Salute e benessere | Articoli

Psicoterapia: cos’è e a cosa serve

1 Febbraio 2020 | Autore:
Psicoterapia: cos’è e a cosa serve

Che relazione si instaura tra paziente e psicoterapeuta; come capire se la psicoterapia funziona; quando un’analisi si conclude con successo. Come acquisire una formazione professionale idonea all’esercizio dell’attività psicoterapeutica? Scoprilo nel mio articolo.

Cos’è la psicoterapia? E’ una pratica terapeutica che consiste nel trattamento dei disturbi mentali o dei problemi psicologici. Accanto alla psicoterapia individuale (che è quella maggiormente diffusa), tra i vari approcci esistono anche forme di psicoterapia rivolte alla famiglia, alla coppia, a un gruppo di persone.

Esistono delle caratteristiche di base comuni a qualsiasi tipo di psicoterapia come: la relazione interpersonale fra paziente e terapeuta e un’alleanza ad esclusivo beneficio del paziente; un insieme di tecniche che definiscono il modo di operare del terapeuta; la proposta del terapeuta di nuove prospettive in grado di dare un senso ad emozioni confuse e indefinite.

La relazione terapeutica presuppone alcuni requisiti: il rispetto della riservatezza del paziente ed il segreto professionale; l’accettazione del paziente e l’assenza del giudizio sul paziente o sul suo comportamento; l’assenza di un interesse o di un coinvolgimento personale da parte del terapeuta che si estende all’esclusione della psicoterapia qualora vi siano legami di parentela o di frequentazione; rapporti di lavoro; vincoli di dipendenza o di collaborazione.

Quali sono le finalità dell’intervento terapeutico? L’intervento terapeutico può avere diverse finalità come:

  • far fronte ad una situazione di emergenza, ad un momento di crisi, a situazioni di difficoltà psicologica transitoria o ad un evento traumatico (come un lutto, uno stupro, un divorzio);
  • prevenire le possibili ricadute;
  • favorire la crescita personale attraverso il cambiamento di aspetti strutturali della persona;
  • fronteggiare una condizione psicopatologica in atto ed i sintomi ad essa connessa (come il trattamento del disturbo ossessivo compulsivo, il disturbo di panico, l’anoressia nervosa).

Con molta probabilità, se stai leggendo il mio articolo, stai considerando la possibilità di iniziare un percorso psicoterapeutico e ti stai ponendo delle domande sulla psicoterapia: cos’è e a cosa serve? Funziona davvero? Per maggiori informazioni sull’argomento, prosegui nella lettura. A seguire, troverai l’intervista al dr. Maurizio Cottone, specialista in psicoterapia psicoanalitica. Dopodiché, ti spiegherò come diventare psicoterapeuta.

Psicoterapia: cos’è?

Chi decide di intraprendere una psicoterapia, o meglio, un “percorso analitico”, poiché la mia specializzazione è freudiana, non è assolutamente un “malato”, anzi probabilmente è il più “sano” e sensibile all’interno della famiglia o del contesto in cui vive. Chi si rivolge a me non ha bisogno di un medico che somministra farmaci.

Chi si rivolge allo psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico, in genere, è il cosiddetto “nevrotico”. Ora, però, ditemi chi nella società contemporanea può definirsi, o dichiararsi, pienamente “sano”, immune da comportamenti nevrotici? Forse un politico? Un industriale di successo? Un intellettuale di fama? Un artista celebre? Una persona sessualmente emancipata? Leggete la definizione del termine “nevrotico” su qualsiasi manuale, e scorrete l’elenco degli innumerevoli sintomi che questo termine racchiude e, poi, ditemi chi non è nevrotico.

Non esistono le persone “sane”, ma persone realizzate nel lavoro, negli affetti, in alcuni settori della vita pubblica e/o privata. Ogni persona va intesa come un unicum. Ciò che consente a una persona di sentirsi realizzata può non valere per un’altra.

A cosa serve la psicoterapia?

Erroneamente, rispetto a quanto si pensi, l’analisi di stampo freudiano non si focalizza unicamente sul passato del paziente, ma riflette sul rapporto, fondamentale per chiunque, con le nostre figure genitoriali introiettate, al fine di rielaborare il nostro presente e modificare il futuro. La psicoterapia psicoanalitica, quindi, quando condotta in maniera esperta e competente, è un’avventura affascinante e propulsiva che appassiona e ci cambia.

Psicoterapia: cosa aspettarsi al primo incontro? Come avviene la diagnosi?

La diagnosi avviene già nel primo incontro, anche se per chi ha un orientamento psicoanalitico, come il sottoscritto, la diagnosi si considera in maniera secondaria, resta sullo sfondo del lavoro col paziente. L’analista è solo “un esperto di territori”. Questo è quello che dico solitamente ai pazienti, nelle quattro sedute preliminari che solitamente propongo proprio per conoscerci meglio.

