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Cosa rischio se offendo una persona?

12 Febbraio 2020 | Autore:
Cosa rischio se offendo una persona?

Ingiuria e diffamazione: cosa sono e quando si integrano? Offendere una persona è reato? Risarcimento persona offesa: a quanto ammonta?

La legge vieta qualsiasi comportamento che possa tradursi in un’aggressione fisica: ogni tipo di violenza nei confronti di un’altra persona è punita dall’ordinamento giuridico italiano a titolo di reato. In pratica, ciò significa che anche un semplice schiaffo, se sferrato con una certa forza, può costituire un crimine e aprire le porte a un procedimento penale. A volte però le parole possono ferire più delle percosse: d’altronde, si sa che la lingua sa essere più affilata di una lama. Cosa accade in casi del genere? Ti sei mai chiesto cosa rischio se offendo una persona?

Per offesa intendiamo ovviamente quella verbale (o scritta), non fisica: in quest’ultima ipotesi, infatti, ricorrerebbe sicuramente un’ipotesi delittuosa. Un’offesa verbale può essere reato? Una parolaccia o un insulto rivolto apertamente a un’altra persona può esporci al rischio di una denuncia penale? Cosa si rischia a offendere una persona? Se cerchi risposte a queste domande, prosegui nella lettura: vedremo insieme a quali conseguenze si può andare incontro nel caso di offese personali.

Offendere una persona è reato?

Cominciamo subito a vedere se offendere una persona costituisce reato. Fino al 2016 a questa domanda era molto semplice dare una risposta: il codice penale, infatti, prevedeva il reato di ingiuria [1], il quale puniva con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a cinquecentosedici euro chiunque offendesse l’onore o il decoro di una persona presente, anche a mezzo internet o per telefono.

Nel 2016, però, una legge [2] ha sancito l’abrogazione del reato di ingiuria che, di conseguenza, non costituisce più reato.

Cosa fare se una persona mi ingiuria?

L’abrogazione del reato di ingiuria non ha fatto comunque venir meno la rilevanza giuridica dell’offesa. Mi spiego meglio. Se offendi una persona, ad esempio mandandola a quel paese o gridandole una parolaccia, non rischierai più di incorrere in un procedimento penale; la persona offesa, tuttavia, potrà comunque citarti in tribunale per chiederti il risarcimento dei danni.

L’abrogazione dell’ingiuria ha fatto venir meno solo la rilevanza penale dell’offesa, non la sua illiceità complessiva: se offendi una persona rischi ancora di incorrere in un procedimento, di natura civile però.

Quali conseguenze se ingiuri una persona?

Attualmente, quali sono le conseguenze di un’ingiuria? Se ingiuri una persona, corri il rischio di dovergli pagare un risarcimento; ma non solo. A seguito della depenalizzazione del 2016, la persona condannata (civilmente) per ingiuria è tenuta anche a versare una determinata somma di danaro alle casse dello Stato.

Sì, hai compreso bene: se offendi una persona corri il rischio non solo di doverle pagare il risarcimento dei danni, ma di dover corrispondere un ulteriore importo a titolo di sanzione.

Dunque, se sei stato vittima di un’offesa personale, potrai sempre citare in tribunale chi ti ha offeso: infatti, come ricordato, non è stato abrogato l’illecito, ma solo la sanzione penale. La condotta continua ad essere vietata, ma ad essa non si applica più la reclusione o la multa, bensì le conseguenze previste dall’azione civile, e cioè:

  • il risarcimento a favore della vittima, secondo quanto il giudice accerterà sulla base del danno effettivamente procurato. In mancanza di elementi certi cui ancorare la quantificazione dell’importo, la liquidazione del danno avverrà in via equitativa, ossia sulla base di quanto appare giusto al magistrato;
  • una multa da cento a ottomila euro, da pagare in favore dello Stato, ma solo all’esito della sentenza civile di condanna. Senza il processo di risarcimento del danno, avviato dalla vittima, il colpevole non è tenuto a versare alcuna sanzione allo Stato.

Di conseguenza, per l’autore dell’ingiuria si prospetta una pesante sanzione civile nel caso in cui venga condannato in giudizio. Il punto, però, è che se sei stato ingiuriato devi dimostrare concretamente il pregiudizio, morale o economico, subito dall’offesa.

Offendere una persona: quand’è diffamazione?

Nei paragrafi superiori abbiamo detto che offendere una persona (verbalmente o per iscritto, è indifferente) non costituisce reato, ma un illecito civile che può essere punito dal giudice con la condanna al risarcimento dei danni e al pagamento di una multa a favore dello Stato.

Offendere una persona, però, può costituire reato nel caso della diffamazione [3]. Di cosa si tratta? La diffamazione è quel crimine che scatta ogni volta che un soggetto sia offeso davanti ad altre persone quando non è presente.

A differenza dell’ingiuria, la diffamazione costituisce ancora reato ed è punita con la reclusione o, in alternativa, con una multa. A prescindere dalla pena, la diffamazione è sempre reato.

