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Agente di commercio: non alle provvigioni indirette se ha perso l’area di competenza

30 Aprile 2014
Agente di commercio: non alle provvigioni indirette se ha perso l’area di competenza

Provvigioni indirette sugli affari conclusi dal preponente a condizione che nel contratto fosse prevista l’esclusiva.

L’agente di commercio ha diritto ad esigere, dal preponente, le cosiddette provvigioni indirette (ossia le provvigioni dovute sugli affari conclusi direttamente dal preponente nella zona di competenza dell’agente) a condizione dell’esistenza, nel contratto di agenzia, di una esclusiva di zona a favore dell’agente stesso. Lo ha detto la Cassazione in una recente sentenza [1].

La vicenda

Un agente si era rivolto al Tribunale di Milano per vedersi riconoscere le cosiddette provvigioni indirette sugli affari conclusi direttamente dalla preponente nella zona di sua competenza. Presupposto di tale richiesta era sia il fatto che l’agente non avesse accettato la deroga unilaterale dell’esclusiva di zona, comunicata alcuni anni prima dalla casa mandante, sia il principio secondo cui l’eventuale deroga dell’esclusiva [2] mai avrebbe potuto incidere sul diritto dell’agente a percepire le provvigioni indirette costituenti, quindi, a dire dell’agente un diritto autonomo.

Ai giudici di legittimità veniva quindi chiesto di affermare il principio secondo cui il preponente può decidere (o convenire con l’agente) la modifica dell’esclusiva di zona ma questo non lo libera mai dal pagamento delle provvigioni sugli affari conclusi nella zona affidata all’agente.

 

La sentenza

I giudici hanno, invece, ribadito il principio secondo cui l’esclusiva di zona costituisce l’indispensabile presupposto del diritto alla percezione delle provvigioni indirette.

Risvolto pratico della pronuncia è che una volta derogata l’esclusiva di zona, l’agente non ha più diritto a richiedere il pagamento delle provvigioni relative ad affari conclusi dal preponente (direttamente o per il tramite di altri agenti) nella zona di sua competenza.

La Cassazione ha altresì ribadito il principio secondo cui l’esclusiva di zona è sia derogabile dalle parti espressamente (come avvenuto nel caso esaminato) sia per fatti concludenti.

Ha, però, affermato che la deroga per fatti concludenti deve poter essere desunta in modo “chiaro ed univoco” dal comportamento delle parti ove incompatibile con il contenuto del contratto.


note

[1] Cass. sent. n. 9226/14.

[2] Disciplinata dall’art. 1743 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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