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Si può vivere in un camper?

19 Gennaio 2020
Si può vivere in un camper?

Case mobili e roulotte: si può sostare in un terreno per farne la propria dimora?

Hai detto stop agli sprechi, agli inutili costi di una casa in condominio, alle tasse sui patrimoni immobiliari, alle ristrutturazioni, alle spese di affitto. Ora, vuoi fare come molti americani che vivono dentro una roulotte o un camper. La casa mobile è proprio ciò che fa per te: ti consentirà di viaggiare, di cambiare location ogni volta che vorrai, di stare sempre al caldo, di non fare i conti con un fisco ingordo, di non subire le pressioni delle bollette e la visita di numerosi scocciatori. Ti sembra un sogno, ma già a naso immagini che lo Stato ti metterà i bastoni tra le ruote. In quali terreni potrai parcheggiare? A quale rete elettrica potrai agganciarti? Presso quale Comune dovrai dichiarare la tua residenza e quale sarà il tuo medico di base? Sembra che la burocrazia abbia già avuto il sopravvento sui tuoi sogni. Così ti chiedi innanzitutto: si può vivere in un camper? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Vivere in camper: permessi e autorizzazioni

Come ben potrai immaginare, nessuno ti può costringere a restare dentro casa, né a viaggiare. Lo stesso dicasi se intendi farlo in camper. Dunque, alla domanda si può vivere in un camper bisogna per forza dare risposta positiva. Tuttavia, è bene conoscere alcuni limiti e condizioni da rispettare. Partiamo dalle cosiddette licenze amministrative.

A differenza delle case mobili che richiedono sempre una concessione edilizia in quanto creano volumetria, per vivere in un camper non c’è bisogno di alcun permesso da parte del Comune o di qualsiasi altra amministrazione. Nessuno insomma ti verrà a chiedere il cosiddetto “permesso di costruire” che, invece, è necessario anche per un piccolo prefabbricato. 

Vivere in camper: revisione e controlli

Tuttavia il camper, al pari di una roulotte, nasce come mezzo di trasporto e, come tale, deve rispettare tutte le norme del Codice della strada. Deve perciò essere sottoposto alla revisione obbligatoria periodica come tutti gli altri veicoli a motore, sconta il bollo auto e l’equipaggiamento deve essere in perfetto stato di funzionamento (fari, gomme, frecce, ecc.).

Vivere in camper: occupazione abusiva del suolo pubblico

A differenza delle roulotte, che costituiscono un’abitazione a tutti gli effetti e possono sostare solo nelle aree adibite a campeggio, il camper può anche essere parcheggiato su un terreno pubblico, ma ciò non deve avvenire in modo stabile. È cioè consentita la sosta, anche per una notte, ma non ci si può appropriare del suolo comune per farne la propria abitazione. 

Il Tar Calabria, in una sentenza di non molto tempo fa [1], ha precisato che il sindaco del Comune non può proibire di posteggiare occasionalmente i camper sul territorio cittadino, specie se non vi sono problematiche di ordine tecnico circa la dimensione di questi veicoli. Il tutto però nel rispetto delle regole del Codice della strada.

Vivere in camper: regole del Codice della strada

In particolare, l’articolo 185 del Codice della strada stabilisce il divieto di parcheggiare il camper creando un campeggio con tende e altri insediamenti. 

Il camper non deve poi emettere acque di scarico, salvo quelle del propulsore meccanico, e non può occupare la sede stradale in misura superiore al proprio ingombro (il che significa che è vietato installare tavolini, sedie e altri oggetti al di fuori di esso). È vietato lo scarico dei residui organici e delle acque chiare e luride su strade ed aree pubbliche al di fuori di appositi impianti di smaltimento igienico-sanitario.

Nel caso di sosta o parcheggio a pagamento, alle autocaravan si applicano tariffe maggiorate del 50% rispetto a quelle praticate per le autovetture in analoghi parcheggi della zona.

Camper: dove può stare?

