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Posso usare il bancomat di mia madre?

15 Gennaio 2020
Posso usare il bancomat di mia madre?

Rischi e problemi di chi usa il bancomat altrui: l’intestazione fittizia del conto corrente e l’uso senza autorizzazione.

Se anche sai che il bancomat è una tessera personale, utilizzabile solo da chi possiede il conto corrente cui esso è associato, avrai però notato che nessuno si accorge se usi quello di un’altra persona. Lo può notare solo quest’ultima, non appena controlla l’estratto conto. E, allora, in presenza di una espressa autorizzazione concessa dal correntista, cosa potrebbe fare un poliziotto o la stessa banca se dovesse accorgersi che stai usando il bancomat di un’altra persona?

Immagina che uno dei tuoi genitori, ormai anziano, ti chieda di recarti alla filiale più vicina per ritirare 300 euro in contanti; perciò ti consegna il suo bancomat. La stessa scena si ripete più volte tant’è che, ormai, hai preso l’abitudine di conservare la tessera nel tuo portafogli. Ti potresti allora chiedere: posso usare il bancomat di mia madre, senza che questa, magari, abbia deciso di cointestarti il suo conto corrente o di conferirti una delega alle operazioni bancarie?

La soluzione è abbastanza semplice, ma bisogna considerare anche alcuni rischi, specie quando l’uso del bancomat altrui sia il frutto di una intestazione fittizia del conto corrente. 

Ma prima di entrare nel merito dell’argomento e di spiegarti se puoi usare il bancomat di tua madre voglio darti alcuni ragguagli riguardo al corretto uso del bancomat.

Come funziona il bancomat?

L’utilizzo del bancomat è concesso solo al titolare del conto che, tuttavia, può prestarlo a terzi sotto la propria responsabilità. Dell’uso illegittimo che eventuali possessori, in buona o cattiva fede, possano fare della tessera magnetica altrui la banca non è mai responsabile. 

Domenico presta il proprio bancomat al fratello Riccardo per ritirare i soldi che servono per curare il padre. Riccardo, però, preleva ben più della somma autorizzata. Quando Domenico se ne accorge, rivolge una richiesta di restituzione alla banca che ha autorizzato il prelievo a un soggetto non legittimato. Domenico non potrà avere alcuna tutela perché è stato lui stesso a prestare il bancomat al fratello. Dovrà allora fare causa a quest’ultimo dimostrando l’utilizzo oltre la delega.

La giurisprudenza ritiene responsabile l’istituto di credito solo nel caso di utilizzo del bancomat da parte di malintenzionati, come nel caso di clonazione della tessera a seguito di manomissione della macchinetta Atm.

Si può prestare il bancomat?

Se le condizioni sottoscritte dal correntista non prevedono alcun divieto (cosa che, invero, non succede mai), il titolare di un bancomat può prestare la tessera a chi vuole. In ogni caso, eventuali violazioni integrerebbero solo una responsabilità di tipo contrattuale – e, quindi, civilistica – nei confronti della banca. Chi viene, quindi, trovato con il bancomat di un’altra persona, e riesce a dimostrare che quest’ultima ne era a conoscenza e ne aveva autorizzato l’impiego, non rischia nulla sul piano amministrativo o penale.

Puoi, quindi, usare il bancomat di tua madre senza commettere alcun illecito.

Attenzione però: di recente, sono intervenute più sentenze che hanno scoperto alcune intestazioni fittizie di conti correnti accesi in capo ai familiari, così attribuendo al contribuente accertato il reddito di questi ultimi. Un esempio chiarirà meglio la questione.

Un professionista fa del nero. Per non fare accorgere di ciò l’Agenza delle Entrate, accende un conto corrente a nome della madre e, poi, si fa rilasciare da questa il bancomat. In questo modo, egli continua ad usare liberamente il denaro sul conto come se fosse il proprio (e, di fatto, è così). Senonché, l’ufficio delle imposte si accorge della presenza di un reddito fuori dalla norma in capo alla signora, rispetto alla pensione che percepisce. Avviando un accertamento in capo al figlio si accorge che questi ha eseguito dei bonifici dal conto della madre al proprio. Questa prova è decisiva per il fisco per attribuire al professionista il denaro accreditato sul conto della mamma. 

La Cassazione ha ritenuto legittime le indagini sul conto del familiare (nel caso di specie, si trattava del coniuge) in presenza di movimentazione sospetta. 

Leggi sul punto: il fisco può controllare il conto di mia moglie?.

Che succede se usi il bancomat di tua madre senza autorizzazione?

Completamente diverso è il caso di chi usa il bancomat altrui senza aver mai ricevuto l’autorizzazione. In tale ipotesi, sempre che non intervenga una ratifica successiva all’operato (si pensi alla madre che, assente da casa, non ha potuto autorizzare il figlio al prelievo ma che, appena lo viene a sapere, non muove ciglio), si commette reato. La Cassazione [1] ha, di recente, detto che il prelievo non autorizzato con il bancomat altrui, evidentemente sottratto senza il consenso del titolare, costituisce reato punito con la reclusione da 1 a 5 anni e con la multa da 310 a 1.550 euro [2]. È possibile ottenere una riduzione di un terzo della pena se il reo rimborsa al titolare del conto corrente tutta la somma illegittimamente prelevata.

Posso scaricare le spese pagate col bancomat di mia madre?

La legge consente di scaricare dalle tasse alcune spese solo dietro prova dell’effettivo pagamento. Ebbene, nel caso dell’uso del bancomat di tua madre non potrai ottenere alcun beneficio fiscale visto che non sei stato tu a sostenere il relativo costo (essendo questo addebitato sul conto corrente altrui).


note

[1] Cass. sent. n. 50395/19 del 12.12.2019.

[2] Ai sensi del d.lgs. n. 231/2007 (art. 55 n. 9).

Autore immagine bancomat di https://it.depositphotos.com


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