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È legale localizzare un cellulare?

19 Gennaio 2020
È legale localizzare un cellulare?

Si può rintracciare la posizione geografica di uno smartphone altrui all’insaputa del proprietario o è reato?

Oggi, esistono numerosi modi per localizzare un cellulare, ma quasi tutti richiedono la collaborazione del relativo titolare, non fosse altro perché è necessario che il gps sia attivo. 

Se vuoi sapere dove si trova, in questo momento, tua moglie o tuo marito puoi chiedergli di condividere la sua posizione, di mandarti una foto o di fare una videochiamata. Di certo, però, chi intende localizzare uno smartphone, se non si tratta dello stesso proprietario che ha perso il dispositivo e intende ritrovarlo, lo fa per violare l’altrui privacy all’insaputa di quest’ultimo. Di qui, il dubbio: è legale localizzare un cellulare? Cosa prevede la legge a riguardo? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Come localizzare un cellulare? 

Per localizzare un cellulare è necessario, innanzitutto, che questo sia acceso, connesso a internet e con il gps attivo. 

Se si tratta di un sistema Android (ad esempio, un cellulare Samsung) puoi utilizzare il sistema Gestione Dispositivi Android, lo strumento di Google che permette di rintracciare un cellulare da remoto. Dovrai conoscere, però, le credenziali dell’account Gmail del proprietario del cellulare con cui è stato registrato il dispositivo da rintracciare. Dopodiché, devi recarti su questo sito per effettuare il controllo. La stessa operazione può essere eseguita anche con l’ausilio di alcune app come Android Lost o Cerberus.

Se, invece, intendi rintracciare un iPhone, devi andare sulla funzionalità Trova il mio iPhone messa a disposizione da Apple. Devi, però, avere le credenziali dell’ID Apple associato all’iPhone da rintracciare. Anche in questo caso, comunque, ci sono una serie di app disponibili sull’Apple Store che svolgono la stessa funzione. 

Un’ultima ipotesi per localizzare un cellulare altrui è quella di impossessarsi del dispositivo e installare un software spia di sorveglianza e monitoraggio, ovviamente all’insaputa del proprietario. 

Localizzare un cellulare è reato?

Spesso, succede che la tecnologia consenta ciò che la legge invece vieta. Ed allora, prima di spiare dove si trova lo smartphone di un’altra persona è bene chiedersi se questa attività di spionaggio è lecita o meno. Localizzare un cellulare altrui è legale? La risposta corretta – come sempre succede quando parli con un avvocato – è… “dipende”. Dipende da che tipo di spionaggio intendi praticare. Ecco allora come stanno le cose.

Localizzazione cellulare senza installare app

Se la localizzazione avviene senza l’installazione di software spia, allora non si commette alcun reato. Difatti, pedinare una persona non è illecito nella misura in cui però non diventi un comportamento assillante e, quindi, sfoci nello stalking o nelle molestie. Chiunque può nascondersi nei cespugli e seguire a distanza un altro. Lo fanno i detective del resto, e la loro attività è considerata pienamente lecita sia dalla legge che dalla giurisprudenza. 

Quindi, mettersi alla ricerca della posizione di un altro smartphone non è vietato dalla legge né si commette reato proprio perché assimilabile a un normale pedinamento. Del resto, se il soggetto intercettato non volesse farsi seguire potrebbe disattivare il gps. 

Ma tutto ciò è solo in teoria. Nella pratica, le cose vanno diversamente e la ragione l’abbiamo spiegata in precedenza. Difatti, per localizzare un cellulare bisogna conoscere l’altrui email di registrazione al sistema di localizzazione predisposto da Google o da Apple. E chi ne è in possesso, ma non ne è titolare, non potrebbe accedere all’altrui account. Se lo facesse, commetterebbe il reato di accesso abusivo a sistema informatico. Ed allora potrebbe essere punito penalmente non già per aver rintracciato lo smartphone altrui, ma per aver fatto accesso ai suoi dati riservati dal pc o da un altro smartphone.

Localizzazione cellulare tramite app

Le cose vanno diversamente per chi, invece, installa un software spia nel cellulare altrui. Qui, bisogna andare più cauti. 

Il pedinatore, in tale ipotesi, utilizza dei software che operano al di là della volontà della vittima di essere intercettata. Ed allora un pubblico ministero potrebbe ritenere tale attività illecita ai sensi del Gdpr (il nuovo regolamento europeo sulla privacy) oppure configurare il comportamento comunque come reato.

La Cassazione, in verità, ha ritenuto che installare un software spia sul cellulare della moglie o del marito configura il reato di «Installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni» punito dall’art. 617-bis del codice penale. La norma, però, sanziona l’installazione quando finalizzata a captare la conversazione telefonica o i messaggi. Il soggetto inquisito potrebbe allora difendersi sostenendo che il suo scopo fosse solo quello di individuare la posizione geografica del cellulare, ma non anche di spiare le telefonate. Del resto, le norme del Codice penale vanno interpretate letteralmente, senza possibilità di analogia. Il che porterebbe ad escludere la configurabilità penale della condotta. Ma bisogna andarci cauti. Sul punto, ancora non si registrano pronunce. 


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