Lo psicoanalista è qualcuno che ti segue nel “tuo” percorso, che insieme a te vede da che parte è meglio andare, nel “tuo” territorio; territorio – è opportuno precisare – inizialmente sconosciuto ad “entrambi”.

Un bravo analista non sa nulla in anticipo circa quello che si scoprirà insieme e lo comunica al paziente; un bravo analista sa che il territorio che si intende esplorare non è il suo, ma quello del paziente; la mente non è la sua, ma quella del paziente. Le domande, le risposte e le decisioni non sono sue, ma quelle del paziente. Egli interroga e si interroga, perlustra il territorio psichico, si chiarisce e chiarisce. Accompagna. Come ogni guida esperta, aspetta il paziente, segue i suoi tempi. Se lui è stanco e vuole sedersi, vuole riposare, si siede anche lui vicino al paziente. Aspetta.

Capite la grande responsabilità e il profondo rispetto necessari per fare un lavoro di questo tipo? Un rispetto etico non improvvisato, ma conquistato attraverso la propria lunga e accurata formazione specialistica.

Come si svolge una seduta di psicoterapia?

Nel suo ruolo di “esperto di territori”, lo psicoanalista percorre la strada del paziente, accompagnandolo. Al massimo, può suggerirgli direzioni più proficue, perché “fiuta” che conviene allungare il percorso, per evitare pericoli inopportuni.

Questo non perché egli conosca prima la meta a cui approdare, come credono erroneamente in molti; non perché egli voglia solo perdere tempo, e magari farti pagare più sedute, ma semplicemente perché egli “sente” che, in quel momento, è meglio per la coppia analitica non attraversare un particolare luogo “interiore”.

Del resto, le “guide indigene” solitamente sentono quali sono i sentieri migliori da percorrere, li percepiscono, anche senza conoscerli, anche senza l’uso di cartine geografiche, il più delle volte incomplete, approssimative e fuorvianti. E poi in un territorio ancora sconosciuto, che “cartina” si potrà mai usare? Si scopre il territorio insieme, da bravi speleologi.

Come riconoscere un bravo psicoterapeuta?

Difficile da dire. Di solito, è attraverso il cosiddetto “passaparola” che a volte, però, può essere fuorviante per vari motivi, compresi gli interessi economici o di potere di chi, appunto, “passa la parola”. L’unica via che, quindi, può garantire una tutela per l’utenza è quella istituzionale.

Nel 1989, lo Stato italiano riconosceva legalmente, dapprima l’Ordine professionale degli Psicologi e qualche anno dopo, l’Ordine professionale degli Psicoterapeuti. Da allora, la professione, prima dello psicologo, e poi dello psicoterapeuta, non è più abusiva quando si è iscritti in uno degli Albi Regionali riconosciuti.

Se per entrare nell’Ordine degli Psicologi, oggi, è necessario essere laureati in psicologia, per entrare in quello degli Psicoterapeuti è necessaria una laurea “lunga” in psicologia (3+2 anni), e una specializzazione di altri 5 anni svolta in un istituto non improvvisato, ma riconosciuto dallo Stato attraverso un suo organo di controllo “specializzato” chiamato Miur. Questa premessa appare doverosa per spiegare come uno psicoterapeuta viene riconosciuto tale dalla legge italiana.

Ciò evidentemente appare importante per distinguere e riconoscere chi ha svolto un’accurata specializzazione rispetto a chi si improvvisa attraverso corsi non riconosciuti, non essendo Iscritto all’Ordine degli Psicologi della regione ove professa, e magari non essendo neppure laureato in psicologia.

Nelle specializzazioni degli istituti riconosciuti dal Miur, i guaritori, i santoni, i profeti, non sono riconosciuti, non vengono promossi all’anno successivo. Vengono frustrati nei loro desideri di onnipotenza e, se necessario, vengono bocciati dall’Istituto di specializzazione. Tale formazione estranea al “mondo magico” comprende una lunga “analisi didattica”, praticata dal futuro psicoanalista insieme ad una analista esperto, riconosciuto da uno di quegli istituti qualificati, e quindi chiamato “didatta”.

È solo un percorso “esperienziale” di questo tipo che può fare credere al futuro psicoanalista nella capacità terapeutica del metodo, e non nei poteri “magici” custoditi dalla persona dello psicoterapeuta esperto (e didatta). All’interno di questo schema “istituzionale”, il mio “orientamento” psicoanalitico mi definisce, però, in maniera etimologicamente, e concretamente, più corretta.

