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Se la banca modifica le condizioni contrattuali del conto senza il tuo consenso

5 Set 2013


Se la banca modifica le condizioni contrattuali del conto senza il tuo consenso

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Set 2013



La banca può modificare le condizioni contrattuali solo in presenza di un giustificato motivo e, comunque, il cliente ha 60 giorni di tempo per recedere dal contratto.

Quante volte capita che le banche modifichino, unilateralmente, le condizioni dei rapporti contrattuali intrattenuti con i propri clienti e lo comunichino a questi ultimi solo a cose già fatte. Il tutto, ovviamente, avviene senza dare al correntista la possibilità di scegliere se accettare o meno la modifica del contratto. Un esempio ricorrente sono le variazioni delle commissioni per il servizio bancomat, per il pagamento di Rid ecc.

Ma è legittimo operare senza l’autorizzazione della controparte?

La legge [1] consente alla banca e alle società finanziarie di variare unilateralmente le condizioni economiche concordate con i propri clienti, ma a due precise condizioni:

1) deve sussistere un giustificato motivo;

2) si deve inviare al cliente di una proposta di modificazione. Se il cliente non recede entro 60 giorni dalla ricezione di tale proposta, la modifica si intende approvata.

Le variazioni in questione sono logicamente quelle peggiorative per il cliente, cioè quelle che impongono per quest’ultimo condizioni più gravose. Non vi è, al contrario, alcun limite all’introduzione di variazioni migliorative.

Come ci si difende?

In tali circostanze, l’unica difesa possibile per il cliente è rappresentata dal diritto di recesso – da esercitarsi, come detto, entro 60 giorni dalla comunicazione – che gli consente di uscire dal rapporto qualora non accetti le condizioni per sé sfavorevoli.

Cosa si intende per “giustificato motivo”?

Come detto, la banca può operare le modifiche peggiorative solo se sussiste un “giustificato motivo”, che secondo il Ministero dello sviluppo economico [2] deve comprendere gli eventi di “comprovabile effetto” sul rapporto bancario.

Tali eventi possono riguardare:

– la sfera del cliente (ad esempio il mutamento del grado di affidabilità dello stesso in termini di rischio di credito);

– oppure un aumento dei costi operativi degli intermediari (ad esempio, variazione dei tassi di interesse, andamento dell’inflazione, eccetera).

Tale giustificato motivo alla base della modifica unilaterale deve essere sempre comunicato al cliente, in maniera sufficientemente precisa e tale da consentire allo stesso una valutazione circa la congruità della variazione rispetto alla motivazione che ne è alla base.

Che succede se la banca non rispetta le suddette regole?

La mancata osservanza delle regole appena descritte da parte della banca comporta l’inefficacia delle variazioni contrattuali sfavorevoli per il cliente.

Per una valutazione circa la sussistenza o meno del giustificato motivo è possibile eventualmente adire un giudice.

note

[1] Art. 118 Tub (Testo unico bancario).

[2] Min. Sviluppo Econ. circolare n. 5574 del 21 febbraio 2007.


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