Qual è la differenza tra ingiuria (non punibile penalmente) e diffamazione? È molto semplice: mentre l’ingiuria presuppone la presenza della persona offesa, la diffamazione necessita proprio del contrario, e cioè che la persona ingiuriata non sia presente e che le parole oltraggiose vengano comunicate a più persone.

Dunque, se offendi una persona quando è assente e alla presenza di più individui (ne bastano due), commetti il reato di diffamazione, con la conseguenza che:

  • in sede penale, potrai essere condannato alla reclusione o al pagamento di una multa;
  • in sede civile, la persona offesa potrà chiedere il risarcimento dei danni.

Offese personali: quando è reato di maltrattamenti?

Le offese personali, se costanti e ripetute nel tempo, possono integrare perfino il grave delitto di maltrattamenti [4]: chiunque maltratta una persona della famiglia o comunque convivente, o una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte, è punito con la reclusione da tre a sette anni.

Per maltrattamenti bisogna intendersi non soltanto la condotta consistente in percosse o lesioni fisiche, ma anche l’abuso psicologico e le continue vessazioni morali nei confronti dell’altro familiare.

Secondo i giudici, nei maltrattamenti non rientrano soltanto le percosse, le lesioni, le ingiurie, le minacce, ma anche gli atti di disprezzo e di offesa alla dignità, idonei a causare sofferenze morali. Se la sofferenza si tramuta in una soggezione psicologica totale, potrebbero allora integrarsi gli estremi del reato di maltrattamenti in famiglia.

Dunque, se offendi una persona e questa vive con te, puoi rischiare di incorrere nel reato di maltrattamenti, con conseguenze anche gravi in termini di pena.

Se offendo una persona quanto devo pagare?

Penso che abbiamo chiarito che offendere una persona è molto rischioso: nella migliore delle ipotesi, infatti, commetti un illecito civile che ti costringerà a dover pagare il risarcimento alla persona offesa. Anche nel caso di reato, poi, la vittima potrà costituirsi nel processo penale per chiedere il risarcimento.

Se offendi una persona, quanto devi dargli a titolo di risarcimento? Non è possibile fornire una risposta univoca a questa domanda: dovrà essere l’individuo offeso a dover quantificare il risarcimento sulla scorta del danno che ha effettivamente subito.

In effetti, i danni che possono derivare da un’ingiuria o da parole oltraggiose è difficile da determinare: per tale ragione, molte volte la persona offesa si rimette al prudente apprezzamento del giudice, il quale sarà dunque chiamato a decidere in base ad equità.

Se il decoro e l’onore oltraggiati dall’offesa riguardano una persona famosa (una celebrità, uno sportivo o, comunque, una persona molto nota nel proprio ambiente), allora sarà più facile per quest’ultima dimostrare di aver subito un pregiudizio: infangare la reputazione di un personaggio molto conosciuto costituisce fatto decisamente grave, in quanto la vittima potrebbe subire delle ripercussioni di tipo economico. Facciamo un esempio.

Tizio, noto avvocato, viene oltraggiato da un suo cliente proprio davanti al tribunale, in presenza di colleghi e giudici: nello specifico, gli viene detto a gran voce di essere un incompetente e un imbroglione. Tizio potrà dunque chiedere un cospicuo risarcimento se riesce a dimostrare che quelle parole lo hanno screditato nel suo ambiente lavorativo, con conseguente perdita di clientela.

Insomma: se offendi una persona dovrai pagare il risarcimento commisurato al danno che effettivamente hai arrecato alla vittima. Inoltre, se il fatto costituisce ingiuria, dovrai anche pagare una multa allo Stat il cui importo, come detto qualche paragrafo fa, può giungere perfino a ottomila euro.

Se offendo una persona in internet cosa rischio?

Se offendi una persona in internet (ad esempio, mentre parli in chat), allora commetti un illecito che è esattamente uguale a quello che commetteresti se parlassi con lei dal vivo.

Ma attenzione: se sui social oppure sui gruppi WhatsApp oltraggi pubblicamente una persona, allora incorri nel reato di diffamazione aggravata: ciò significa che dovrai aspettarti una denuncia e un processo penale in piena regola. Il rischio è quello di incorrere nella pena della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516, oltra che al risarcimento del danno.

Il risarcimento può essere liquidato direttamente dal giudice penale, qualora la persona offesa si sia anche costituita parte civile e il giudice ritenga di poter quantificare l’entità del danno, ovvero dal giudice civile in separata sede.

Quanto costa una diffamazione?

Ma quanto costa una diffamazione? Dipende dal tipo di offesa e, soprattutto, da chi è la vittima: e infatti, la casistica dimostra come l’entità del risarcimento aumenti parallelamente alla notorietà del diffamato. Insomma: più è celebre la persona offesa, più è grave la diffamazione.

Mentre per le diffamazioni alle persone comuni la media del risarcimento per diffamazione si aggira, a seconda della gravità dell’offesa della reputazione, tra i mille e i diecimila euro, per i vip si può giungere anche fino a cinquantamila euro (in rari casi, anche di più).


note

[1] Art. 594 cod. pen.

[2] D.lgs. n. 7 del 15 gennaio 2016.

[3] Art. 595 cod. pen.

[4] Art. 572 cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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