Nuovi aumenti in busta paga: ecco chi ci guadagna

18 Gennaio 2020 | Autore:
Nuovi aumenti in busta paga: ecco chi ci guadagna

Quali sono le fasce di reddito che beneficeranno maggiormente del nuovo meccanismo di taglio del cuneo fiscale e dell’aumento del bonus Renzi.

Con il nuovo meccanismo del taglio delle tasse in busta paga, che partirà dal prossimo 1° luglio, la novità principale è l’estensione dei beneficiari a una platea di 4,3 milioni di lavoratori in più, quelli finora esclusi dal bonus Renzi di 80 euro perché percepiscono redditi annui oltre i 26.600 euro annui; adesso invece saranno compresi anche coloro che hanno redditi fino a 40 mila euro annui, ma con una graduazione a scalare dell’importo che aumenterà la busta paga in cifre decrescenti al crescere del reddito annuo percepito; si arriva così a un totale di 16 milioni di interessati. C’è poi l’aumento a 100 euro dell’importo del bonus Renzi, che riguarda la fascia di lavoratori tra gli 8 mila ed i 26 mila euro ma adesso viene esteso perché i 100 euro mensili andranno a tutti i redditi fino a 28 mila euro.

I due meccanismi, quello del taglio del cuneo fiscale e del bonus Renzi “potenziato” ed esteso oltre la soglia originaria, si intrecciano e influiscono parecchio sui nuovi aumenti in busta paga. Facciamo i conti e andiamo a vedere a quanto ammonteranno per scoprire chi ci guadagna, cioè quali lavoratori otterranno i migliori benefici, seguendo gli importi riconosciuti per per ciascuna fascia di reddito e i meccanismi con cui verrà applicato l’aumento spettante.

Lo schema di riduzione della tassazione mediante il taglio del cuneo fiscale, prevede a partire dal 1° luglio prossimo, 100 euro in più per ogni mese lavorativo (dunque 1.200 euro su base annua) per tutti i lavoratori dipendenti con reddito fino a 28 mila euro. Coloro che percepivano il bonus Renzi vedranno, dunque, aumentare l’importo rispetto agli 80 euro attuali. Si tratta di un incremento, ma non è soltanto per loro il beneficio più consistente. Andiamo, dunque, a vedere cosa succede nelle fasce di reddito superiori a questa soglia, tenendo presente che l’aumento a 100 euro che abbiamo appena descritto riguarderà i redditi fino a 28 mila euro, dunque, oltrepassando il precedente limite di 26.600 euro entro il quale veniva riconosciuto il bonus Renzi.

Per le fasce di reddito superiori alla nuova soglia di 28 mila euro – che come abbiamo visto avrà l’aumento “pieno” di 100 euro mensili, senza decurtazioni – l’importo dell’aumento sarà decrescente al crescere del reddito, con un meccanismo di décalage che servirà a rendere più “morbida” la discesa del beneficio, evitando “gradini” tra chi è appena al di sotto oppure poco al di sopra del limite. Le nuove fasce di reddito previste sono di mille euro e a ciascuna corrisponde un preciso importo che costituirà l’aumento in busta paga per chi rientra in quello scaglione.

Partiamo dall’importo pieno di 1.200 annui riconosciuto a chi ha redditi entro i 28 mila euro e notiamo che i redditi tra i 28 ed i 29 mila euro avranno un beneficio che scenderà leggermente, e precisamente sarà di 1.166 annuo (+97 euro mese, anzichè 100). Proseguendo, vediamo che la fascia tra i 29 mila ed i 30 mila avrà 1.131 euro l’anno (dunque 94 euro mese) e la successiva, tra i 30 ed i 31 mila, passerà a 1.097 (91 euro mese). Scende a 1.063 euro (88,5 euro mese) l’aumento per chi si trova tra i 31 mila ed i 32 mila ed a 1.029 (85,7 euro mese) per coloro che hanno da 32 mila a 33 mila.

Da qui in su l’aumento in busta paga c’è ancora, ma cala – anche in questo caso gradualmente – sotto i mille euro annui: i lavoratori con redditi da 33 a 34 mila euro percepiranno 994 euro in più (83 euro mese), che si abbasseranno a 960 euro (80 euro) per quelli tra i 34 ed i 35 mila euro di reddito.

Il Governo ha poi deciso, andando oltre le previsioni iniziali, di prevedere il taglio del cuneo fiscale anche per i redditi annui superiori a 35 mila e fino a 40 mila euro, ma stavolta gli importi dell’aumento scendono notevolmente ed anche la proporzione della discesa degli importi per ciascuna fascia diventa più rapida: saranno 768 euro (64 euro mese) per i redditi compresi fra 35 mila e 36 mila euro; 576 ( 48 euro mese) per i lavoratori con un reddito lordo da 36 mila a 37 mila euro annui; 384 euro (32 euro mese ) per i redditi da 37 e fino a 38 mila; 192 (16 euro mese) per quelli fino a 39 mila euro;  fino ad arrivare a impatto zero per i redditi di 40 mila euro annui, oltre i quali non è previsto nessun aumento in busta paga.

Se applichiamo gli aumenti che abbiamo descritto all’ammontare dei redditi annui, e calcoliamo la percentuale di incidenza, cioè la proporzione tra il nuovo aumento in busta paga ed il reddito annuale complessivo (adattando il raffronto al reddito netto anziché a quello lordo, per evitare distorsioni), scopriamo che i vincitori, cioè coloro che sentiranno l’aumento più consistente in rapporto a quanto percepiscono, sono i redditi che si attestano nella zona tra i 26 mila ed i 29 mila euro: per loro infatti l’aumento proporzionale sarà superiore al 5%.

Oltre questa zona comincia a farsi sentire l’effetto del decalage cioè della discesa progressiva che abbiamo descritto, e la proporzione dell’aumento – che rimane ancora consistente per i redditi fino a 32 mila euro circa, con oltre il 4% – scende rapidamente e crolla sotto il punto percentuale per i redditi oltre i 38 mila, fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40 mila. Guardando invece le fasce più basse, paradossalmente l’incremento percentuale sarà minore: ad esempio nella zona tra i 12 mila ed i 25 mila euro di reddito annuo l’aumento sullo stipendio percepito sarà tra l‘1% e il 2%, ma c’è da considerare che si tratta dei precedenti percettori del bonus Renzi e che possono anche beneficiare in larga scala del meccanismo delle detrazioni fiscali Irpef riconosciute per i lavoratori dipendenti. Per questo stavolta il Governo ha preferito progettare la riforma fiscale rivolgendosi alla classe media, tagliando le tasse soprattutto nei loro confronti ed introducendo benefici che prima non erano previsti per i redditi oltre i 26-28 mila euro annui.



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