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Posso bloccare un assegno?

16 Gennaio 2020 | Autore:
Posso bloccare un assegno?

Quando è possibile revocare l’ordine impartito alla banca per pagare un debito. Che succede in caso di furto o di smarrimento.

Hai ordinato una merce ad un fornitore e gli hai già consegnato l’assegno per l’importo che gli spetta. La merce, però, non è arrivata come promesso. Oppure ti sei accorto di aver perso o che ti è stato rubato il blocchetto. Ti chiedi: posso bloccare un assegno? È possibile annullare l’ordine dato o chiedere alla banca di non pagare il titolo di credito a chiunque si presenti allo sportello?

L’operazione non è così semplice. Non sempre, anzi quasi mai, è possibile bloccare un assegno. A meno che non si diano le circostanze che ti racconteremo tra poco. Bene che vada, se hai compilato l’assegno correttamente, deve trascorrere un determinato tempo senza che il beneficiario lo abbia incassato affinché tu possa annullare il tutto e la banca non lo paghi più.

Più facile – purché si rispetti una certa procedura – bloccare un assegno perché il libretto è stato smarrito o rubato. In questo caso, però, occorrerà presentare regolare denuncia alle forze dell’ordine dando tutti i dettagli dell’episodio. E stando attento a non barare: dire che hai perso il blocchetto per non pagare una commessa, cioè denunciare il falso, può costarti molto caro.

Se ancora ti stai chiedendo «posso bloccare un assegno?» troverai la risposta di seguito.

Bloccare un assegno regolare

Quindi, hai consegnato un assegno ad un fornitore, ma la merce che avevi chiesto non ti è arrivata. Oppure ci hai ripensato in un secondo momento e vuoi bloccare l’assegno perché la merce era deteriorata oppure il prezzo ti è sembrato troppo alto. Si può fare?

In linea di massima, no. Quando hai compilato regolarmente un assegno e l’hai consegnato al beneficiario, la banca non può rifiutarsi di pagarlo alla persona che si presenta allo sportello. Dirai che, tutto sommato, un assegno è un ordine che tu hai dato al tuo istituto di credito chiedendo di versare al creditore la somma indicata e che, quindi, così come hai dato quell’ordine puoi disdirlo. Ma non è così: per revocare un assegno ci vuole una condizione di tempo.

Bisogna precisare che l’articolo 35 della legge sugli assegni stabilisce quanto segue: «L’ordine di non pagare la somma dell’assegno bancario ha effetto dopo spirato il tempo di presentazione. In mancanza di tale ordine, il trattario (la banca) può pagare anche dopo spirato il termine».

In pratica, puoi bloccare un assegno regolarmente compilato se il titolo di credito non è stato incassato entro un determinato termine, ovvero:

  • 7 giorni per gli assegni in piazza, ovvero emesso nello stesso Comune in cui si trova la banca che ha emesso il libretto;
  • 15 giorni per gli assegni fuori piazza, cioè emesso in un Comune diverso da quello in cui si trova la banca che ha emesso il blocchetto;
  • 20 giorni per gli assegni emessi in Europa o in un Paese litoraneo del Mediterraneo;
  • 60 giorni per gli assegni emessi in un altro continente.

Questo significa che se chi ha ricevuto da te l’assegno si presenta entro quel termine allo sportello pretendendo di essere pagato, la banca non può dire di no. Anche perché se l’impiegato si rifiuta di versare quanto richiesto, dovrà risponderne davanti alla persona che detiene l’assegno. Se mancano i soldi sul tuo conto per soddisfare la richiesta del beneficiario, questi può protestare l’assegno.

Bloccare un assegno fuori termine

Che succede, però, se il creditore si presenta in banca oltre i termini sopra indicati per incassare l’assegno? Le probabilità sono due: che tu abbia revocato l’ordine dopo la scadenza o che tu non l’abbia fatto.

Nel primo caso, cioè se trascorsi i 7 o i 15 giorni (a seconda se l’assegno è in piazza o fuori piazza), non si presenta nessuno ad incassare ed hai revocato il titolo, la banca deve rifiutare il pagamento. Se l’istituto lo fa, cioè se disattende la tua revoca e versa al beneficiario la somma indicata sull’assegno, dovrà risponderne nei tuoi confronti e riconoscerti il risarcimento.

Nel secondo caso, cioè se il termine per incassare l’assegno è scaduto senza che il titolo sia stato riscosso ma tu non hai revocato l’ordine, il beneficiario può presentarsi allo sportello per prendersi i soldi e la banca sarà tenuta a darglieli.

Bloccare un assegno: cosa può fare il creditore?

Immagina di essere tu il beneficiario dell’assegno e di non averlo incassato entro i termini fissati dalla legge perché non hai avuto modo di farlo. Forse perché sei dovuto partire per lavoro ed hai lasciato l’assegno in cassaforte convinto di rientrare prima. La persona che l’ha emesso ha fatto la revoca del titolo e la banca dice – giustamente, come abbiamo visto prima – che non te lo può pagare. Insomma, ti sei trovato l’assegno bloccato. Puoi fare qualcosa?

In teoria, sì. Perché quello che hai in mano è un documento scritto che dimostra il credito a tuo favore, anche se tecnicamente non hai potuto riscuoterlo. A questo punto:

  • entro 6 mesi dalla data di emissione dell’assegno puoi notificare l’atto di precetto ed avviare il pignoramento;
  • dopo 6 mesi dalla data di emissione dell’assegno puoi chiedere un decreto ingiuntivo al giudice e poi avviare il pignoramento.

Bloccare un assegno per furto o smarrimento

L’altra eventualità è che tu abbia perso o ti abbiano rubato il blocchetto degli assegni. Per evitare brutte sorprese, cioè che qualcuno possa contraffare gli assegni ed incassarli entro i termini di legge, prima di bloccare un assegno devi presentare una denuncia alle forze dell’ordine (Polizia o Carabinieri) ed inviarla alla tua banca. Va da sé che nella denuncia devi indicare il luogo ed il momento in cui pensi di aver perso il libretto o in cui presumi ti sia stato rubato.

Ma, come dicevamo all’inizio, attenzione a non barare. Non manca il furbetto di turno che, per non pagare un debito, si presenta in caserma o in questura a denunciare il furto del blocchetto degli assegni in modo da tentare di bloccare ogni pagamento. Questo vuol dire, senza giri di parole, denunciare il falso. Comportamento, ovviamente, vietato dalla legge. Se cedi a questa tentazione, rischi una querela per calunnia.

Perché calunnia? Semplice. Nel momento in cui il legittimo possessore del tuo assegno si presenta in banca a riscuoterlo, il funzionario che ha la tua denuncia in mano può pensare che quella persona sia un ricettatore, cioè sia colei che ti ha rubato gli assegni e che stia tentando di incassarne uno. In questo modo, metti il creditore in una brutta situazione: dovrà difendersi in un processo penale per qualcosa che non ha fatto. Nel caso in cui riuscissi a dimostrare la propria innocenza e venisse assolto, potrebbe denunciarti per calunnia. E allora saranno guai soltanto per te.



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