Bollette a 28 giorni: niente rimborsi, parte la denuncia

18 Gennaio 2020
Bollette a 28 giorni: niente rimborsi, parte la denuncia

Compagnie telefoniche denunciate per l’ostruzionismo sui rimborsi dovuti ai clienti di quanto pagato in più con la fatturazione a 28 giorni anziché mensile.

Si ravvivano le polemiche sulla questione dei rimborsi in favore degli utenti sulle bollette telefoniche a 28 giorni, riconosciute illegittime dal Consiglio di Stato poiché addebitavano i canoni ed i costi di traffico sulla base di un periodo di quattro settimane (28 giorni appunto) anziché mensile. Via libera ai rimborsi, quindi, in favore degli utenti; ma non tutto è andato per il verso giusto, neppure dopo la pronuncia definitiva dei giudici della scorsa estate.

Così oggi, di fronte ad una perdurante situazione di ritardo o di procedure tortuose che limitano i diritti acquisiti dai clienti, il Codacons ha annunciato, per come ci comunica la nostra agenzia stampa Adnkronos, di aver presentato “una nuova denuncia ad Agcom e Antitrust contro le compagnie telefoniche”.

L’associazione ricorda che “la delibera dell’Autorità per le comunicazioni prevedeva una forma di ristoro automatica in bolletta attraverso la compensazione dei giorni ingiustamente erosi ai clienti per effetto delle fatturazioni a 28 giorni. La sentenza del Consiglio di Stato ha confermato la validità di tale decisione rendendo immediatamente esecutivi gli indennizzi. Ad oggi, tuttavia, dei rimborsi automatici in bolletta non vi è ancora alcuna traccia”.

“Le compagnie telefoniche – avverte l’associazione dei consumatori – stanno infatti procedendo in ordine sparso, pubblicando moduli nelle aree riservate dei propri siti web attraverso i quali i clienti possono chiedere gli indennizzi, o avanzando proposte di rimborso alternative sotto forma di sconti, minuti di conversazione o traffico internet gratuiti”.

“Una situazione – continua il Codacons – che non solo genera confusione, ma rischia di privare gli utenti di un diritto loro riconosciuto: non tutti conoscono, infatti, le modalità per accedere ai rimborsi, che appaiono ancora oggi tortuose e tali da limitare l’esercizio di un diritto riconosciuto in modo definitivo anche dal Consiglio di Stato”.

Per tale motivo il Codacons “presenta un nuovo esposto ad Agcom e Antitrust, chiedendo di aprire una indagine sul comportamento delle compagnie telefoniche e verificare il rispetto delle decisioni dell’Autorità e del Consiglio di Stato sulle bollette a 28 giorni, elevando una maxi-sanzione per pratiche scorrette a danno dei consumatori”.

L’associazione annuncia infine di avere “pubblicato oggi sul proprio sito web un modulo che i clienti possono compilare per delegare il Codacons a chiedere alle compagnie il rimborso delle somme illegittimamente percepite, con accredito diretto degli importi su schede o conti telefonici dei clienti”.



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