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Posso chiamare mio figlio Gesù?

8 Febbraio 2020 | Autore:
Posso chiamare mio figlio Gesù?

I limiti imposti dalla legge sui nomi: vietati abbinamenti ridicoli o riferiti a personaggi che possono creare disagio. Ma quello del figlio di Dio è permesso?

Sono lontani i tempi in cui, quando nasceva un bambino, si alzavano gli occhi verso il calendario per vedere il santo del giorno e dargli lo stesso nome. O quelli in cui si facevano tanti figli e, per non star lì a pensarci troppo, li iscrivevano all’anagrafe con il nome equivalente all’ordine cronologico con cui erano nati: Primo, Secondo, Tersilio, Quarto, Quinto e così via. Oggi, si tende a chiamare i figli con nomi di personaggi famosi, magari di qualche beniamino del calcio (famosa l’ondata di «Diego» a Napoli quando arrivò Maradona), di qualche attore o del cantante preferito. Abbondano i nomi stranieri: Jonathan, Maicol (c’è chi lo scrive così all’anagrafe), Christian. C’è, infine, chi vorrebbe spingersi oltre ed essere originale a tutti i costi. È il caso di chi si chiede senza mezzi termini: posso chiamare mio figlio Gesù?

Non perché il padre si senta Dio, o si chiami Giuseppe e la moglie Maria. Ma probabilmente perché avrà sentito che in altri Paesi è un nome molto comune. In Spagna e in Sudamerica, ad esempio. Chi segue il mondo del pallone avrà sentito nominare tra i calciatori spagnoli campioni del mondo nel 2010 Jesús Navas. O, per restare più vicini, il difensore della Roma Juan Jesús. Confesso che pure chi scrive porta Jesús come secondo nome, complice lo zio che lo tenne a battesimo e che si chiamava così. E allora, se è consentito in altri Paesi, non può essere un’offesa a Nostro Signore, come qualcuno potrebbe pensare. A questo punto, posso chiamare mio figlio Gesù?

In Italia, esiste una legge [1] che pone dei limiti ai nomi da dare ai bambini. Non per capriccio del legislatore, ma per tutelare i nascituri, soprattutto da eventuali imbarazzi. Pensate se ad una bambina che fa di cognome Trombetta la chiamassero Daria. O al figlio di Labrodo gli dessero il nome Francesco. O, ancora, se il signor Tauro chiamasse il figlio Firmino. C’è un limite, insomma, imposto – come si diceva – dalla legge. Che impedisce anche di mettere ai bambini i nomi di certi personaggi storici o di fantascienza.

Per chi ancora si chiede se si può chiamare il figlio Gesù, vediamo che cosa dice la legge. Ed anche il buon senso.

Cosa dice la legge sui nomi

Un decreto del presidente della Repubblica emanato nel 2000 impone dei limiti al modo in cui chiamare i propri figli. Ad esempio, non si può mettere al bambino il nome del padre vivente o di un fratello o sorella viventi. Questo per evitare evidenti problemi di omonimia che creerebbero confusione a livello burocratico. Mario Rossi, quindi, non può chiamare il proprio figlio Mario. E nemmeno Giuseppe, se ha già un altro figlio con quel nome.

Chi ama i nomi stranieri (prima ne abbiamo fatto qualche esempio piuttosto diffuso in Italia) deve rispettare l’alfabeto italiano con l’estensione alle lettere J,K,X,Y e W. Ad esempio, sono legittimi i nomi Jolanda al posto di Iolanda, Walter anziché Valter, Katia e non Catia, ecc. È anche ammesso, dove possibile, l’uso dei segni diacritici propri dell’alfabeto della lingua di origine del nome. Si tratta di segni aggiunti ad una lettera per modificarne la pronuncia (ç, ñ, ô, ü, ecc.) e che vengono riportati anche nel codice fiscale.

Limiti anche per quanto riguarda i bambini i cui genitori sono sconosciuti: non è possibile dare loro un nome che faccia capire l’origine naturale o cognomi di importanza storica o di personaggi particolarmente conosciuti nel luogo in cui l’atto di nascita è stato firmato.

Nomi vietati: quali sono?

Oltre alle regole sopra citate, ci sono altri limiti sul modo in cui chiamare i bambini. Nel dettaglio, sono vietati:

  • i nomi ridicoli che possono portare a soprannomi assurdi o a ingiurie, L’anagrafe può rifiutare di registrare un abbinamento di nome e cognome che possa creare delle facili prese in giro (la Daria Trombetta citata prima, ad esempio);
  • i nomi il cui abbinamento con il cognome richiami determinati personaggi storici, come Benito Mussolini, Josif Stalin, Adolfo Hitler, ecc. Come sopra, possono comportare vergogna o bullismo;
  • i nomi di personaggi della letteratura che possano provocare delle derisioni. Ad esempio, il presidente del Consiglio Conte non potrebbe chiamare il figlio Dracula. Oppure il signor Lecter non può mettere al suo bambino il nome Hannibal;
  • i nomi di fantasia;
  • i nomi contrari al sesso del bambino;
  • più di tre nomi. Chi ne vuole aggiungere ancora giusto per onorare la memoria di qualche antenato, sappia che dal quarto in poi i nomi non hanno valore legale, quindi non compariranno sui documenti.

Il genitore che disattende questi divieti e si presenta all’anagrafe pretendendo, ad esempio, di chiamare la figlia Mercoledì, giusto perché amante degli Addams (a Genova c’è chi ha voluto inutilmente chiamare il bambino Venerdì, dal romanzo di Daniel Defoe «Robinson Crusoe»), si vedrà rifiutare la richiesta dall’ufficiale di stato civile. Ma se insiste, l’ufficiale lo registrerà ed informerà la Procura della Repubblica affinché sia il magistrato a pronunciarsi sul caso.

Chiamare il figlio Gesù: è possibile?

Alla luce di tutto ciò, nulla ti vieta di chiamare il figlio Gesù. Potrebbe essere inopportuno e trovare qualche ostacolo all’anagrafe, ad esempio se il cognome è Salvatore o Redentore. In caso contrario, non è di certo vietato. Non è da ritenersi offensivo verso la Chiesa o verso la religione cattolica, visto che in altri Paesi è un nome molto diffuso portato con enorme rispetto. Tanto per dire, ci sono e ci sono stati diversi cardinali con questo nome e nessuno si è scandalizzato. Anzi: l’attuale segretario del Collegio cardinalizio si chiama Ilson de Jesús Montanari. Ed è un arcivescovo.

Altro discorso è che non sia mai stato usato in Italia e, per questo, si sia restii a chiamare il proprio figlio Gesù, giusto per non dare dei motivi di derisione o per non mettere il bambino in una situazione scomoda. Diverso è se si decidesse di chiamarlo Dio: qui si che la Chiesa – e l’anagrafe – avrebbero parecchie cose da dire.



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