Io sono uno psicoterapeuta sì, ma soprattutto uno “psicoanalista”, cioè un “osservatore”, un “analista della psiche”. Tale percorso “sperimentato” dalla mia categoria aiuta, a chi diventerà un professionista preparato, ad avere “fede” nel modello psicoanalitico, a non a dipendere da qualcuno vissuto, in qualche maniera, come “potente”. Tale percorso ti aiuta a “credere” nella capacità di aiutare a fare stare meglio le persone, senza manipolarle; e questo perché l’analista stesso, nel suo percorso didattico, non è stato manipolato.

Quali sono i tempi di guarigione? 

I tempi i guarigione non sono quantificabili e variano da paziente a paziente, in seguito ad una serie di fattori anche legati alla sintonia della coppia analitica. Per esperienza professionale, posso assicurare, però, che nel momento in cui il paziente decide di iniziare un percorso analitico, ha già conquistato qualcosa di unico ed esclusivo.

Inoltre, oggi, il percorso analitico non è più da considerarsi come una prerogativa “aristocratica”, per soli ricchi, poiché i costi sono più accessibili. Oggi, infatti, una psicoanalisi seria, approfondita e qualificata, se la possono permettere in molti, magari rinunciando per qualche tempo a beni superflui in cambio di un bene molto più profondo: conoscere sé stessi, sentirsi completi, fare emergere il proprio vero sé, prendere decisioni, dapprima considerate impensabili e/o inopportune, a causa di condizionamenti famigliari e/o sociali.

Quando un percorso psicologico può ritenersi concluso con successo?

Con la cura psicoanalitica la dipendenza che solitamente tali pazienti vivono nei confronti di qualcuno o di qualcosa, viene spostata in un ambiente protetto, in una relazione affettiva virtuale, dove un vero professionista lentamente dimostra al paziente che può fidarsi di lui, e quindi fidarsi di se stesso, del suo sentire. Quindi, può farcela da solo.

E quando un’analisi si conclude felicemente, quello che rimane del rapporto fra analista e paziente è una grande stima reciproca. È sempre un piacere ritrovare pazienti che, magari dopo anni, incontrandoci ci salutano con gioia perché sentono che la loro vita è cambiata, perché hanno scoperto, attraverso questo particolare e unico percorso, che possono esprimere tutto il loro potenziale, la loro energia. Una nuova vitalità.

Del resto, noi psicoterapeuti non siamo minimamente depositari di una qualche verità, siamo solo degli intermediari che rimandano verso un altrove: delle “guide” che ad un tratto il paziente decide di abbandonare, lungo il suo percorso.

Come diventare psicoterapeuta?

Dopo l’intervista al dr. Maurizio Cottone, ora ti spiegherò come diventare psicoterapeuta e ti parlerò del diploma di specializzazione in psicoterapia.

A seguito del conseguimento di una laurea magistrale/specialistica in Psicologia o in Medicina e Chirurgia e all’iscrizione al rispettivo albo professionale, è possibile frequentare uno degli Istituti di specializzazione in psicoterapia abilitati ai sensi del Regolamento (D.M. 11 dicembre 1998 n. 509) ad istituire e ad attivare corsi di specializzazione in psicoterapia, allo scopo di acquisire una formazione professionale idonea all’esercizio dell’attività psicoterapeutica, secondo un indirizzo metodologico e teorico-culturale riconosciuto in ambito scientifico, sia nazionale che internazionale.

Per conoscere l’elenco degli istituti di specializzazione in Psicoterapia, devi effettuare una ricerca sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca oppure puoi scaricare l’elenco degli istituti abilitati con decreti.

L’Istituto di specializzazione rilascia un diploma equipollente a quello rilasciato dalle università. Per il tirocinio dei propri allievi, ciascun istituto di specializzazione in Psicoterapia deve attivare delle convenzioni con strutture pubbliche e/o private accreditate al Servizio sanitario nazionale (Ssn)  [1].

Per essere valide ai fini del tirocinio, le convenzioni devono essere prima valutate dal Ministero con esito positivo. In prima istanza, la richiesta di valutazione di una struttura privata accreditata verrà eseguita anche dalla Commissione Tecnica-Consultiva (CTC).

Secondo il Tar di Perugia [2], il diploma di specializzazione in psicoterapia, rilasciato da istituti non universitari ma riconosciuti ai sensi dell’ art. 3, comma 1, l. 18 febbraio 1989 n. 56, costituisce [3] titolo legittimante alla partecipazione ai concorsi indetti dalle Azienda sanitarie locali per l’assegnazione di posti di dirigente psicologo, area di psicologia, disciplina di psicoterapia.


note

[1] Art. 8 del Regolamento 509/1998.

[2] TAR Perugia, (Umbria),  n.647 del 31.08.2007.

[3] Art. 52 co. 1 lett. b) D. P. R. n. 483 del 10.12.1997.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube