Tumori: quanto si sopravvive dopo la diagnosi?

17 Gennaio 2020
Tumori: quanto si sopravvive dopo la diagnosi?

I dati dell’ultimo rapporto Ocse sulle percentuali di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi per i tipi di cancro più diffusi in Italia e in Europa.

L’Italia ‘brilla’ quanto a tassi di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di cancro: sono  più elevati rispetto alla media europea, nonostante le percentuali di screening nel nostro Paese siano relativamente basse. Lo rileva l’ultimo rapporto ‘State of Health in the EU: Italy. Country Health Profile 2019’ dell’Ocse, discusso oggi in un evento organizzato a Bari; l’agenzia stampa Adnkronos ci ha fornito i contenuti di interesse.

C’è una notizia confortante: nonostante i livelli di screening relativamente bassi – evidenzia l’Ocse – i tassi di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di queste ed altre malattie oncologiche sono leggermente più alti in Italia rispetto ad altri Paesi dell’Ue. Ecco di seguito i dati per le più diffuse patologie. In particolare, per il cancro alla prostata nel nostro Paese la sopravvivenza è del 90% contro una media europea dell’87%. Per il tumore ai polmoni è del 16% in Italia e del 15% in Europa, per la neoplasia al seno il tasso di sopravvivenza a 5 anni nel nostro Paese è dell’86% a fronte dell’83% della media Ue, per il tumore al colon è il 64% in Italia ed il 60% in Europa.

Nell’ultimo decennio sono stati messi in atto diversi piani nazionali di screening per potenziare la diagnosi precoce dei tumori più comuni, ossia al seno, al collo dell’utero e al colon-retto. Sebbene i programmi siano offerti a titolo gratuito ai segmenti della popolazione cui sono destinati, la copertura rimane limitata.

Nel 2017, solo il 60% circa delle donne della fascia di età tra i 50 e i 69 anni si era sottoposto a screening per il tumore al seno nei 2 anni precedenti, una percentuale prossima alla media Ue del 61%. I tassi di screening per il cancro al collo dell’utero sono molto più bassi: solo il 40% circa delle donne di età compresa tra 20 e 69 anni si è sottoposto a screening negli ultimi 3 anni, rispetto alla media dell’Ue del 66%.



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