Isee: partono i controlli sui conti correnti

16 Gennaio 2020 | Autore:
Isee: partono i controlli sui conti correnti

Le nuove istruzioni Inps per la compilazione dell’Isee prevedono l’accesso alle informazioni su saldo e giacenza media del conto corrente.

Dal 1° gennaio 2020, è partito il nuovo Isee precompilato, predisposto dall’Inps sulla base dei dati disponibili nei propri archivi ed in quelli dell’Anagrafe tributaria, ma questi ultimi contengono anche le informazioni sui saldi e sulle giacenze medie di tutti i conti correnti e depositi del nucleo familiare del richiedente l’Isee, che vengono comunicati dalle banche, dalle Poste e dagli altri intermediari finanziari. Questo metodo, attualmente, funziona in via sperimentale ed è possibile continuare a compilare la Dsu, la dichiarazione Isee in modalità tradizionale, senza avvalersi dei dati precaricati (come accade dal 2015 anche per la dichiarazione dei redditi con il modello 730).

In entrambi i casi, il richiedente Isee autodichiara la consistenza del suo patrimonio non solo immobiliare, ma anche relativo alle disponibilità finanziarie. E qui c’è un’importante novità, perché mentre fino allo scorso anno il sistema Inps, in collegamento con l’Anagrafe Tributaria, si limitava a verificare l’esistenza dei rapporti finanziari indicati dal cittadino, a partire dai conti correnti e degli altri tipi di deposito, come quello postale, – e riscontrare che magari se ne era “dimenticato” qualcuno, dandogli la possibilità di correggere l’errore e di inserirlo in lista – adesso il riscontro riguarda anche la consistenza, cioè la disponibilità finanziaria sui questi conti correnti, libretti e depositi.

In altre parole, mentre prima si analizzava solo se il richiedente Isee era intestatario di un certo rapporto con una banca o con le Poste, d’ora in poi, si guarda anche il contenuto, cioè vengono analizzate le cifre di saldo iniziale e finale e della giacenza media del conto corrente nell’anno precedente. La direzione centrale dell’Inps, infatti, per adeguarsi al nuovo Decreto [1] ha emanato pochi giorni fa una nota di istruzioni per i propri uffici [2] dove – nell’indicare gli «elementi di riscontro» sulle Dsu dei richiedenti, si concentra sulle «omissioni o difformità» ed espone che «a decorrere dal 1° gennaio 2020, il controllo del patrimonio mobiliare sia per la Dsu non precompilata che per quella precompilata (in caso di modifiche dei dati del patrimonio mobiliare precompilati) riguarderà le informazioni relative al saldo e alla giacenza dei rapporti posseduti».

Fino al 31 dicembre scorso, invece, il controllo dell’Inps attraverso i dati dell’Anagrafe tributaria concerneva soltanto «la numerosità dei rapporti finanziari», senza analizzarne il contenuto; si guardavano cioè i pacchi dall’esterno, senza aprirli. Adesso, è diventato possibile dare anche una sbirciata al loro interno, e molto eloquente: infatti le cifre del saldo, e soprattutto, della giacenza media delle somme sul conto, indicano in modo eloquente la sua consistenza. È un importante passo avanti per stanare i furbetti, ma anche un passo indietro per quanto riguarda la riservatezza dei dati personali; il Garante privacy, però, aveva già dato il proprio via libera anticipato [3] al nuovo sistema, considerando che vengono limitati i rischi di accesso ai dati non autorizzati o di trattamenti non consentiti o non conformi.


note

[1] Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 9 agosto 2019, pubblicato in G.U. n.233 del 4 ottobre 2019.

[2] Messaggio Inps n.96 del 13 gennaio 2020.

[3] Garante per la protezione dei dati personali, provvedimento n. 136 del 20 giugno 2019.


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