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Spese scolastiche: rimborsate dall’ex solo se prese di comune accordo

5 settembre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 settembre 2013



Il genitore che abbia anticipato le spese straordinarie di natura scolastica, potrà chiederne il rimborso all’ex coniuge solo nel caso in cui dimostri che la decisione ad esse inerenti, sia stata presa di comune accordo.  

Le scelte che riguardano gli esborsi scolastici di natura straordinaria (come quelle riguardanti l’iscrizione in una scuola privata o la partecipazione del minore a una gita scolastica) rientrano tra le questioni di “maggiore interesse” che i genitori devono prendere in modo congiunto nell’interesse dei figli, sia nell’ipotesi di separazione che di divorzio [1]: in caso contrario, chi dei due abbia anticipato delle spese, potrà ottenerne il rimborso solo se dimostri che vi era il consenso anche da parte dell’altro.

 

Si tratta di un principio sancito dalla Cassazione [2], che giova ricordare in tempo di inizio delle scuole, poiché la questione relativa alle spese scolastiche è fra quelle oggetto di numerosi contenziosi nei nostri tribunali.

La Corte ha ribadito che, in particolare, i genitori che abbiano l’affido condiviso dei figli hanno anche “uguali poteri e responsabilità” nei loro riguardi. Questo significa che essi sono tenuti, in egual misura, ad impegnarsi per la formazione morale e culturale della prole, seguendo un “progetto educativo comune”.

Ne consegue che non basta che uno dei genitori non contrasti l’iniziativa portata avanti dall’altro perché ques’ultimo possa ritenersi tenuto a partecipare alle spese che lo riguardano, ma occorre che entrambi si siano attivamente consultati al fine di valutare quali siano le necessità del minore.

La vicenda

Nel caso in esame, una donna aveva richiesto in giudizio al marito il rimborso delle spese straordinarie riguardanti l’iscrizione della figlia in un istituto scolastico privato, sulla base del fatto che, nella sentenza di divorzio, le spese scolastiche straordinarie erano state poste a carico del padre.

L’uomo si era opposto alla richiesta, affermando di non essere stato reso partecipe della decisione circa la scelta della scuola.

La Cassazione ha ritenuto provato quanto sostenuto dall’uomo, ritenendo insufficiente a dimostrare il suo consenso il fatto che questi non avesse agito in giudizio per contrastare le iniziative adottate dall’ex moglie.

È il coniuge che vuole ottenere il rimborso delle spese sostenute, che deve dimostrare di essersi preventivamente consultato con l’altro genitore sulla scelta relativa all’istruzione del figlio ed averne avuto il consenso.

note

 

[1] Art. 6 comma 4 L. 898/70 e art.155 comma 3 cod. civ.

[2] Cass. sent.. 10174 del 20 giugno 2012.

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