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Quale operatore telefonico preferiscono gli italiani?

15 Gennaio 2020
Quale operatore telefonico preferiscono gli italiani?

I nuovi dati Agcom: schede sim in aumento nella rete mobile, boom delle M2m. In calo le linee fisse. I dati di vendita per ogni operatore.

L’Agcom, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha pubblicato oggi i dati dell’osservatorio, diffusi dall’agenzia stampa Adnkronos, che riguardano i comparti di telefonia fissa e mobile e rivelano le preferenze degli italiani attribuite ai vari operatori presenti sul mercato.

Il primo dato in evidenza è che aumentano le schede telefoniche sim nella rete mobile, dove su base annua si registra una crescita complessiva di 0,5 milioni di unità: ciò è dovuto, da una parte, alla rapida crescita delle sim M2M (machine to machine, le sim per il trasporto di dati) che aumentano di +3,3 milioni di unità, dall’altra alla riduzione di quelle ”solo voce” e ”voce+dati” (-2,7 milioni di unità).

Tim si conferma market leader con il 30,0% della quota sul totale, seguita da Vodafone (28,8%) e Wind Tre (28,1%) mentre il nuovo entrante Iliad rappresenta il 4,4% del mercato. Tuttavia, se si considerano unicamente le sim ”human” (escludendo quindi le M2M), il nuovo operatore raggiunge il 5,6%, mentre Wind Tre, nonostante una quota in calo di 2,5 punti percentuali su base annua, rimane il principale operatore con il 30,7%.

Prosegue a ritmi sostenuti la crescita della larga banda mobile: nel terzo trimestre del 2019 poco meno del 70% delle linee ”human” ha effettuato traffico dati, con un consumo medio unitario di dati stimabile in 6,3 GB/mese in crescita di oltre il 60% rispetto a settembre 2018.

A fine settembre invece gli accessi complessivi della rete fissa si riducono di circa 190 mila unità rispetto al trimestre precedente, con una contrazione di 780mila unità rispetto a settembre 2018. I dati evidenziano anche profondi mutamenti nella composizione delle tecnologie utilizzate per la fornitura del servizio. Nel settembre del 2015 oltre il 90% degli accessi alla rete fissa era in rame, mentre dopo quattro anni questi sono scesi a meno della metà (con una flessione di 8,69 milioni di linee).

In compenso al calo di numero di linee, però, c’è stato un notevole aumento delle prestazioni di velocità di connessione: le linee con velocità inferiore ai 10 Mbit/s in quattro anni sono passate infatti dal 69,3% (settembre 2015) al 21% del totale delle linee broadband e ultrabroadband, mentre, nello stesso arco di tempo, il peso delle connessioni con velocità pari o maggiore di 30 Mbit/s è cresciuto passando dal 6,6 al 53,1% del totale delle linee broadband e ultrabroadband. Il quadro competitivo nel segmento degli accessi broadband e ultrabroadband vede Tim quale maggiore operatore con il 43,3%, seguito da Vodafone con il 16,3%, e da Fastweb e Wind Tre con quote comprese tra il 14 ed il 15%.


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