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È legale seppellire il cane in giardino?

19 Gennaio 2020
È legale seppellire il cane in giardino?

Cosa fare dopo la morte dell’animale domestico: dove si possono sotterrare cani e gatti?

Se è vero che la morte di un parente lascia sempre un vuoto incolmabile, quella di un animale domestico non è da meno. Chi ama cani e gatti sa quanto la loro assenza possa diventare un macigno per una famiglia abituata a quel calore sincero e incondizionato. Ma se per le persone c’è sempre un camposanto dove raccogliersi in preghiera per alimentare la fiamma del ricordo, i cimiteri per animali purtroppo sono rari e soprattutto costosi. A quel punto, si pone il problema della tumulazione o della cremazione.  

Chi ha la fortuna di avere un terreno, si potrebbe chiedere: è legale seppellire il cane in giardino? Lo stesso discorso chiaramente può essere fatto anche con un gatto, un criceto, un uccellino, uno scoiattolo o qualsiasi altro animale d’affezione (così come li chiama la giurisprudenza per indicare il vincolo affettivo che si forma subito con il padrone). 

Come certamente saprai, non puoi certo seppellire tuo padre o tua madre nell’orto di casa solo per averli più vicini a te. Non potresti farlo neanche con un cavallo, qualora ne disponessi uno: e, in questo caso, più per le dimensioni dell’animale che non per ragioni legate alla morale o alla legge. Ma è legale seppellire il cane in giardino o il gatto? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Che fare alla morte di un animale?

Come abbiamo già spiegato nella guida “Che fare se muore un animale domestico“, il proprietario di un cane o di un gatto che passa a miglior vita può consegnarne il corpo al proprio veterinario di fiducia. Glielo dovrà portare non appena constatato il decesso affinché questi lo consegni, a sua volta, a una ditta incaricata della cremazione delle carcasse di animali. In tal caso, però, non è possibile ottenere la restituzione delle ceneri (visto che la cremazione è spesso cumulativa). 

La seconda possibilità è di provvedere personalmente alla cremazione, consegnando il cane o il gatto a un centro specializzato, ma che richiederà un pagamento (a volte anche elevato). In tale ipotesi, a differenza della precedente, è possibile chiedere le ceneri dell’animale. 

La terza opzione è quella di consegnare il corpo a un cimitero di animali, presentando il certificato di morte redatto dal veterinario. Ad un prezzo che, a volte, può arrivare anche a 4mila euro, si può ottenere un loculo dove recarsi per un numero di anni prestabilito (di solito, cinque); dopodiché, il corpo dell’animale viene gettato in una fossa comune per recuperare spazio.

L’ultima strada è quella di provvedere personalmente alla sepoltura dell’animale. Lo si può fare in un bosco, in una campagna e, persino, nel proprio giardino privato. Ma a quali condizioni? Vediamo nello specifico le regole per seppellire il cane in giardino. 

Regole per seppellire il cane in giardino

Seppellire un cane nel proprio giardino è legale, ma bisogna rispettare delle regole igienico-sanitarie per la sicurezza di tutti. Alcune di queste potrebbero essere state stabilite dal Comune o dalla Regione nella quale risiedi: per cui ti consiglio di informarti prima presso i relativi uffici in modo da non commettere irregolarità.

La prima cosa da fare è recarsi presso il proprio veterinario e chiedere il certificato di morte. Tale certificato andrà appositamente custodito nel caso in cui dovessero, in futuro, sorgere problemi a seguito di controlli. 

Il veterinario provvederà a rimuovere il microchip collocato nel corpo dell’animale. A quel punto, entro 2 giorni dal decesso, bisognerà comunicare all’Asl la morte del cane e consegnare il relativo certificato di morte affinché venga “chiuso” il codice del microchip. L’Asl provvederà a cancellare l’animale dall’anagrafe canina.

Attenzione: se il tuo cane è morto per una malattia infettiva non puoi seppellirlo nel tuo giardino poiché, diversamente, il processo di decomposizione potrebbe inquinare le falde acquifere. 

Se hai difficoltà a comprendere se la causa della morte del cane è infettiva o meno potrai chiedere maggiori dettagli al tuo veterinario. 

La seconda cosa che devi fare per seppellire il cane in giardino è scavare una buca. Non deve essere meno profonda di mezzo metro affinché altri animali, sentendo l’odore, non vadano a dissotterrarlo. Ogni Regione, però, potrebbe avere regole diverse sulla profondità della buca. 

È preferibile, prima di ricoprire la fossa con la stessa terra, buttare sopra la carcassa dell’animale della calce viva. Il corpo non deve essere riposto in alcun contenitore di plastica o metallo (ad esempio, buste di plastica). È, tuttavia, possibile usare un telo, giusto per pietà o qualsiasi altro materiale biodegradabile. Se non hai la calce è consigliabile scavare una fossa più profonda (almeno un metro o due).

Su internet oggi puoi ordinare anche una lapide con nome e date incise su di essa, in modo da posarla in ricordo del cane. 

Posso seppellire il cane nel giardino del condominio?

Sul piano condominiale, non è detto che la sepoltura di animali domestici non rappresenti una forma di utilizzazione lecita di una parte comune. Naturalmente, occorre valutare le circostanze del caso (ampiezza del giardino, modalità della sepoltura eccetera). L’amministratore, venuto a conoscenza dei fatti, dovrà richiedere al condomino che ha eseguito la sepoltura l’esibizione dell’autorizzazione necessaria e, in mancanza, segnalare il fatto al competente ufficio comunale. Per il caso in cui la sepoltura sia stata eseguita nel rispetto della normativa di settore, l’illiceità dell’operato del condomino dovrà essere valutata alla luce del concreto pregiudizio lamentato da altri condòmini, considerate le circostanze del caso.


Un regolamento dell’Unione europea prevede la possibilità di seppellire gli animali di compagnia (articolo 24, comma 1, lettera a, regolamento 3 ottobre 2002, n. 1774). Spetta poi alle competenti autorità interne provvedere a un’adeguata regolamentazione. Le disposizioni applicabili variano da Regione a Regione. Generalmente occorre un’autorizzazione che garantisca l’assenza di rischi igienico-sanitari (visto il luogo di residenza del lettore, si può richiamare l’articolo 30 della legge Regione Lombardia 6/2004). Tale autorizzazione può essere rilasciata da un medico veterinario, il quale escluda la presenza di rischi per la salute pubblica (per la Regione Lombardia, si veda la deliberazione VII/20278 del 21 gennaio 2005).

note

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