Prestare un oggetto a un’altra persona, anche se verbalmente e senza alcuna formalità, configura sempre la stipula di un contratto, quello di comodato. Il comodato, infatti, non deve essere necessariamente scritto. Basta la consegna del bene.

La restituzione dell’oggetto deve avvenire nel termine concordato (verbalmente o per iscritto). 

Luca chiede in prestito a Marco il suo cellulare per il weekend. Il lunedì successivo andrà a ritirare il suo che è in riparazione. Marco acconsente. Luca è tenuto a restituire l’oggetto preso in prestito alla data di scadenza, ossia entro lunedì.

Dunque, se il contratto di comodato prevede un termine di scadenza (comodato non precario), il comodatario è tenuto a restituire la cosa concessagli in comodato alla scadenza di tale termine.

Non è sempre detto che le parti concordino una data per la restituzione dell’oggetto dato in prestito, come spesso succede tra amici o parenti. In tali ipotesi, a partire da quale momento è possibile esigere il proprio bene? 

Tutto dipende dal modo in cui si è atteggiato l’accordo. Difatti, se le parti hanno concordato una specifica finalità per cui il prestito è avvenuto, bisogna attendere che tale scopo si sia realizzato. 

Marina chiede all’amica Ginevra un computer portatile per partecipare alla selezione di gara come miglior giornalista che si terrà in una determinata data presso la sede di un giornale. Ginevra acconsente, ma dopo poche ore ci ripensa e chiede la restituzione del computer. Marina può opporsi alla richiesta dell’amica, anche se per il prestito non ha pagato nulla. Difatti, il comodante (Ginevra) deve rispettare il contratto verbale ormai concluso con il comodatario (Marina).

Se, dunque, il comodato non prevede una data di scadenza (cosiddetto “comodato precario”), la restituzione deve avvenire solo dopo che il comodatario se n’è servito secondo lo scopo concordato in anticipo dalle parti. In questo secondo caso, però, il comodante può sempre richiedere l’immediata restituzione se sopraggiunge una urgente necessità di riottenere la disponibilità del bene prima della scadenza o prima che il comodatario abbia cessato di servirsene. La portata del bisogno non deve essere grave, ma concreta e seria. 

Se, invece, dall’accordo iniziale stretto tra le parti non risulta né una data di scadenza, né una specifica finalità, l’oggetto va restituito a semplice richiesta del proprietario.

Si può denunciare chi non restituisce un oggetto prestato?

Vediamo ora cosa succede se il comodatario non restituisce l’oggetto prestato. 

Le azioni che il comodante può intraprendere sono di due tipi, una penale e l’altra civile. Le analizzeremo qui di seguito.

Ti sarai innanzitutto chiesto se si può denunciare chi non restituisce un bene prestato. La risposta è affermativa, ma attenzione: non basta che sia semplicemente scaduto il termine del contratto di comodato. Il possesso del comodatario si deve trasformare da lecito – perché legittimato dal contratto (scritto o verbale) stipulato tra le parti – in illecito, configurando così il reato di appropriazione indebita. L’appropriazione indebita si configura quando una persona, contro il volere del legittimo titolare, si appropria di un bene di quest’ultimo (anche denaro) di cui abbia già il possesso, per trarne un ingiusto profitto. La punizione è la reclusione fino a 3 anni e la multa fino a 1.032 euro.

Nel reato di appropriazione indebita, dunque, si è già in possesso della cosa: non occorre sottrarla, ma solamente prolungare il possesso contro la volontà del legittimo proprietario. Se, quindi, quest’ultimo intende denunciare il comodatario, devono ricorrere due condizioni:

  1. il comodatario non deve più vantare alcun diritto sul bene, il che significa che il contratto deve essere scaduto e l’oggetto restituito secondo le regole dette sopra;
  2. il comodante deve manifestare inequivocabilmente la propria volontà di riottenere l’oggetto, il che implica l’invio di una diffida scritta (con raccomandata a.r.) con cui si chiede la restituzione del bene.  

Non si può, quindi, denunciare il comodatario che non restituisce l’oggetto se non sussistono entrambe le predette condizioni. 

La lettera di diffida, con la richiesta di restituzione, può essere inviata tanto dal proprietario quanto dal suo avvocato.

Si può citare in tribunale chi non restituisce un oggetto prestato?

La seconda tutela – alternativa alla prima – che può essere azionata dal proprietario dell’oggetto non restituito è quella apprestata dal tribunale civile. A tal fine:

  • se si è in possesso di una prova scritta del prestito (ad esempio, un contratto di comodato, una dichiarazione del comodatario con cui riconosce l’altrui proprietà dell’oggetto e accetta di restituire lo stesso entro un termine prestabilito), si può ottenere un decreto ingiuntivo, senza dover attendere i tempi biblici (e i costi esosi) di un regolare giudizio;
  • in assenza di una prova scritta, bisogna agire con un normale giudizio, nel corso del quale bisogna, tuttavia, dimostrare la proprietà del bene e l’impossessamento del comodatario. Prove queste che possono essere fornite anche con testimoni. 

Chiaramente, la prima via, quella cioè del decreto ingiuntivo, è quella più facile ed economica. Ma non sempre le parti firmano un documento prima di dare in prestito un oggetto. Questo non toglie che il proprietario possa, in qualsiasi momento, sollecitare il comodatario a rilasciargli una dichiarazione scritta in cui si impegna a ridare il bene entro una determinata data. 

note

Autore immagine https://it.depositphotos.com


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