Scontrino elettronico: ecco quali sono i nodi irrisolti

15 Gennaio 2020
Scontrino elettronico: ecco quali sono i nodi irrisolti

Le perplessità del Consiglio nazionale dei commercialisti sull’obbligo scattato dal primo gennaio di inviare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi agli scontrini elettronici.

L’obbligo del cosiddetto scontrino elettronico è entrato in vigore il 1° gennaio. Secondo il Consiglio nazionale dei commercialisti ci sono ”ancora tanti nodi irrisolti”.

Si tratta di ”un’operazione su vasta scala che coinvolge anche i soggetti di più modeste dimensioni, come i minimi e i forfetari, ma che ancora oggi stenta a decollare, essendo ancora in molti gli operatori che hanno avuto difficoltà nell’implementazione dei nuovi registratori di cassa telematici o degli altri strumenti necessari per il nuovo adempimento”, affermano i consiglieri nazionali dei commercialisti delegati alla fiscalità, Gilberto Gelosa e Maurizio Postal, come riporta una nota stampa dell’Adnkronos.

Difficoltà oggettive, tant’è che -ricordano i commercialisti- è stato lo stesso legislatore a prevedere, nei primi sei mesi di vigenza dell’obbligo, la cosiddetta moratoria sulle sanzioni, ossia l’inapplicabilità delle sanzioni in caso di trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fermi restando i termini di liquidazione periodica dell’imposta”.

Secondo il Consiglio, infatti, l’obbligo scattato dal primo gennaio di inviare all’Agenzia delle entrate i dati relativi agli scontrini elettronici, riguardante tutti i commercianti al minuto, ovvero coloro che svolgono attività per le quali era obbligatorio emettere scontrini e ricevute fiscali, ”è lungi dall’essere un elemento di semplificazione”.

”Fino al prossimo mese di giugno – affermano Gelosa e Postal – chi non ha ancora attivato i registratori telematici potrà continuare a utilizzare i registratori di cassa già in uso ovvero le ricevute fiscali, a condizione che trasmetta i dati dei corrispettivi giornalieri entro il mese successivo. Ma anche per chi ha già attivato i registratori telematici restano alcuni nodi che saranno sciolti solo nei prossimi mesi, come la gestione dei corrispettivi non riscossi, dei ticket restaurant e dei corrispettivi delle imprese multiattività”.

”Una volta risolte le criticità ancora oggi in campo – affermano i due consiglieri nazionali – un aspetto resterà tuttavia ineliminabile: la necessità di gestire con competenza e professionalità i flussi di dati più o meno automaticamente inviati all’Agenzia delle entrate, così come, solo per fare qualche esempio, di tener conto del ciclo passivo, di dar conto nella contabilità delle innumerevoli norme che limitano la detrazione dell’imposta sotto il profilo sia oggettivo che soggettivo, nonché delle peculiarità dei diversi regimi speciali di applicazione del tributo”.

Per quanto riguarda la fiscalità diretta, Gelosa e Postal ricordano ”la necessità di far confluire in contabilità i fatti di gestione non rilevanti ai fini Iva, come gli ammortamenti o i costi del personale, e tener conto anche qui della notevole complessità della disciplina, peraltro in continua evoluzione”. ”Il
tutto – aggiungono – grazie al fondamentale apporto dei Commercialisti, quali unici professionisti dotati di qualificate e comprovate competenze tecniche in materia di Fisco e contabilità, senza i quali sarebbe impossibile garantire all’intera e variegata platea dei contribuenti il corretto adempimento dei propri obblighi in tali campi”.

Si tratta, affermano Gelosa e Postal ”di un dato di fatto incontrovertibile, per cui si resta davvero stupiti nell’ascoltare il messaggio recentemente diffuso dall’Agenzia delle entrate nello spot televisivo sui corrispettivi telematici, in cui si afferma, in modo estremamente semplicistico e certamente fuorviante per i contribuenti, che ”dal 2020 la gestione della contabilità diventa automatica con il registratore di cassa telematico”.

I commercialisti ricordano che, invece, resta ”la necessità di rilevare correttamente non solo i dati trasmessi all’Agenzia ma anche quelli non oggetto di trasmissione, nonché dell’evidente complessità che, ancora oggi, caratterizza la gestione contabile e fiscale delle attività economiche, anche di più piccole dimensioni”. Saranno i fatti, concludono Gelosa e Postal, ”a ristabilire la verità: con il registratore telematico la ”gestione della contabilità” non potrà essere automatica, ma sarà opportuno, come prima, affidarla a professionisti qualificati, esperti e competenti, quali i commercialisti”.



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