Come abbiamo detto, il camper non può appropriarsi di una fetta del marciapiede o di un terreno pubblico in modo definitivo. La sosta è consentita solo come parcheggio, al pari delle altre vetture. Nessuno può vivere stabilmente in un camper allocato, ad esempio, in un lungomare o anche a ridosso di una spiaggia, in una piazza o sui margini dell’autostrada. Ma allora dove fissare il camper?

Diciamo, innanzitutto, che il camper deve sempre poggiare sulle proprie ruote. Non si possono, quindi, smontare gli pneumatici e collocare il camper su dei mattoni per farne una casa. Ciò è impossibile anche se il terreno in questione è privato: si tratterebbe, infatti, di una costruzione nuova, che modifica l’assetto del territorio, per la quale è necessario chiedere il permesso di costruire al comune. 

Dunque, si può lasciare il camper in un luogo pubblico o privato, ma solo per soddisfare esigenze temporanee e non definitive. Negli altri casi, invece, bisogna richiedere la licenza edilizia e bisogna disporre della titolarità quantomeno del diritto di superficie sul suolo (se non dell’intera proprietà).

Lo stesso discorso dicasi nel caso di camper parcheggiato nel cortile del condominio. Lo stesso condominio potrebbe opporsi all’occupazione stabile di una parte del suolo comune. 

Anche all’interno delle strutture ricettive, come i camping, la sosta è ammessa solo per periodi transitori. Ciò in quanto il campeggio entro cui avviene la ricezione di camper e roulotte deve avere destinazione turistica.

Vivere in camper: quale residenza?

Probabilmente già saprai che esiste il divieto di essere irreperibili. Ogni cittadino deve dichiarare una residenza. Ma qual è la residenza per chi vive in camper? Come abbiamo già spiegato nella nostra guida sull’argomento (leggi Residenza per chi vive in camper), chi vive in camper viene equiparato ai “senza fissa dimora” in quanto si tratta di veicolo sempre in movimento. Proprio per questo, non si può fissare la residenza dentro un camper (come farebbe, ad esempio, il postino a rintracciare il conducente?). 

In casi come questo, il cittadino può chiedere l’iscrizione all’anagrafe quale persona senza fissa dimora.

Il domicilio “virtuale” può essere fissato presso la dimora di amici o parenti, ma anche in una via pubblica del Comune, esistente o meno, la quale però avrà una rilevanza giuridica: ogni Comune, infatti, possiede un elenco di indirizzi fittizi che possono essere scelti dalle persone senza fissa dimora per stabilire la propria residenza.

Ma presso quale Comune bisognerà chiedere la residenza? Se non v’è un posto ove si risiede con il camper in maniera più stabile, è possibile chiedere di fissare la propria residenza nel Comune di nascita, individuando, come detto sopra, il luogo ove si fisserà il domicilio (una strada, un edificio abbandonato, una via, l’abitazione di parenti, ecc.).


note

[1] Tar Calabria, sent. n. 2093/17 del 20.12.2017: leggi Parcheggiare un camper per viverci: quali rischi.


2 Commenti

  1. appena ho compiuto il 18 anni di età quindi diventando maggiorenne ho detto hai miei genitori che volevo comprare un camper ed è quello che ho fatto ho speso oltre 50.000 euro per un camper nuovo basta pagare bollette luce gas telefono ecc ecc
    viaggio in tutta europa mi fermo in posti fantastici lontano dalla città ora mai e la mia vita e davvero completa
    ho lasciato il mio domicilio a casa dei miei genitori così se arriva della posta la vado a prendere quando posso .. per il resto pago l’assicurazione il bollo e la revisione la faccio ogni anno
    mi piace il camper in quanto non ho vicini di casa e posso viaggiare ovunque in quanto il mio camper va a METANO —

    i migliori 50.000 euro spesi della mia vita non ritornerei ma indietro a vivere in casa

  2. Nella pratica, cosa s’intende per “soddisfare esigenze temporanee e non definitive”? Scritto così può significare 1 notte, 1 mese, un’estate…

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