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È legale produrre birra in casa?

3 Febbraio 2020 | Autore:
È legale produrre birra in casa?

Cosa prevede la legge per chi sceglie la «bionda fai-da-te». Che cosa serve per farla e quanto può costare.

Si chiama homebrewing. È il termine inglese che definisce la birrificazione domestica. Una tecnica che riempie di soddisfazione gli amanti della birra artigianale che hanno tempo, spazio e voglia di bere e di offrire le spumeggianti «bionde fai-da-te». Ma è legale produrre birra in casa? Oppure se un giorno arriva la Finanza ti fa passare la voglia?

Non c’è come leggere bene le normative tra le righe per scoprire quante cose si possono fare nella vita. Una di queste è produrre birra in casa. Il tutto grazie ad una legge del 1995 che non dice esplicitamente «è permessa la birrificazione casalinga» ma che nemmeno la vieta. Non solo: dice che l’artigiano produttore la può bere e offrire a parenti ed amici senza pagare un centesimo di tasse. Cin-cin allora.

Altro discorso è che economicamente convenga. Come vedremo più avanti, spiegando come si fa la birra in casa, è facile che fermarsi al bar a bere una buona «media» costi di meno. Ma vuoi mettere la soddisfazione di goderti una cosa fatta da te? L’importante è capire se è legale produrre birra in casa. Lo vediamo subito, poi ti raccontiamo come si fa.

Produrre birra in casa: si può?

È, dunque, dal 1995 che è legale produrre birra in casa. Una legge che risale a quell’anno [1] recita testualmente: «È esente da accisa la birra prodotta da un privato e consumata dallo stesso produttore, dai suoi familiari e dai suoi ospiti, a condizione che non formi oggetto di alcuna attività di vendita». Punto.

Che cosa ci dice questo paragrafo della legge? Implicitamente – ma neanche tanto – ci dice che è lecita «la birra prodotta da un privato» la si può fare. Che la puoi offrire ai tuoi parenti ed ai tuoi ospiti, senza stabilire quanti devono essere i parenti e gli ospiti. Insomma, se sei particolarmente generoso ed hai qualcosa da festeggiare, se inviti a casa tua l’intero paese a vedere la finale di Champions o fai una grigliatona per il tuo compleanno, puoi offrire da bere a tutti la birra prodotta da te.

Purché, però, tu gliela offra, e non gliela faccia pagare. Insomma, non puoi vendere nemmeno una birra piccola, altrimenti vai contro l’ultima parte di quel paragrafo della legge, quello dove c’è scritto che la produzione non deve formare «alcuna attività di vendita».

Produrre birra in casa: quali ingredienti servono?

Sicuramente non ti accontenti di sapere se è legale produrre birra in casa ma, a questo punto, vorrai anche sapere come si fa.

Prima precisazione: la birra non è il prodotto di un processo di distillazione ma di fermentazione di cereali maltati. Non è, quindi, come fare una grappa. Di solito si utilizza il malto d’orzo, ma c’è spazio per la fantasia e per ogni tipo di gusto. Quindi, largo anche all’avena o alla segale.

Malto d’orzo, quindi, come ingrediente. Insieme, però, al luppolo. È il fiore di una pianta che dà alla birra il tipico gusto amaro.

Ovviamente, ci vuole anche l’acqua. Il malto d’orzo si mette a macinare nell’acqua a temperature diverse. Il liquido che si ottiene va filtrato, poi bollito con il luppolo e messo a fermentare per un po’ di giorni (da una a tre settimane).

Produrre birra in casa: quali metodi?

Esistono tre procedure per produrre birra in casa, ovvero:

  • da kit: si tratta del metodo più diffuso perché semplice e tutto sommato economico;
  • con la tecnica E+G, che sta per estratto + grani;
  • con la tecnica all grain, riservata a chi ha già una certa dimestichezza.

Il metodo con kit

Come accennato, quello col kit è il metodo più semplice per produrre birra in casa. Non richiede tanto spazio (basta la tua cucina) e non costa tanto. Il procedimento consiste grossolanamente nel diluire nell’acqua l’estratto di malto che si può trovare in commercio oppure online.

Avrai bisogno di:

  • un fermentatore con rubinetto di scarico;
  • un densimetro con provetta;
  • dei tubi per travasare;
  • un termometro adesivo.

Il metodo E+G

E+G sta per estratto + grani. Al mosto con estratto che abbiamo visto prima si aggiungono dei malti particolari ricavati da altri cereali per dare alla birra un sapore diverso.

In questo caso, avrai bisogno di un estratto base senza luppoli: verranno aggiunti dopo nella quantità desiderata, a seconda dell’amarezza che si vuole dare al prodotto finale.

Oltre all’attrezzatura citata per la birra con kit, servirà un macinino per i gli altri malti ed un filtro per passare l’infusione di luppoli.

Il metodo all grain

È quello riservato ai più esperti ed ai palati più fini, cioè a chi vuole dare alla birra artigianale un gusto particolare. Ed anche a chi vuole spendere di più per produrre birra in casa.

Sono da escludere i prodotti preconfezionati, quindi avrai bisogno dei singoli ingredienti: acqua, malto d’orzo, luppolo, lievito.

Devi innanzitutto macinare il malto e cuocerlo in infusione nell’acqua. Il mosto che risulta va filtrato e bollito con il luppolo. Quindi, lo si fa raffreddare e fermentare.

Produrre birra in casa: quanto costa?

Sicuramente, chi vuole produrre birra in casa non lo fa per una questione di risparmio (a seconda di quanta ne beve al giorno, ovvio) ma per darsi la soddisfazione di bere un prodotto fatto da sé.

La spesa varia a seconda della tecnica utilizzata. Come già detto, fare la birra con kit è più economico rispetto alla procedura all grain, che richiede maggiore attrezzatura.

Se vuoi fare una ventina di litri di birra da tenere in cantina, puoi spendere dai 100 ai 300 euro in base al tipo di strumentazione che avrai scelto.



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