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Stranieri maggiorenni nati in Italia: cittadinanza più facile

6 Settembre 2013


Stranieri maggiorenni nati in Italia: cittadinanza più facile

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Settembre 2013



Maggiore facilità per ottenere la cittadinanza italiana a chi vi ha risieduto ininterrottamente dalla nascita fino alla maggiore età: coinvolti anche gli Ufficiali di Stato Civile.

 

Il decreto “del Fare” [1] ha introdotto due novità importanti sull’acquisto della cittadinanza italiana per gli stranieri: ai fini del requisito di residenza legale ininterrotta dalla nascita fino alla maggiore età, al neo diciottenne non sono imputabili inadempimenti riconducibili ai genitori o alla pubblica amministrazione. Il possesso del requisito può essere dimostrato con ogni possibile documentazione idonea.

Le regole base

La nostra legge sull’attribuzione della cittadinanza [2] prevede che “lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, può diventare cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data.

Il che significa che, per diventare cittadino italiano, il soggetto nato da genitori stranieri deve rispettare i seguenti presupposti:

1. essere nato in Italia

2. avervi risieduto ininterrottamente da 0 fino a 18 anni;

3. aver richiesto, all’ufficio di Stato Civile del Comune di residenza, la cittadinanza italiana nell’anno che va dal compimento della maggiore età fino ai 19 anni (in pratica, prima del compimento del 19° anno di età).

In passato alcuni Comuni hanno rilevato che genitori stranieri non hanno inserito, o lo hanno fatto in ritardo, i figli nel proprio permesso di soggiorno o alla loro iscrizione all’anagrafe. Per evitare pregiudizi ai minori nati e cresciuti in Italia e che, qui, hanno anche conseguito regolari titoli di studio, è intervenuta la riforma di cui si è anticipato in apertura.

Inadempimenti sterilizzati

In particolare, il decreto del Fare consente, in caso di inadempimenti riconducibili ai genitori o alla pubblica amministrazione, di dimostrare con ogni altra documentazione il possesso dei requisiti per la cittadinanza.

A riguardo, la circolare del Ministero dell’Interno [3] dispone che l’iscrizione anagrafica tardiva del minore, potrà considerarsi non pregiudizievole ai fini dell’acquisto della cittadinanza ove vi sia documentazione in grado di dimostrare l’effettiva presenza dello stesso nel nostro Paese nel periodo antecedente la regolarizzazione anagrafica (per esempio attestati di vaccinazione, certificati medici in generale, eccetera). L’iscrizione anagrafica dovrà essere ragionevolmente ricollegabile al momento della nascita.

Se in periodi successivi alla nascita si rilevassero brevi interruzioni nella titolarità del permesso di soggiorno, al fine di favorire la possibilità di dimostrare la permanenza continuativa sul territorio italiano, l’interessato potrà inoltre produrre documentazione integrativa quale certificazione scolastica, medica o altro, che attesti la presenza in Italia.

Infine, la legge ora impone agli ufficiali di Stato civile di comunicare al neo-diciottenne straniero la possibilità, in presenza dei requisiti, di ottenere la cittadinanza italiana entro il compimento del diciannovesimo anno d’età.

In mancanza della comunicazione, l’interessato potrà, in ogni tempo, manifestare la sua volontà di acquistare la cittadinanza italiana.

Secondo le nuove norme, il neo-diciottenne, in caso di inadempimenti riconducibili ai genitori o alla pubblica amministrazione, può dimostrare, attraverso ogni altra documentazione, il possesso dei requisiti per l’acquisto della cittadinanza italiana.

Gli ufficiali di Stato civile devono comunicare all’interessato, al compimento del 18°anno, che può esercitare il diritto al riconoscimento della cittadinanza. In mancanza della comunicazione, il diritto può essere esercitato anche dopo il compimento dei 19 anni.

note

[1] Art. 33 Dl 69/2013.

[2] Legge 91/1992, Art. 4, comma 2, cosiddetto principio ius soli.

[3] Circolare del ministero dell’Interno n.22 del 7 novembre 2007.


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1 Commento

  1. mia figlia ha ragiunta sa sua eta anni18 il feb. 21 2000 che era nata qui a milano. e ci hanno chiesto 200 euro. ma per cosa? se mi puo spiegare.grz

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