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Ticket in base al reddito: il Governo cambia le regole

16 Gennaio 2020 | Autore:
Ticket in base al reddito: il Governo cambia le regole

Far pagare il ticket sanitario agganciandolo alle varie fasce di reddito, a beneficio di chi guadagna di meno: è il progetto annunciato oggi dal ministro della Salute Roberto Speranza.

Potrebbero cambiare molto presto le regole del ticket sanitario: oggi, per come ci riporta l’agenzia stampa Adnkronos, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha annunciato: “Io sono a favore di un bilanciamento a favore dei ceti sociali più deboli. Oggi una prestazione sanitaria viene pagata in ugual modo sia da un miliardario sia da chi ha difficoltà economiche. Io voglio dare una mano ai redditi più bassi, consentendo di pagare un ticket inferiore rispetto a chi se lo può permettere perché magari guadagna 100 mila euro l’anno”. Così ha detto il ministro Speranza, ospite a ‘Coffee Break’ su La7.

Non è la prima volta che il ministro della Salute interviene “a gamba tesa” sulla tassazione sanitaria: lo ha già fatto di recente, e con successo, con l’abolizione del superticket di 10 euro (quello da pagare su ogni ricetta per prestazioni diagnostiche e specialistiche) che proprio lui aveva preannunciato sin da ottobre scorso e aveva chiesto che avvenisse entro il 2020 come “un segnale forte per superare le diseguaglianze”; il Governo ha aderito e ha inserito questa modifica nella legge di Bilancio 2020; il superticket sarà abolito dal prossimo mese di settembre.

Un’altro punto a favore della mossa di Speranza e che induce a “scommettere su di lui” nel senso che la sua proposta di oggi ha buone probabilità – non appena sarà meglio definita negli esatti contenuti – di essere approvata sta nel fatto che il Patto per la salute recentemente approvato (ne abbiamo parlato in come sarà la sanità nel 2020) contiene proprio un passaggio dedicato alla riforma del ticket sanitario. Il documento esprime la necessità di garantire «una maggiore equità nell’accesso dei cittadini all’assistenza sanitaria attraverso una revisione della disciplina di partecipazione alla spesa sanitaria da parte loro».

Ma è dal momento del suo insediamento al Governo, nello scorso mese di settembre, che Speranza aveva fatto un cavallo di battaglia del principio di ridurre il ticket per i meno abbienti, da lui stesso formulato così in molte occasioni, compresi i post pubblicati sulla sua pagina Facebook: “chi ha di più deve pagare di più, chi ha di meno deve pagare di meno“.

Così ora la modifica preannunciata oggi sarebbe ben più drastica di quella, già approvata, dell’abolizione del (solo) superticket: renderebbe infatti l’attuale ticket – che è stabilito come “fisso” – agganciato alle varie fasce di reddito, variabile in base ai redditi percepiti dal soggetto, in maniera da differenziare il costo da pagare tra i più abbienti ed i più poveri. L’intenzione del ministro è proprio quella di intervenire su quest’ultima fascia per alleggerire il carico dei contribuenti con redditi esigui, ma che non rientrano nelle attuali casistiche di esenzione dal ticket sanitario che contemplano alcune specifiche ipotesi diverse dal reddito, come le fasce di età, lo stato di gravidanza, l’invalidità o particolari patologie.

Qui, per quanto riguarda il reddito, ci sono attualmente determinate soglie, invalicabili, che con la nuova linea preannunciata dal Governo potranno essere ridiscusse e ben presto superate: a partire da quella dei bambini fino a 6 anni o degli adulti over 65 che fanno parte di un nucleo familiare con reddito annuo complessivo fino a 36.151,98 euro (codice esenzione E01) e dai disoccupati e relativo nucleo familiare a carico con reddito fino a 8.263,31 euro (aumentato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico), fino ai titolari di pensioni sociali e minime.



1 Commento

  1. Il motivo per cui è stato introdotto il tiket è unicamente quello di controllare “la domanda” di prestazioni sanitarie, quindi deve essere una cifra molto modesta che però devono pagare tutti, tranne gli esenti per patologie per le prestazioni e farmaci specifici e i grandi invalidi. Diversamente diventa una ulteriore tassazione da sommare a tutte le altre pagate dai soliti

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