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Posso buttare le ceneri in mare?

16 Gennaio 2020 | Autore:
Posso buttare le ceneri in mare?

Quando e dove è possibile la cremazione e la dispersione? Quanto conta la volontà dei parenti? Ci sono delle zone vietate?

Sempre più spesso, quando una persona viene a mancare, i familiari ricorrono per loro volontà o perché così aveva deciso il defunto quando era in vita alla cremazione. C’è chi decide di tenere le ceneri del caro estinto in casa, chi di seppellire l’urna al cimitero e chi di disperderle nei posti più insoliti: sulla cima di una montagna, in un luogo a cui il defunto era particolarmente affezionato. Qualcuno si è anche chiesto: posso buttare le ceneri in mare?

Sia la cremazione sia la dispersione delle ceneri sono state regolate dallo Stato [1], anche se le Regioni hanno il potere di disciplinare i casi particolari. Perché si è resa necessaria un’apposita legge in questa materia?

La normativa punisce la distruzione, la soppressione o la sottrazione di cadavere [2]. Considera, quindi, che la cremazione può equivalere ad una distruzione di cadavere, mentre nella dispersione delle ceneri si potrebbe vedere un reato di soppressione di cadavere. Ecco perché è intervenuto lo Stato, al fine di regolamentare queste due pratiche, stabilendo che il reato non sussiste se la cremazione e la dispersione vengono autorizzate dall’ufficiale dello stato civile su espressa volontà del defunto. In caso contrario, chi decide di buttare le ceneri in mare senza alcuna autorizzazione può andare incontro a grossi guai.

Chi si chiede «posso buttare le ceneri in mare» deve, dunque tenere conto di questo aspetto. Ma approfondiamo che cosa dice la legge e quali limiti ci possono essere sia per la cremazione sia per la dispersione.

Buttare le ceneri in mare: cosa dice la legge?

Come appena detto, e secondo la legge riportata in nota, la cremazione di un cadavere e la dispersione delle ceneri deve avvenire su autorizzazione dell’ufficiale di stato civile del Comune, dietro espressa volontà del defunto. Se si disattende questa disposizione, si rischia la reclusione da 2 mesi a 1 anno e la multa da 2.582 a 12.911 euro.

Il via libera alla cremazione viene, dunque, rilasciato dallo stato civile in cui è avvenuto il decesso. Prima, però, il medico legale deve aver certificato che la morte non è sopraggiunta per cause che possono essere legate ad un reato o in modo improvviso o sospetto di cui è a conoscenza l’autorità giudiziaria. In questi casi, si dovrà attendere il nulla osta dell’autorità per poter cremare il cadavere.

Significa che, a quel punto, verrà meno ogni possibilità di fare ulteriori esami sul corpo del defunto? Non è proprio così: il medico legale è tenuto per legge a prelevare dei campioni di tessuti e di liquidi e a conservarli per almeno 10 anni, nel caso in cui ci fosse la necessità di effettuare in futuro delle indagini sul decesso.

Buttare le ceneri in mare: la volontà del defunto

Quindi, se il defunto ha lasciato delle disposizioni diverse non è possibile né praticare la cremazione né, conseguentemente, buttare le ceneri in mare. La sua volontà può essere espressa da lui stesso o dai suoi familiari in questo modo:

  • attraverso il testamento (a meno che la disposizione sia stata revocata successivamente e di suo pugno dal defunto),
  • con l’iscrizione ad un’associazione riconosciuta che abbia tra i fini statutari la cremazione dei propri associati (sempre quando non c’è una revoca successiva, come nel caso del testamento). L’iscrizione deve essere certificata dal rappresentante legale e prevale su un eventuale parere contrario dei parenti del defunto;
  • se nulla è stato disposto in vita dal defunto, attraverso la volontà del coniuge o, in sua mancanza, del parente più prossimo esposta all’ufficiale di stato civile;
  • se la persona defunta è minorenne o interdetta, attraverso la volontà dei legali rappresentanti (ad esempio, i genitori del minore o chi ne fa le veci).

Buttare le ceneri in mare: è consentito?

Dopo la cremazione del cadavere, se non è già stato deciso prima, tocca pensare a che cosa fare con le ceneri del defunto. Ci sono diverse possibilità, purché venga rispettata la legge, come ad esempio disperderle:

  • all’interno di un cimitero;
  • in natura;
  • in un’area privata.

Vanno subito precisate due cose. Anche quando si pensa di buttare le ceneri in natura, cioè in uno spazio pubblico, la dispersione deve avvenire solo nelle zone consentite dalle autorità. Ad esempio, è vietato buttare le ceneri nei centri abitati. La seconda precisazione riguarda le aree private: ci deve essere l’autorizzazione del proprietario e mai deve essere fatto a scopo di lucro. In altre parole: non si può pretendere del denaro in cambio del permesso per disperdere le ceneri nel proprio terreno.

Per quanto riguarda la possibilità di buttare le ceneri in mare, è consentito farlo nei tratti liberi da natanti o da manufatti. C’è anche una distanza da rispettare: 100 metri dalla riva. Significa che, ad esempio, non si può fare in una spiaggia o da uno scoglio sotto il quale c’è una caletta dove di sotto si fa il bagno. Oppure vicino ad un porto o ad una rimessa di barche. Lo stesso vale per fiumi e laghi. Va bene, ma lontano dalle zone destinate ai bagnanti e dai manufatti. In ogni caso, ci deve essere l’autorizzazione del Comune.

Buttare le ceneri in mare: chi lo può fare?

Non basta decidere di buttare le ceneri in mare: bisogna anche essere autorizzati a farlo. La dispersione delle ceneri è consentita solo a chi è stato indicato dal defunto. Se questa volontà non è stata espressa, possono farlo:

  • il coniuge;
  • i figli;
  • altri familiari che ne hanno il diritto;
  • l’esecutore testamentario;
  • il legale rappresentante dell’associazione di cremazione di cui abbiamo parlato sopra;
  • il personale autorizzato del Comune che svolge attività di servizio funebre.


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