Diritto e Fisco | Articoli

Busta paga dicembre

17 Gennaio 2020
Busta paga dicembre

Molto spesso, la busta paga del mese di dicembre riserva al lavoratore delle brutte sorprese.

Dicembre è un mese che i lavoratori dipendenti attendono con molte aspettative. Nell’ultimo mese dell’anno, infatti, per far fronte alle spese natalizie, la gran parte dei contratti collettivi di lavoro prevede il pagamento al lavoratore, oltre al normale stipendio del mese, anche della tredicesima e, dunque, lo stipendio percepito raddoppia.

Purtroppo, però, molto spesso le aspettative del lavoratore vengono deluse e la busta paga di dicembre si rivela molto più leggera di quanto sperato. Perchè accade questo?

Dicembre, oltre che il mese della tredicesima, è anche l’ultimo mese dell’anno fiscale e, per questo, proprio alla fine dell’anno di esercizio, il datore di lavoro ha una visione completa e definitiva dei redditi percepiti dal lavoratore nell’anno. Questo determina la necessità, in certi casi, di effettuare degli aggiustamenti rispetto alle tasse trattenute, mese per mese, nella busta paga del lavoratore. Questi aggiustamenti possono determinare ulteriori trattenute o crediti a favore del lavoratore.

Ma andiamo per ordine.

Cos’è la busta paga?

La busta paga è il documento che il datore di lavoro consegna ogni mese al lavoratore, all’atto del pagamento dello stipendio mensile.

Nella busta paga, il lavoratore può visualizzare e verificare tutte le operazioni che il datore di lavoro ha effettuato sul suo stipendio lordo e, in particolare, può verificare quante tasse gli sono state trattenute dallo stipendio lordo, quanti contributi previdenziali gli stono stati trattenuti dallo stipendio lordo, quanti giorni di presenza gli sono stati riconosciuti, quanti permessi ha accumulato, quante ferie residue ha da smaltire, etc.

È un preciso obbligo di legge [1] quello di consegnare la busta paga al dipendente all’atto della corresponsione della retribuzione mensile ed il datore di lavoro che omette di rispettare questo adempimento rischia di ricevere delle sanzioni amministrative.

Busta paga dicembre

La busta paga di dicembre è particolare per due motivi. Innanzitutto a dicembre la gran parte dei lavoratori italiani percepisce la tredicesima mensilità, detta anche gratifica natalizia.

La tredicesima è, nella sostanza, una somma di denaro pari ad una mensilità di stipendio. Ne consegue che il lavoratore, in quel mese, prende due stipendi.

L’altra particolarità riguarda le attività di compensazione e di conguaglio che possono essere effettuate dal datore di lavoro sulla busta paga di dicembre in qualità di sostituto di imposta.

Il primo conguaglio è quello fiscale. Infatti, il datore di lavoro, mese per mese, trattiene dallo stipendio lordo del lavoratore le somme da pagare al fisco a titolo di Irpef.

Tuttavia, l’aliquota di tassazione Irpef dipende dal reddito annuo del lavoratore e, dunque, a fine anno, il datore di lavoro può accorgersi che l’aliquota applicata mese per mese è stata troppo bassa rispetto al reddito annuo del lavoratore. In questo caso, il datore di lavoro provvederà a ricalcolare l’Irpef annuale dovuta e tratterrà dallo stipendio di dicembre le quote di Irpef trattenute in difetto nei mesi precedenti.

È evidente che il conguaglio fiscale di dicembre potrebbe anche riservare sorprese positive per il lavoratore. Infatti, il datore di lavoro potrebbe accorgersi di aver trattenuto più soldi del dovuto a titolo di Irpef e, conseguentemente, il conguaglio di fine anno sarà di segno positivo.

Oltre al conguaglio fiscale, occorre anche considerare che tramite la busta paga vengono erogate al lavoratore anche delle prestazioni pagate dallo Stato. Basti pensare al cosiddetto Bonus Renzi. Il Bonus Renzi [2] spetta al lavoratore a patto che il suo reddito annuo non superi gli euro 26.600.

Più nel dettaglio, al lavoratore spettano i seguenti importi a titolo di Bonus Renzi:

  • 960 euro annui, pari ai famosi 80 euro al mese, se il reddito complessivo non supera 24.600 euro;
  • un Bonus riproporzionato qualora il reddito è compreso tra 24.600 e 26.600 euro;
  • nessun Bonus Renzi se il reddito supera i 26.600 euro.

Potrebbe dunque accadere che, all’inizio dell’anno, il datore di lavoro eroghi il Bonus Renzi al dipendente poiché la sua retribuzione annua è inferiore a 26.600 euro.

Tuttavia, nel corso dell’anno, la retribuzione del lavoratore potrebbe aumentare sino a superare il tetto di reddito, ad esempio perché il dipendente ha fatto molti straordinari, oppure ha ricevuto una promozione o un aumento di stipendio da parte del datore di lavoro.

In questo caso, il Bonus Renzi non è dovuto e quello percepito dall’inizio dell’anno deve essere restituito.

Al contrario, se emerge che al dipendente è stato assegnato un Bonus Renzi inferiore alla somma realmente spettante, a fine anno il lavoratore si vedrà riconosciuto un conguaglio di segno positivo. Tutti questi aggiustamenti e conguagli vengono fatti nella busta paga di dicembre poiché è proprio a dicembre che il datore di lavoro ha una panoramica definitiva sulla situazione reddituale del lavoratore.

note

[1] L. n. 4/1953.

[2] D.L. 66/2014.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube