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Sangue infetto: è dovuta la rivalutazione Istat sul risarcimento

5 Settembre 2013
Sangue infetto: è dovuta la rivalutazione Istat sul risarcimento

La Corte Europea dei diritti dell’Uomo condanna l’Italia: sui risarcimenti dovuti a quanti hanno riportato epatite e Aids a seguito di contagio da trasfusioni o emoderivati, è dovuta la rivalutazione Istat annuale.

Amara vittoria per chi si è ammalato di Aids o di Epatite B o C a seguito di trasfusioni di sangue infetto. La Corte di Strasburgo dei diritti dell’Uomo ha condannato, con una sentenza di ieri, lo Stato italiano a versare, oltre al normale risarcimento, anche la rivalutazione annua dell’indennità, in base al tasso di inflazione calcolato dall’Istat.

Per motivi di bilancio, la legge del 2010 [1] aveva abolito la rivalutazione annuale. Tale norma, tuttavia, era stata dichiarata incostituzionale, nel 2011, dalla Corte Costituzione. Ciò nonostante, lo Stato ha sempre fatto orecchie da mercante, ignorando le richieste dei poveri malati. Che così si sono rivolte alla Corte Europea dei diritti dell’uomo.

La sentenza non è ancora definitiva: Palazzo Chigi ha tre mesi per chiedere la revisione del caso davanti alla Grande Camera della Corte. In caso di sconfitta, le autorità italiane avranno sei mesi di tempo, dal momento in cui la sentenza diventerà definitiva, “per stabilire una data inderogabile” entro cui impegnarsi a pagare rapidamente le somme dovute.

Quella di ieri è stata, senza dubbio, un’importantissima sentenza per gli oltre 60.000 italiani rimasti infettati da trasfusioni di sangue. In questo modo, le vittime della malasanità potranno percepire tutti gli arretrati dell’adeguamento Istat, sull’indennizzo già loro riconosciuto, a partire dal momento del riconoscimento per legge della loro condizione.

Tutte le persone rimaste contaminate da trasfusioni o somministrazione di emoderivati ricevono [2] un indennizzo pari un minimo di circa 540 euro al mese: una volta che la sentenza sarà passata in giudicato ne percepiranno circa 100 in più.


note

[1] Decreto legge n. 78/2010.

[2] L. 210/92.


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